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Ondata di caldo in arrivo in Italia: Santini ci indica nuova data

Analizziamo i dettagli dei modelli ECMWF e GFS: settimana prossima caldo in decisa intensificazione

Davide Santini di Davide Santini
12 Giu 2026 - 13:45
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News, Zoom
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Ci siamo. Se fino ad adesso il mese di giugno non ha registrato temperature così estreme, le cose stanno per cambiare radicalmente. Prepariamoci a una nuova e intensa ondata di calore. Non voglio fare terrorismo meteo né tantomeno dare numeri a caso. In questo articolo analizzerò la data precisa e indicherò che valori potremmo toccare.

 

L’analisi

Il protagonista di questa fase sarà l’anticiclone subtropicale di origine nordafricana, oramai il nostro compagno di viaggio del periodo estivo. È una sorta di lingua di fuoco che viene dalle alte zone dell’Africa e stazione spesso sulla nostra testa. Quando riesce a stabilizzarsi su di noi le conseguenze sono presto dette. Sole e caldo senza soluzione di continuità e soprattutto totale assenza di piogge e tempo.

 

La Timeline

Già da lunedì 15 avremo un primo leggero aumento termico. A parte qualche temporale su Alpi, Prealpi e zone prospicienti, praticamente nulla da segnalare. L’atmosfera sarà praticamente sempre stabile e ferma, tipica delle situazioni caratterizzate dalla presenza di un forte anticiclone.

 

La principale novità sarà però rappresentata dal caldo, con valori termici in deciso aumento soprattutto a partire da mercoledì 17. Questa è la data ufficiale della nuova onda calda, la seconda dopo quella tremenda del mese di maggio.

 

Alta pressione in netto rinforzo a cominciare da lunedì. Anche se, il vero cuore bollente, saranno i giorni successivi.

 

Cupola di calore

La sua origine è da ricercare nel cuore del Deserto del Sahara, una delle aree più calde del pianeta. In questa vasta regione situata alle latitudini subtropicali, la presenza di estese aree di alta pressione pressoché permanenti promuove le temperature così elevate.

 

Oltretutto, la mancanza di nuvole permette alla radiazione solare di colpire direttamente il terreno desertico, provocandone un intenso riscaldamento al suolo e negli strati più bassi. Questo processo porta alla formazione di enormi quantità di aria calda e secca, con temperature che nel Sahara possono superare facilmente i 40 gradi.

 

Ma non è mica finita. Durante il suo viaggio verso l’Europa, però, l’aria desertica subisce una trasformazione importante. Attraversando il Mar Mediterraneo raccoglie infatti grandi quantità di umidità, diventando più pesante e afosa.

 

Quando questa miscela di calore e vapore acqueo raggiunge le nostre teste, capite bene che il caldo si fa non solo intenso ma anche decisamente fastidioso. Soprattutto quando questa cupola continua a stazionare sopra di noi.

 

Da mercoledì 17 in poi prepariamoci a una nuova intensa ondata di caldo. Le proiezioni dei modelli oramai sono piuttosto nette verso questa tendenza.

 

Diamo qualche valore

Provo a indicare le massime che, allo stato attuale dei modelli GFS ed ECMWF, ho analizzato. Da mercoledì 17 il rialzo termico sarà evidente su tutte le nostre regioni. Le punte più elevate potrebbero superare localmente i 35-37 gradi, soprattutto sulle zone del Centro-Sud e sulle due Isole Maggiori.

 

Anche in Valle Padana i 33-35 saranno decisamente fattibili. Ricordiamo inoltre che, a differenza delle condizioni meteo attuali, ci sarà pure un notevole tasso afoso. Questo perché le unità relative saranno piuttosto elevate e, in mancanza di correnti secche, l’umidità aumenterà giorno dopo giorno.

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Dapprima all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna e poi all'Università Statale di Milano. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno. Insegna matematica e fisica a tutti i livelli. È divulgatore scientifico e cerca di spiegare, con parole semplici ma mirate, la fisica dell'atmosfera.

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