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ECMWF: cenni di cambiamento temporaneo con ciclone nel Mediterraneo, ma nel Nord Italia la situazione pioggia non sembra sbloccarsi facilmente.

Una siccità che non accenna a finire

Continua a non piovere. Se si escludono alcuni violenti nubifragi di pochi giorni fa e un passaggio perturbato più generoso a metà Settembre, che ha interessato le regioni tirreniche e il Nord Italia, da una decina di giorni il cielo resta avaro di precipitazioni. Il problema, inoltre, non è circoscritto al nostro Paese: la carenza di piogge continua a destare preoccupazione su buona parte dell’Europa.

Il deficit si trascina da mesi, soprattutto al Centro-Sud ma anche in diverse aree del Nord-Ovest. Le precipitazioni, dove si sono verificate, sono state irregolari, localizzate e concentrate in poche ore. È uno scenario che non contrasta la siccità: i temporali di stampo estivo portano sollievo soltanto dove colpiscono e, con il ritorno del sole, i terreni si asciugano in fretta. L’acqua scaricata in pochi minuti scorre via in superficie invece di penetrare in profondità, e il beneficio per falde e colture resta minimo.

 

Live, alluvioni lampo nel sud della Francia

In queste ore si susseguono aggiornamenti su alluvioni lampo nel sud della Francia, dove in alcune località nelle ultime ore sono caduti oltre 250 mm di pioggia. Da segnalare anche il violento nubifragio che ha allagato le strade di Barcellona nella giornata di martedì, come i nubifragi in Catalogna. Sono piccoli segnali di instabilità atmosferica che avanza verso ovest, e che a contatto con il mare molto caldo innesca evento meteo estremi. Tema discusso innumerevoli volte, e che anche in assenza di sistemi perturbati si può manifestare in maniera localizzata, ed essere estremamente pericoloso soprattutto in aree densamente urbanizzate.

 

Il flusso atlantico resta bloccato alle alte latitudini

Alla base di una situazione ormai paradossale c’è la configurazione che domina il Mediterraneo da settimane: un promontorio anticiclonico ostinato, che si rigenera di continuo. Il flusso perturbato atlantico scorre troppo a nord e fatica a scendere verso latitudini più meridionali, impedendo alle perturbazioni di raggiungere l’Italia con regolarità. L’anticiclone subtropicale si conferma così il nostro compagno di viaggio fisso, anche ora che la stagione dovrebbe cambiare registro. Non a caso, il caldo anomalo si è rivelato più persistente del previsto, rinviando più volte l’ingresso dell’Autunno.

Ottobre e Novembre sono, climatologicamente, i mesi più piovosi per gran parte della Penisola, quelli in cui le perturbazioni dovrebbero susseguirsi con frequenza e portare piogge estese e durature. La mancanza di precipitazioni regolari, associata a temperature ancora elevate per il periodo, rischia di aggravare le difficoltà già presenti nei terreni e nelle colture, proprio nella fase dell’anno in cui la ricarica idrica dovrebbe partire.

 

Cosa prevedono i modelli matematici per la prima metà di Ottobre

Guardando ai prossimi dieci giorni, i modelli matematici non individuano precipitazioni diffuse e organizzate in grado di modificare in modo sostanziale il quadro sul bacino del Mediterraneo. Le posizioni dei due principali centri di calcolo, però, divergono.

Il modello matematico americano GFS del NOAA propone lo scenario più severo: alta pressione pressoché permanente, con un flusso atlantico reticente. Per Mercoledì 7 Ottobre la media dei suoi scenari assegna all’Italia probabilità di pioggia per lo più basse, con l’eccezione di qualche piovasco sulla Sardegna e sui settori occidentali della Penisola, il tutto in un contesto termico ancora caratterizzato da caldo anomalo. Nei giorni successivi l’alta pressione tenderebbe a spostarsi verso levante e, per Sabato 10 Ottobre, la probabilità di precipitazioni salirebbe su parte del Paese, ma senza un peggioramento convinto.

Il modello matematico europeo ECMWF appare più possibilista. Da diverse emissioni vede un primo segnale di cambiamento tra il 7 e l’8 Ottobre, con alcuni disturbi soprattutto lungo il versante Adriatico. Si tratterebbe comunque, con ogni probabilità, di fenomeni localizzati e complessivamente modesti, da confermare nei prossimi aggiornamenti. Rispetto ai giorni scorsi, sul fronte del ritorno delle piogge autunnali, l’ultima serie di elaborazioni rappresenta un passo indietro.

 

Lo scenario ideale: NAO negativa e depressioni sul Mediterraneo

La configurazione che tutti auspicano esiste, almeno sulla carta. Le proiezioni ECMWF, elaborate in ambito Copernicus per la settimana compresa tra il 5 e l’11 Ottobre, indicano anomalie pluviometriche positive sul Mediterraneo, legate a uno spostamento delle alte pressioni verso le alte latitudini e al conseguente insediamento di aree depressionarie sul nostro bacino.

In termini tecnici si arriverebbe a una fase di NAO negativa. Con questo assetto l’anticiclone si posiziona tra l’Atlantico settentrionale e il Nord Europa, lasciando campo libero alle perturbazioni lungo il Mediterraneo e riportando anche le temperature su valori finalmente coerenti con l’Autunno. Il limite è che il segnale resta debole e poco recepito dalle elaborazioni tradizionali: al possibilismo di ECMWF si contrappone un GFS che non intende schiodare l’alta pressione dalla Penisola. Come spiegato anche nell’analisi sulle piogge diffuse entro metà Ottobre, l’arrivo delle precipitazioni autunnali è contemplato solo da una parte dei modelli matematici.

 

Il nodo del 12-14 Ottobre e il minimo di bassa pressione, ma siamo troppo distanti per avere certezze

Sul lungo termine emerge un possibile cambiamento tra il 12 e il 14 Ottobre. Si tratta però di un’ipotesi collocata a quasi due settimane di distanza, con un grado di affidabilità molto basso: proiezioni di questo tipo vengono spesso modificate o rinviate da un’emissione all’altra. Ancora più incerta è la formazione di un profondo minimo di bassa pressione sul Mediterraneo occidentale, uno scenario che si colloca oltre i 15 giorni e ha una probabilità di realizzazione ridotta.

Nel frattempo la prima perturbazione atlantica di stagione si scontra con un muro di alta pressione che la costringe a scaricare i suoi effetti più a ovest, lontano dal nostro Paese.

 

Le prospettive: servono segnali più concreti per un cambiamento. La svolta sembra essere rallentata

Il ritorno di piogge estese e continue resta, al momento, un obiettivo lontano, ma i modelli matematici come Copernicus lo prospettano. Nei prossimi giorni andrà verificato se i modelli matematici confermeranno il cedimento dell’anticiclone tra la fine della prima settimana e l’inizio della seconda decade di Ottobre, oppure se l’alta pressione continuerà a dettare legge fino a metà mese. Per parlare di fine del dominio anticiclonico servono indicazioni più convergenti: quanto emerso finora è debole, distante nel tempo e sostenuto da un solo modello matematico.

 

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