Siamo oramai arrivati nel mese di ottobre e di scenari meteo autunnali non c’è stata mai alcuna traccia. Basti pensare alla situazione dei nostri rilievi. Sulle Alpi e sugli Appennini, dove a questo punto dell’anno iniziano normalmente a comparire le prime imbiancate alle quote più elevate (2000-2500 metri), il paesaggio resta ancora completamente spoglio. C’è poco da dire: fa troppo caldo per la stagione e, soprattutto, non c’è modo di vedere arrivare le perturbazioni.
Che cosa sta succedendo
A livello europeo, le correnti occidentali tendono a scorrere a latitudini troppo settentrionali, mentre sull’Europa meridionale continua a dominare un robusto anticiclone. Un quadro desolante per le nostre montagne, con scarsissimo dinamismo, cieli spesso sereni e temperature superiori alla media stagionale anche di 4-6°C. In quota, inoltre, lo zero termico resta ancora oltre i 3500 metri, con valori addirittura prossimi ai 4000, qualcosa di aberrante per il periodo. Ma allora, quand’è che arriverà la tanto agognata svolta stagionale? Sappiamo che molti di voi amano questo clima per approfittare degli ultimi bagni e di qualche passeggiata in abiti leggeri. Ma non dobbiamo dimenticarci che la stagione autunnale deve fare il suo corso ed è assolutamente fondamentale per rimpinguare le riserve idriche e dare il KO definitivo alla stagione di perdita di neve e ghiaccio in quota.
Novità solo dal 10 ottobre
Per tutta la prima decade di questo mese non ci sono grandi novità. L’alta pressione continuerà a mantenere il controllo del nostro tempo, salvo locali disturbi che potrebbero portare un po’ di nuvolaglia sparsa e qualche debole piovasco. Si tratta di qualcosa di assolutamente insignificante e non utile a regalare una bella nevicata in quota.
Secondo quanto emerge dagli scenari meteo del modello americano GFS, tra il 12 e il 13 ottobre l’aria fredda potrebbe iniziare a spingersi verso l’Europa centrale, arrivando a interessare anche l’arco alpino. In questo contesto potrebbero comparire le prime nevicate stagionali oltre i 1800-2000 metri.
Precisazione doverosa
Stiamo parlando di una tendenza a lungo termine, per sua natura caratterizzata da un margine di incertezza piuttosto elevato. Le proiezioni modellistiche possono infatti cambiare sensibilmente nei prossimi aggiornamenti: anche un piccolo spostamento dell’asse depressionario potrebbe modificare in maniera significativa la distribuzione delle masse d’aria e, di conseguenza, non far nevicare affatto oppure spostare le nevicate altrove. Quindi non diamo per certo ciò che certo non è. Questo perché i modelli hanno già più volte fiutato l’ipotesi di un cambio di rotta, ma col passare delle emissioni questa possibilità è letteralmente sparita. Tante volte abbiamo parlato di perturbazioni che non riescono a raggiungere il Mediterraneo o che comunque arrivano molto indebolite: possono portare qualche pioggia o alcuni violenti temporali circoscritti, ma di precipitazioni diffuse e durature non c’è proprio l’ombra.
Concludiamo dicendo che…
Fino almeno all’8-9 ottobre, l’Italia dovrà fare i conti con un autunno pressoché inesistente, caratterizzato da sole, stabilità atmosferica e temperature quasi estive. Gli appassionati di montagna saranno probabilmente contenti, perché si potrà passeggiare ancora per giorni senza abiti pesanti. Ma non dimentichiamoci che le stagioni sono essenziali e il nostro clima è fatto per avere un periodo ricco di piogge come l’autunno. Guardiamo con apprensione i modelli meteo e analizziamo nei prossimi giorni quando ci sarà effettivamente la tanto attesa svolta sul nostro Paese, utile a portare non solo tanta neve ma anche preziosissime riserve idriche, dopo le perdite eccezionali dell’estate 2026.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE