(TEMPOITALIA.IT) La variazione del quadro atmosferico è ormai assodata, ma la sua elaborazione definitiva risulta particolarmente complessa. Possiamo affermare che, osservando la situazione attuale, si tratta dell’unico vero scossone dinamico rilevante per il momento. I principali modelli previsionali confermano questo passaggio di instabilità con una discreta dose di sicurezza. Tuttavia, nonostante manchino ormai pochissime ore agli eventi, l’esatta localizzazione dei fenomeni rimane avvolta da una fitta incertezza.
Le perplessità aumentano se proviamo a guardare oltre il breve termine. Tutto sembra dipendere da una possibile, quanto brusca, accelerazione della corrente a getto alle alte quote sopra l’Europa Centrale. Spiegandolo in termini semplici, se il cosiddetto jet stream dovesse riprendere vigore con forza, le conseguenze per la Penisola sarebbero immediate. In tale scenario, le perturbazioni non avrebbero l’energia necessaria per affondare verso l’Italia.
Questi sistemi finirebbero per sfilacciarsi, perdendo potenza a ridosso dell’Europa Occidentale e lasciando il nostro territorio praticamente all’asciutto. In sostanza, si riproporrebbe il medesimo schema meteorologico osservato nelle ultime due settimane. Da un lato, questa stabilità non rappresenterebbe un problema critico data la piovosità dei mesi precedenti, ma dall’altro lato desta preoccupazione, poiché se tale pattern dovesse persistere per intere stagioni, si trasformerebbe in una criticità rilevante.
Analisi delle previsioni per il fine settimana
Analizziamo ora i fatti concreti, procedendo con ordine. Salvo imprevisti ribaltoni della configurazione barica dell’ultimo minuto, il peggioramento previsto per il weekend del 14 e 15 marzo appare ormai tracciato e decisamente plausibile. Ci attendono piogge diffuse su gran parte della Penisola, anche se è bene sottolineare che si tratterà di un transito veloce e piuttosto rapido.
Il modello matematico ECMWF, studiando la media dei suoi differenti scenari, delinea una concreta possibilità di precipitazioni estese a causa del passaggio di questa perturbazione di matrice atlantica. Le correnti sembrano disporsi nel modo corretto per bagnare adeguatamente le nostre regioni, non limitandosi a qualche goccia isolata. Il nodo cruciale, tuttavia, resta la velocità della perturbazione, poche ore di pioggia, talvolta anche di forte intensità, prima di un rapido allontanamento del fronte.
Piogge al settentrione e neve sui rilievi montuosi
Quali saranno i territori maggiormente colpiti? Le mappe su scala europea mostrano segnali inequivocabili. Le piogge si concentreranno principalmente al Settentrione e su una parte consistente del Centro Italia, portando accumuli idrici significativi.
Un occhio di riguardo va alla quota dei fiocchi bianchi. Il limite delle nevicate si attesterà mediamente tra i 1300 e i 1500 metri. Tuttavia, non è affatto escluso che la Dama Bianca possa spingersi più in basso. In presenza di precipitazioni particolarmente intense, la neve potrebbe scendere fin sotto i 1000 metri, un evento assolutamente normale per il cuore di marzo. Per il momento, è preferibile non spingersi troppo in avanti con le tendenze e godersi questa meritata parentesi piovosa.
Incertezza sulla distribuzione delle piogge
Rimane ancora molto lavoro da fare per definire con esattezza la distribuzione delle piogge. Ciò che è certo è che le precipitazioni arriveranno in modo diffuso, sebbene con una distribuzione irregolare. Oltretutto, come già ribadito, la rapidità del transito sarà la caratteristica predominante di questo evento che metterà alla prova la resistenza dell’alta pressione.
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