Un’Italia climaticamente spaccata in due
(TEMPOITALIA.IT) Mentre sull’Appennino centrale e meridionale cade la neve, al Nord Italia splende un sole pienamente primaverile e i prati e gli alberi sono già in piena fioritura. Due stagioni diverse nello stesso momento. Una primavera che non vuole essere tale, almeno non per tutti.
Nelle regioni meridionali l’aria fredda affluisce con decisione, portando con sé un quadro atmosferico più simile a Febbraio che a fine Marzo. Lo si avverte soprattutto a sud di Roma sul versante tirrenico, dalla Campania alla Sicilia, e sopratuttto lungo tutto il settore adriatico dove le precipitazioni abbondanti stanno raggiungendo accumuli di oltre 200 millimetri sulle aree pedemontane di Abruzzo e Molise. Al Nord, invece, quella stessa aria fredda scende attraverso le montagne e si riscalda per effetto favonico, regalando temperature gradevoli e aria secca. A Milano, a Torino, a Verona non si può certo parlare di freddo e nemmeno di pioggia.
Inverno tardivo al Sud, Primavera al Nord
I dati climatici degli ultimi dieci giorni certificano la situazione cha abbiamo or ora descritto. Al Nord Ovest le temperature sono in linea con quelle registrate negli ultimi 20 anni in questo periodo e la pioggia è ormai un ricordo lontano. Il Nord Est ha vissuto giorni freddi la scorsa settimana, specie la Romagna, ma nel complesso anche in questa zona le temperatura sono solo leggermente sotto la media. Nelle regioni centrali tirreniche comincia ad andar peggio, e le temperature sono oltre 1,5°C al di sotto delle medie del periodo. Ma peggio ancora va al versante adriatico e al Sud, comprese Sicilia e Sardegna, dove le anomalie negative rispetto alle medie di fine marzo raggiungono i 2 gradi.
Nord ancora senza pioggia
Salvo eccezioni, che riguardano soprattutto la Liguria, dove è piovuto per pochi giorni ma in maniera molto abbondante nella prima parte del mese, Marzo è stato particolarmente secco al Nord Italia, in un periodo in cui, dopo il minimo invernale, le precipitazioni dovrebbero ricominciare a farsi vigorose. I modelli matematici indicano però piogge in arrivo sulle regioni settentrionali nella settimana dopo Pasqua. Un primo peggioramento potrebbe giungere attorno all’8 Aprile e un altro più pesante e incisivo attorno al 10-11 Aprile. La distanza previsionale invita però alla prudenza, l’anticiclone potrebbe anche opporsi a questi tentativi dell’Atlantico di riportare le piogge al Nord e sul medio e alto Tirreno.
Le nevicate eccezionali sull’Appennino
Sul versante adriatico centro-meridionale la situazione è radicalmente diversa. La profonda bassa pressione in avanzamento verso il Mezzogiorno sta scaricando nevicate eccezionali sull’Appennino centrale e meridionale: Abruzzo, Marche, Molise, l’Appennino pugliese, campano, lucano e calabrese, fino alle cime della Sicilia e ai monti della Sardegna. Un evento notevole per il periodo, trainato da correnti umidissime che colpiscono i versanti adriatici con quella testardaggine tipica delle configurazioni di blocco.
Piove e nevica, insomma, dove il picco stagionale delle precipitazioni sarebbe tipicamente invernale, non primaverile. Al contrario, non piove al Nord dove si sta entrando nella stagione delle piogge.
Un clima che non riconosciamo più
Questo schema anomalo non nasce dal nulla. Vale la pena ricordare quanto accaduto a Febbraio: tutte le condizioni erano favorevoli a un’ondata di freddo sull’Europa, eppure un timido anticiclone in formazione sulla Penisola Iberica è esploso a dismisura, avvolgendo di mitezza l’Europa meridionale e occidentale per due settimane intere. Un blocco persistente, uno di quelli che ormai conosciamo bene. La prima parte di Marzo ha visto l’indebolimento di quella figura, ma il Nord non ne ha beneficiato in termini di piogge se non in maniera parziale. Risultato: un’anomalia meteorologica durata un mese intero, dopo un inverno già fuori norma.
Gli effetti si moltiplicano a ogni latitudine. In Francia e in Germania, l’ultima fase di freddo tardivo ha costretto gli agricoltori ad accendere falò nei campi per proteggere i raccolti dalle gelate. Lì non c’è un arco montuoso a fare da scudo, e il freddo arriva diretto, con danni seri per l’agricoltura. In Italia, invece, il problema è l’opposto: troppo sole al Nord, troppa instabilità al Sud.
Pasqua e il colpo di scena anticiclonico
Eppure, in questo caos apparente, si intravede già il prossimo cambio di scena. Le previsioni per il weekend di Pasqua indicano un miglioramento diffuso e una rimonta anticiclonica che riporterà condizioni più primaverili. Le temperature saliranno, il sole tornerà protagonista su gran parte della Penisola, con qualche residuo di instabilità pomeridiana al Sud. Il caldo più deciso si farà sentire soprattutto sulla Penisola Iberica, mentre sull’Italia si arriverà a condizioni primaverili senza particolari eccessi termici.
Nel dopo-Pasqua torna l’incertezza: i modelli accennano alla possibilità di nuove perturbazioni associate ad aria fredda di origine atlantica, che potrebbero riportare condizioni umide sul Nord e il versante tirrenico con neve sulle Alpi e sull’Appennino. Tutto da confermare, naturalmente. Viviamo costantemente in anomalie climatiche, e questa primavera non fa eccezione. Ci stiamo abituando a un nuovo clima, lentamente, mentre quello che conoscevamo si dissolve.







