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Temperature che fanno impressione

Fa decisamente impressione leggere le temperature che si stanno registrando in Sardegna. Si parla di un evento meteorologico ormai storico: sono state superate le temperature dell’ondata di calore del 1983 e quasi tutta l’Isola, nella notte, ha avuto minime sopra i 25°C, mentre nel corso delle ore notturne diverse località hanno fatto segnare picchi vicini ai 40°C. Una situazione sostanzialmente di caldo epocale. In queste ore non è neanche mezzogiorno e la temperatura massima in alcune stazioni ha già toccato i 45°C; peraltro in alcune aree costiere e precostiere, così come in località dell’interno pianeggiante, c’è un tasso di umidità elevato e si registrano indici di calore, cioè temperature percepite, di 50°C.

 

Un’ondata di calore diversa da quelle del passato

Si era già detto che questa ondata di calore sarebbe potuta essere di rilevanza storica e sta avvenendo, per giunta nel dopo Ferragosto. Quindi, a differenza di quella del 1983, di quella del 2017 e di quella del 2003, avvenute tutte precedentemente al 15 agosto, questa si manifesta a stagione avanzata, con analogie ma con caratteri ben peggiori rispetto all’episodio del 2000. Anche in quel caso, infatti, nel dopo Ferragosto si ebbe un’ondata di calore di eccezionale intensità: si toccarono i 40°C in Emilia Romagna, nel Nord Italia, mentre in Sardegna i valori superarono i 40°C per una decina di giorni nelle zone interne.

 

Un’estate da dimenticare e le persone che non possono difendersi

Ovviamente un’estate terribile, questa del 2026, un’estate da dimenticare. Se questa sarà la più fresca rispetto a quelle future di cui tanti parlano, io credo che in Sardegna si debba offrire sistemi di refrigerio e di climatizzazione alla popolazione fragile, che non è in grado di acquistare e utilizzare un impianto di condizionamento o uno split. Essendo sardo di origine, conosco persone che non ne hanno la possibilità economica. Scrivo questo articolo con molto, molto dolore per chi ormai sta soffrendo un’ondata di calore epocale, iniziata a fine maggio e mai conclusa: in Sardegna, in tutta l’estate 2026, non si è mai avuto un refrigerio con vento di maestrale e la temperatura del mare attorno all’Isola supera i 30°C, in un contesto globale che ha già portato a nuovi primati oceanici.

 

Temporali senza pioggia e fulmini che innescano incendi

Fra le notizie di varia natura, nella scorsa notte si sono abbattuti dei temporali senza pioggia, tanto era altro in quota il livello della nube e tanto risultava spesso lo strato di aria asciutta sottostante, perché è presente un sistema di alta pressione di origine tropicale che in quota è accompagnato da aria secca, ma umida al suolo. Questi temporali scatenano, tra le altre cose, la caduta di fulmini che possono anche appiccare incendi. Solo in questo caso si tratta – nel caso – di roghi  di natura non dolosa.

 

Non è allarmismo, è un’emergenza

La situazione meteo in Sardegna è di gravissima entità e qui non si vuole fare allarmismo, perché stiamo parlando di temperature atroci. Avendo vissuto ondate di calore di entità rilevante e temperature anche simili, ma per pochissimi giorni, posso dire che quando non si hanno strumenti per poter avere refrigerio il corpo umano va in stress e si possono verificare problemi cardiocircolatori. Io non sono un medico, sono un divulgatore, ma so bene che le ondate di calore di questa intensità possono aggravare le condizioni di salute di molte persone e che, soprattutto, devono essere bloccate dalle autorità tutte le attività svolte all’esterno.

Questa è un’emergenza, non è un’allerta che io sto dando. È necessario che le autorità intervengano su situazioni di questo tipo, perché qua si parla di un caldo record. Ci sono sicuramente le allerte meteo della Protezione Civile, ma questi avvisi devono essere utilizzati, non solo letti e magari accantonati, perché mi risulta che ci sono persone che sta lavorando con temperature di ben oltre 40°C e indici di calore fra i 45 e i 50°C. Questo è un trattamento disumano in un paese che si dichiara civile, e si deve intervenire, visto e considerato che simili situazioni meteorologiche ormai si stanno ripetendo nel tempo: abbiamo tutti gli strumenti e gli avvisi necessari per poter agire, e qui si deve agire attraverso le istituzioni e con leggi speciali per le ondate di calore.

 

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