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L’Atlantico torna a dettare legge: piogge serie al Nord, quantitativi ingenti, grandine e neve sulle Alpi

Antonio Romano di Antonio Romano
01 Mag 2026 - 14:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) ECMWF, GFS e ICON concordano su un punto che finora è rimasto incerto: la porta atlantica si riapre davvero. Da Lunedì 4 Maggio le perturbazioni oceaniche torneranno a fare il loro lavoro sull’Italia, portando precipitazioni organizzate e diffuse che nulla hanno a che vedere con i temporali a macchia di leopardo che hanno caratterizzato Aprile. Per il Nord Italia si preannuncia una settimana impegnativa, con quantitativi di pioggia che potrebbero risultare tra i più significativi dell’intera primavera.

 

Come si sviluppa il peggioramento

I primi segnali arriveranno già dalla sera di Domenica 3, con nuvolosità in aumento al Nord-Ovest e piogge che nelle ore notturne raggiungeranno le Alpi piemontesi e la Liguria. Lunedì 4 il ramo caldo della perturbazione punterà con decisione verso le regioni di ponente e il Nord, con precipitazioni diffuse su Piemonte, Liguria e Lombardia occidentale, fenomeni non particolarmente violenti ma continui e duraturi. È proprio questo che li rende preziosi rispetto ai rovesci convettivi rapidi e localizzati: l’acqua cade gradualmente, ha il tempo di penetrare nel terreno e ricaricare le falde.

Il momento clou si concentrerà tra Martedì 5 e Mercoledì 6 Maggio, con il transito di un vortice ciclonico a tutte le quote. Le piogge più intense colpiranno il Nord e il medio-alto versante tirrenico, con Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia tra le aree più esposte, seguite da Toscana e Lazio. I contrasti tra l’aria fresca atlantica e le correnti calde in risalita dal Nord Africa verso il Sud potrebbero esaltare i fenomeni sulle regioni centrali, con temporali localmente intensi, grandinate e rischio di nubifragi nelle zone più vulnerabili.

 

I quantitativi attesi: numeri importanti

Nell’arco della settimana perturbata, i modelli stimano accumuli tra 100 e 250 millimetri sul Nord Italia, con picchi superiori in montagna. Sono numeri significativi, quelli che si registrano in un mese e mezzo in condizioni normali, concentrati in pochi giorni. Sulle Alpi la quota neve si attesterà intorno ai 2000-2500 metri, con accumuli che oltre i 3000 metri potrebbero superare il metro. Per i ghiacciai alpini, già in forte sofferenza strutturale, si tratta di una notizia concreta: la neve tardiva di Maggio costituisce un manto protettivo fondamentale prima che inizi la stagione di fusione estiva.

Sul Centro Italia le precipitazioni saranno meno abbondanti ma comunque presenti, con accumuli stimati tra 30 e 100 millimetri. Per Sardegna, Sicilia e zone interne del Sud i quantitativi dipenderanno molto dalla localizzazione: in alcuni casi i temporali potrebbero essere intensi e concentrati, capaci di scaricare anche 100 millimetri in poche ore, mentre aree limitrofe potrebbero rimanere quasi all’asciutto.

 

Al Sud aria africana, al Nord grandine e piogge serie

Mentre il Nord si prepara al maltempo, il Sud resterà sotto l’influenza di un promontorio anticiclonico subtropicale, con correnti calde dal Nord Africa che spingeranno le temperature verso picchi di 28-30°C. Un’Italia spaccata in due, con fenomeni opposti che si svolgono contemporaneamente: grandinate e temporali al Nord, afa quasi estiva al Meridione. I fronti perturbati transiteranno sfrangiati sulle regioni meridionali, con effetti limitati.

Va tenuto presente anche il ruolo del mare. Aprile ha lasciato in eredità un Mediterraneo con temperature superficiali superiori anche di 5°C rispetto alle medie stagionali. Un mare così caldo funziona da amplificatore: quando le perturbazioni atlantiche interagiscono con questa riserva di energia, i fenomeni temporaleschi tendono a diventare più intensi. Per Maggio, statisticamente il mese più piovoso per le regioni settentrionali, il quadro che si delinea è quello di una fase finalmente generosa di precipitazioni, dopo settimane di siccità latente.

Non è detto che il maltempo si esaurisca dopo il 6 Maggio. I modelli individuano già una seconda potenziale perturbazione intensa in avvicinamento dopo il 9-10 Maggio, segno che il flusso atlantico, una volta rientrato in gioco, intende restare protagonista per un po’.

  (TEMPOITALIA.IT)

Credit

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Copernicus Marine Service – Mediterranean Sea Surface Temperature
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • DWD – Deutscher Wetterdienst, modello ICON
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Meteo stravolto dal 4 Maggio: ecco perché la prossima settimana è decisiva per la Primavera

Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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