
El Niño sta tornando, e non lo farà in punta di piedi. Le proiezioni attuali sono, francamente, inquietanti, mostrano che nei prossimi mesi potrebbe scatenarsi un evento d’intensità insolita. Potrebbe addirittura essere paragonabile alle ondate storiche del 2016 e del 1998, anni che ricordiamo bene per il caos meteorologico globale.
Ma cos’è, esattamente, questo fenomeno che tanto inquieta? Molti lo confondono con il semplice riscaldamento globale, ma è qualcosa di diverso, seppur in una certa misura correlato. El Niño rappresenta una fase ciclica del sistema atmosferico oceanico nel Pacifico tropicale. In pratica, le acque superficiali si scaldano in modo anomalo, alterando la circolazione dell’aria e, di conseguenza, le perturbazioni su scala planetaria. Insomma, immaginate una vasca da bagno dove l’acqua calda, solitamente confinata a un’estremità dai venti, invade tutto il resto del bacino.
L’impatto devastante del Niño strong
Le anomalie termiche previste dalle simulazioni non lasciano presagire nulla di buono, e quello che appare più impressionante è il rapidissimo riscaldamento previsto rispetto alle condizioni attualmente neutre, dopo una fase de La Niña. Le analogie con il passato non sono incoraggianti. Chi c’era, ricorda cosa accadde tra il 1997 e il 1998, anche se sono trascorsi quasi trent’anni. Fu uno dei più forti eventi mai registrati, con siccità devastanti in Australia e Indonesia, oltre ad alluvioni torrenziali in Sud America. Milioni di persone furono colpite, mentre ecosistemi marini, come le barriere coralline, finirono sbiancati e morenti.
Poi arrivò il 2016, un altro anno terribile. Le temperature medie globali schizzarono a livelli mai visti, con incendi furiosi in Asia sud-orientale. Ora, i modelli matematici più accreditati, ammettiamolo, sono strumenti raffinati ma a volte sbagliano, indicano con inquietante convergenza che ci stiamo dirigendo verso una configurazione simile. Alcuni esperti parlano già di un Super El Niño, anche se è troppo prematuro ancora dare per certo un evento di tale portata.
Perché questa è una pessima notizia
La prospettiva di un’intensità del genere è, oggettivamente, spaventosa. Perché è una pessima notizia per noi? La domanda è legittima, poiché potremmo pensare che un fatto nel Pacifico non ci riguardi direttamente. Errore banale, l’atmosfera è un sistema interconnesso. Se disturbi un lato, le conseguenze si ripercuotono ovunque. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, l’influenza di El Niño è complessa, meno diretta rispetto ad altre zone del pianeta, in effetti. Eppure, non possiamo considerarci immuni.
Le prime ripercussioni le vedremo probabilmente sul termometro globale. Non è detto che avremo riflessi immediati per l’estate, ma è possibile, più probabilmente per il periodo autunnale. Se la manifestazione raggiungerà i picchi previsti, il 2026 potrebbe facilmente diventare l’anno più caldo della storia, superando ogni record precedente.
Fenomeni estremi e un clima sempre più rovente
Questo significa un’ulteriore accelerazione per i fenomeni estremi. D’altronde, l’abbiamo già visto con i nostri occhi negli ultimi anni, tra siccità prolungate e ondate di maltempo violente concentrate in pochi giorni. Con un El Niño a tutta forza, gli scenari invernali per l’Italia si complicano. Non c’è una regola fissa, lo sanno bene i meteorologi che studiano queste teleconnessioni. A volte porta inverni più miti e piovosi, altre volte devia le perturbazioni dell’Oceano Atlantico, lasciandoci alla mercé di ondate di freddo parziale e secco provenienti magari dal Vortice Polare. Insomma, è una lotteria atmosferica dove il primo effetto è quasi sempre un evento estremo.
I climatologi avvertono da decenni, forse ci siamo abituati a questi allarmi? Magari, ma i numeri, questa volta, sono diversi. La rapidità con cui si sta sviluppando questo El Niño è sorprendente. Molti speravano in una tregua, dopo anni di predominanza del fenomeno opposto, La Niña, che tende a raffreddare leggermente la superficie terrestre. E invece, la pendola sta oscillando verso l’estremo opposto con una violenza inaudita.
La pericolosa sovrapposizione con il riscaldamento globale
La preoccupazione maggiore non è solo l’evento in sé, è la sovrapposizione. Un El Niño potente che si innesca su un pianeta già molto più caldo rispetto al 1998 rappresenta un territorio inesplorato. È come mettere carburante speciale in un’auto che sta già correndo a velocità folle. La risposta dell’atmosfera potrebbe essere, francamente, imprevedibile. Potremmo assistere a interazioni e feedback climatici mai osservati prima d’ora. Questo è il vero motivo per cui gli scienziati sono inquieti. El Niño sta arrivando, e ha tutta l’aria di voler fare la storia, purtroppo non in senso positivo per il meteo dei prossimi mesi.
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