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Questa Primavera pazza: dal caldo africano al freddo, poi di nuovo il caldo punta ai 30°C

Antonio Romano di Antonio Romano
05 Apr 2026 - 17:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Una primavera che non riesce a scegliere. Freddo invernale ostinato, poi una fiammata africana a Pasqua, poi ancora il freddo dalla Russia, e all’orizzonte un nuovo assalto dell’Anticiclone Africano con punte che potrebbero sfiorare i 30°C. Tutto in poche settimane, tutto in Aprile. Definirla stagione di transizione suona quasi come un eufemismo: questa è piuttosto una stagione di contrasti violenti, di sbalzi che lasciano disorientati persino chi studia l’atmosfera per mestiere.

 

Il caldo di Pasqua non è normale, e non lo era nemmeno il freddo di prima

Diciamolo chiaramente: quello che stiamo vivendo in questi giorni di festa non rientra nella normalità. Le temperature che oggi toccano 25-26°C sulle pianure del Nord-Ovest e che nei fondovalle alpini più riparati si avvicinano ai 28°C appartengono, di norma, a un pomeriggio di inizio Giugno. Non a Pasqua. E d’altro canto non era normale nemmeno il freddo delle settimane precedenti, con la neve che scendeva abbondante lungo la dorsale appenninica e le gelate notturne che mettevano a rischio colture già risvegliate dall’ingannevole tepore di fine Febbraio.

Tutto normale? Neanche lontanamente. Lo split del Vortice Polare avvenuto a metà Marzo ha innescato dinamiche atmosferiche che non si esauriscono in pochi giorni, e le conseguenze le stiamo ancora pagando, in un senso o nell’altro. Prima il freddo fuori stagione, ora il caldo fuori stagione. Il pendolo oscilla, e ogni volta che oscilla lo fa con più forza.

 

La Primavera illude, poi torna il freddo

L’Anticiclone Africano ha sferrato il suo primo assalto stagionale con una certa decisione, spingendo masse d’aria subtropicale verso il Mediterraneo e regalando a milioni di italiani un weekend di Pasqua e Pasquetta sotto un sole quasi cocente. Per chi aveva pianificato gite fuori porta, difficile lamentarsi. Ma la parola chiave è “primo assalto”: non è questo il momento in cui l’alta pressione africana si installa definitivamente. L’Italia sta vivendo una bolla, e le bolle, per definizione, hanno i giorni contati.

Già verso il 10 Aprile i segnali di cedimento si faranno sentire. Il freddo tornerà, questa volta con caratteristiche diverse rispetto all’irruzione artica che ha funestato il finale di Marzo: correnti più asciutte, di provenienza orientale, dai Balcani e dalla Russia, capaci di abbassare le temperature in modo brusco senza portare necessariamente piogge abbondanti. Un calo nell’ordine dei 10-15°C rispetto ai picchi pasquali, accompagnato da condizioni instabili soprattutto al Nord-Est e lungo il versante adriatico. I maglioni pesanti, insomma, non andrebbero riposti troppo in fondo all’armadio.

 

Ma attenzione: i 30°C si avvicinano

Ed è qui che la storia si fa davvero interessante. Perché tra una decina di giorni, superata questa nuova parentesi fredda, i modelli previsionali intravedono qualcosa di decisamente più clamoroso. L’Anticiclone Africano si appresta a tornare, e stavolta con un’intensità ben superiore a quella di queste ore. Le proiezioni a lungo termine indicano punte che potrebbero toccare o superare i 30°C in diverse città d’Italia, un traguardo che fino a qualche decennio fa apparteneva esclusivamente a Maggio inoltrato o a Giugno. Oggi si parla di farlo già nella seconda metà di Aprile, spinto da uno scirocco caldo e sabbioso direttamente dal deserto del Sahara.

Vale la pena non sottovalutare questo segnale, e c’è una ragione precisa. Quando i centri di calcolo internazionali concordano su un periodo anticiclonico prolungato, difficilmente sbagliano il colpo. È una delle poche certezze statistiche della meteorologia a medio termine: l’alta pressione, una volta individuata con concordanza dai modelli, tende a verificarsi. Meno sicuri sono i dettagli, le date precise, l’intensità esatta. Ma il segnale di fondo appare robusto.

 

Una primavera che ha perso il filo

C’è però qualcosa che questo Aprile 2026 sta mostrando con una chiarezza quasi scomoda. La primavera, quella stagione di transizione graduale che una volta garantiva una certa progressione ordinata dal freddo al caldo, non esiste più nelle forme in cui la conoscevamo. Al suo posto si è installato un regime di scambi meridiani sempre più violenti: aria gelida che scende dalle latitudini polari verso il Mediterraneo, aria africana che risale verso il Continente lungo le fasce occidentali, e tutto questo in alternanza rapida, quasi frenetica, senza pause di normalità nel mezzo.

Lo split del Vortice Polare di Marzo ha reso le correnti ancora più irregolari, e le conseguenze si vedranno per tutta la stagione primaverile. Non è una sorpresa, in realtà, anche se spesso ce lo dimentichiamo. Marzo e Aprile sono notoriamente mesi pazzerelli, capaci di riservare colpi di scena in entrambe le direzioni. Quest’anno ne stiamo avendo la riprova più plastica degli ultimi anni: freddo da record, poi caldo da record, poi ancora freddo, poi di nuovo caldo verso i 30°C. Il tutto nello spazio di poche settimane.

Il Cambiamento Climatico fa da amplificatore. L’Amplificazione Artica sta riducendo il gradiente termico tra le regioni polari e quelle tropicali, rendendo la circolazione sempre più capricciosa e imprevedibile. Il risultato è esattamente questo Aprile che stiamo vivendo: niente di normale, niente di ordinario. Meglio approfittare del bel tempo di queste ore, insomma, perché la prossima settimana potrebbe già raccontare una storia molto diversa. E quella dopo ancora, una diversa ancora.

  (TEMPOITALIA.IT)

Credit

  • ECMWF
  • NOAA GFS
  • Deutscher Wetterdienst
  • UK Met Office
  • Météo-France
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Tags: 30 gradi aprileanticiclone africanocaldo anomalo aprilefreddo russia balcanisbalzi termici primaverascambi meridianivortice polare split
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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