Una stagione cominciata a febbraio
(TEMPOITALIA.IT) La Primavera 2026 è di fatto iniziata a metà Febbraio, quando un anticiclone africano esplosivo ha allontanato la massa d’aria gelida che stazionava sull’Europa centrale, congelando il Mar Baltico e le acque a nord di Polonia e Germania. Da quel momento le temperature non sono più tornate su valori invernali in modo duraturo, e quella che stiamo vivendo è in realtà una Primavera avanzata di oltre un mese rispetto al calendario. Nei primi giorni di Aprile si sono toccati 25-28°C persino al Nord Italia: valori tipici di un Giugno medio, non certo di metà stagione primaverile.
Le temperature massime attese città per città
Per avere un termine di paragone, le medie climatologiche ella seconda decade di Aprile nelle principali città italiane si aggirano intorno ai 18-19°C in Pianura Padana e a Roma, mentre Genova scende verso i 17-18°C per l’influenza del mare ancora freddo. Più a Sud, Cagliari si attesta sui 19-20°C, Catania sui 20-21°C, Napoli, Palermo e Bari sui 18°C. Nella terza decade le massime aumentano di circa 1 grado, senza stravolgimenti significativi rispetto alla fase precedente.
Ma le temperature massime di questo mese di Aprile sono state spesso tra i 5 e gli 8 gradi più alte di quelle normali per il periodo. Anche in questi giorni contraddistinti dal maltempo, complice l’afflusso di aria mite dal Nord Africa, le temperature si sono abbassate solo relativamente e nemmeno dappertutto, e ai primi raggi di sole sono riprese a salire immediatamente. Torino, ad esempio, già nella giornata di ieri 14 Aprile, grazie al ritorno di un timido sole, ha sfiorato i 20°C di massima. Genova, Roma, Bari e Napoli hanno oltrepassato i 20°C sia Lunedì che Martedì e i prossimi giorni le temperature saliranno ancora.
I modelli matematici dipingono un quadro di temperature in ulteriore aumento da oggi 15 Aprile e fino al weekend del 18-19 Aprile, con picchi fino a 25-26°C su Milano e Roma e numerose altre città, valori che collocano questa fase primaverile al livello termico della prima decade di Giugno o dell’ultima di Maggio, almeno per quanto riguarda i valori massimi. Ma dopo il 20 Aprile si intravede una fase di importante calo termico, con Milano che potrebbe scendere fino a circa 13°C in coincidenza con il transito di masse d’aria instabile e un minimo di bassa pressione.
Il Vortice Polare e i rischi nascosti
Mentre le temperature restano elevate, il Vortice Polare si sta dimostrando attivo sul Nord Europa, con una tendenza ad espandersi verso il centro del continente. Questo crea le condizioni per impulsi di aria fredda, perturbazioni irregolari e sviluppo di temporali a macchia di leopardo. Al momento non è previsto il passaggio di un vero fronte perturbato organizzato su scala europea: si osservano piuttosto fronti molto irregolari in transito dall’Oceano Atlantico verso est, con l’alta pressione russa che tende a espandersi verso ovest ostacolando il flusso oceanico. Non è escluso però l’approfondimento di un minimo barico proprio sull’Italia, come hanno mostrato alcune mappe elaborate sulla base dei dati di ECMWF. Una fase perturbata di questo tipo, alimentata da aria fredda continentale, potrebbe in effetti almeno in parte bilanciare il caldo della prima metà di Aprile.
Precipitazioni a macchia di leopardo e fronti irregolari
Tralsciando l’ipotesi di formazione di una bassa pressione italica, al momento da confermare, più probabilmente le precipitazioni si distribuiranno in modo estremamente irregolare, tipico di una Primavera avanzata in cui i contrasti termici iniziano a farsi sentire. Non sarà facile prevedere dove si concentreranno i fenomeni più intensi: con masse d’aria così diverse in gioco, i temporali potranno svilupparsi rapidamente e colpire aree limitate con intensità anche elevata, lasciando indisturbate le zone vicine.
Freddo e maltempo: fasi brevi ma intense
A fronte di questo quadro termico anomalo, parte del Nord Italia ha accumulato un deficit pluviometrico consistente, con l’eccezione del Piemonte occidentale e settentrionale e della Liguria e dell’area prealpina. Un dato che conforta riguarda i dati di riempimento dei grandi laghi del settore prealpino, tutti, con l’eccezione del Lago d’Iseo, ampiamente al di sopra dei livelli medi del periodo. Tuttavia, ogni goccia di pioggia (e di neve in alta montagna) che cadrà in questo periodo sarà preziosa per ritardare l’aridità estiva.
Gli episodi freddi e perturbati che sembrano avvicinarsi all’Italia potrebbero però rivelarsi improvvisi e di breve durata, vista la marcata anomalia termica positiva che caratterizza il campo termico del Paese ormai da mesi. Una condizione che, storicamente, tende a precedere stagioni estive particolarmente calde.










