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Ondate di gelo in un clima più caldo, come mai?

Il gelo può colpire di nuovo l’Italia, prossimamente

Come sappiamo, la Terra è interessata dai cambiamenti climatici e questi influenzano, chi più chi meno, immense aree geografiche. Succede però che, osservando le cartine, quelle che indicano le anomalie della temperatura – cioè la differenza dalla media, che ci dicono sostanzialmente che fa più freddo rispetto a come dovrebbe essere in quel periodo dell’anno e segnalano temperature sotto la norma – in queste aree accada qualcosa che sembra quasi trarre in inganno. Sembra dire che il cambiamento climatico non c’è, ma non è assolutamente vero.

Il cambiamento climatico c’è, così come ci sono le aree interessate da anomalie termiche negative, cioè da periodi freddi, e queste fanno parte delle sinottiche atmosferiche favorevoli. Freddo e riscaldamento globale si spiegano benissimo insieme, anche se a prima vista possono sembrare in contraddizione.

 

Che cos’è la sinottica atmosferica

La sinottica atmosferica che cos’è? Sostanzialmente è una situazione di alta o di bassa pressione, un flusso caldo, un flusso freddo: insomma, una condizione atmosferica. Trasportando aria fredda, le aree coinvolte si trovano con temperature sotto la media e quindi in un’ondata di freddo che, se parliamo di una situazione invernale, può diventare ondata di gelo.

 

Il gelo del Nord America negli ultimi due inverni

Le ondate di gelo, nonostante ci sia il Riscaldamento Globale, succedono. Ad esempio nel Nord America, negli inverni 2024-25 e 2025-26, cioè gli ultimi due, nel settore orientale a est delle Montagne Rocciose si sono verificate fortissime irruzioni di aria fredda provenienti dalle regioni artiche. Queste hanno determinato addirittura nevicate fin sulle coste del Golfo del Messico, che ha un clima tropicale, hanno creato disagi, temperature estremamente basse e in qualche caso anche record storici di temperatura. Eppure il cambiamento climatico c’è. Lo abbiamo raccontato quando l’Artico è piombato sugli Stati Uniti orientali e quando, nel pieno dell’inverno scorso, si sono visti mezzo metro di neve a New York e un clima quasi estivo a Dallas.

 

L’ondata di freddo che ha colpito l’Europa

Lo scorso inverno è successo qualcosa anche in Europa: un’ondata di freddo eccezionale ha interessato la parte settentrionale e nord-orientale del continente, la Scandinavia, la Germania, la Polonia, i Paesi Baltici, parte della Russia europea. A tratti quel freddo si è espanso verso occidente, portando addirittura la neve a Parigi e a Londra, cosa che tutto sommato sarebbe normale, ma non quotidianamente, con nevicate anche appena a nord dell’arco alpino. In Italia è arrivato un po’ di freddo al Nord, mentre le regioni centrali e meridionali venivano interessate da un flusso proveniente dall’Oceano Atlantico. Su questo ci sarebbe un lungo discorso, ma torniamo al freddo.

 

Ondata di freddo e ondata di gelo, due cose diverse

Le ondate di freddo, quindi, si manifestano nonostante sul nostro globo ci sia il cambiamento climatico. Per cui può capitare che, in un contesto di previsione stagionale che indica ad esempio un inverno caldo, ci possano essere anche una o più ondate di freddo e persino di gelo.

Quando si parla di ondata di freddo, sostanzialmente è una situazione di freddo moderato, che può comunque determinare nevicate in pianura soprattutto sulle regioni settentrionali, dove però c’è tutta una situazione molto diversa rispetto ad altre aree italiane. Per quanto riguarda invece le ondate di gelo, quelle sono più imponenti: determinano temperature sotto lo zero in molte regioni italiane, anche sul Centro Italia gelate notturne, ma anche una temperatura diurna ad esempio sul Nord Italia che stenta a superare gli 0°C in pianura, con valori molto bassi, vicini allo 0°C, pure sull’Italia centrale.

 

Il gelo continentale e il ruolo del Mediterraneo

Poi ci sono le grandi ondate di gelo, quelle rimaste nella memoria come il 1985 o il 2012: irruzioni di freddo estremamente importanti, che mediamente arrivano dalle regioni settentrionali e nord-orientali dell’Europa, se non addirittura dalle aree appena a est degli Urali, comunque dalla Russia, per intenderci. È un freddo che viene chiamato continentale. Questo freddo poi evolve miscelandosi con l’aria mediterranea, si verificano nevicate e non è più un freddo secco: insomma, va a complicare un po’ le cose. Effettivamente il Mediterraneo le complica parecchio, le situazioni atmosferiche. Non a caso, quando il Vortice Polare entra in crisi, i risvolti invernali si fanno sentire fin sul nostro bacino, come è accaduto con il gelo siderale del gennaio scorso.

 

Freddo anche nell’emisfero australe

Per quanto riguarda quindi la possibilità di avere ondate di freddo nel futuro, nonostante un’Estate 2026 caldissima e nonostante ci sia il cambiamento climatico, non possono essere escluse. È per questo motivo che se ne parla ed è per questo motivo che, durante la stagione invernale soprattutto, si intercetta la possibilità che ci possano essere irruzioni di aria fredda. Ciò non vuol dire fantameteorologia: qui bisogna anche un attimo essere realistici, c’è il cambiamento climatico ma ci sono anche queste violente irruzioni di aria fredda, e non solo sulla parte orientale degli Stati Uniti d’America.

Ondate di freddo particolarmente imponenti, negli ultimi anni, le abbiamo avute – oltre a quella europea di cui vi ho detto prima – su molti Paesi dell’emisfero australe: parlo del Sudamerica, dell’Africa meridionale, dell’Australia e della Nuova Zelanda. La Nuova Zelanda ha avuto un’eccezionale ondata di freddo proprio in questo suo inverno, durante la nostra stagione estiva, con nevicate che hanno raggiunto anche le coste dell’isola settentrionale, che è più mite.

 

Teleconnessioni: perché il freddo aumenta in un mondo più caldo

Questi fenomeni atmosferici, quindi, possono succedere nonostante il cambiamento climatico. Purtroppo succede che chi sostiene che il cambiamento climatico non esista attribuisca proprio a questi fenomeni la prova che non vi sia alcun cambiamento in atto. Tuttavia, purtroppo, è la scienza a dimostrarlo, e gli studi più recenti confermano anzi un’accelerazione pesante. Dico purtroppo perché è un problema veramente imponente, quello del cambiamento climatico, anche perché altera i processi che favoriscono l’agricoltura, non solo danneggia l’ambiente ma danneggia anche la nostra vita, se vogliamo: sta modificando le nostre abitudini, basta solo pensare a quello che è capitato nell’Estate 2026, quando abbiamo dovuto cambiarne molte.

Sostanzialmente, il nostro focus: perché dobbiamo parlare di ondate di freddo quando c’è il cambiamento climatico? Innanzitutto perché si stanno intensificando alcuni dettagli che si chiamano teleconnessioni e soprattutto alcuni comportamenti del clima. Ad esempio la diminuzione del contrasto termico tra Polo Nord e regioni tropicali incentiva e aumenta incredibilmente alcuni fenomeni, tra cui anche quelli che innescano le ondate di freddo. Strano ma vero, e dimostrato dalla scienza: non è che ve lo sto dicendo io.

 

Cosa significa davvero un allarme gelo

Quindi, quando sentirete parlare del rischio di ondate di gelo, non è che il meteorologo di turno o chi ha scritto quell’articolo è diventato matto o vi vuole illudere che ci sarà una nevicata. Vi sta descrivendo la possibilità che questo fenomeno possa succedere, perché scientificamente possibile, perché magari i modelli matematici di previsione lo stanno indicando.

Tenete conto che i modelli matematici compiono miliardi di calcoli e ci consentono di conoscere che tempo farà. Tuttavia il tempo che farà è sempre una proiezione, non è mai una certezza: questo va sempre considerato anche nella previsione a breve termine, certamente in quelle a lunghissimo termine tutto ciò è più complicato e la loro attendibilità si riduce sensibilmente.

 

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