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Valle d’Aosta con vista del Cervino dal Lago Blu

Una valle secca chiusa tra le montagne più alte d’Europa

La Valle d’Aosta ha un clima che sorprende chi non la conosce, perché nelle vallate risulta piuttosto secco rispetto al resto del Nord Italia. La valle principale, quella della Dora Baltea, corre da ovest verso est ed è chiusa ai lati da montagne altissime che superano anche i 4000 metri, tra cui il Monte Bianco, la vetta più elevata d’Europa. Queste barriere fermano buona parte delle perturbazioni e così su Aosta, che si trova a circa 580 metri di quota, cadono mediamente intorno ai 550 millimetri di pioggia all’anno, uno dei valori più bassi di tutto l’arco alpino, mentre spostandosi verso il confine con la Francia o verso il Piemonte le precipitazioni aumentano. Nel fondovalle il clima è in sostanza continentale, in quota diventa decisamente alpino, e conta parecchio anche l’esposizione: i versanti rivolti a sud, quelli che i valdostani chiamano adret, sono soleggiati e più miti, mentre quelli a nord, gli envers, restano freddi e innevati molto più a lungo.

 

Inverni rigidi e tanta neve sui monti

D’inverno la temperatura nella valle è rigida, soprattutto per la scarsa ventilazione e la forte escursione termica: l’aria fredda ristagna sul fondovalle, è la cosiddetta inversione termica, e di notte si scende tranquillamente anche -10°C, con le zone in ombra che talvolta restano su questi valori anche in pieno giorno. Succede soprattutto quando arriva aria fredda, che come sappiamo raggiunge l’Italia più di rado rispetto al passato, eppure qui gli inverni restano freddi per via dell’altitudine e dell’esposizione. Ogni tanto però scende il föhn, un vento secco e caldo che porta cielo sereno e può far salire la colonnina oltre i 20°C anche a gennaio.

C’è poi una peculiarità tutta valdostana, perché con le correnti occidentali la regione riceve precipitazioni anche abbondanti quando il resto del Nord Italia rimane all’asciutto, tanto che su Aosta in pieno inverno si registrano ancora nevicate importanti e sui settori più occidentali della regione la neve cade copiosa, come a Courmayeur, La Thuile e Cervinia, ad est a Gressoney quando le correnti arrivano da sud o da est. Le montagne così elevate catturano l’umidità e favoriscono le precipitazioni, un po’ come succede con lo Stau, ed è per questo che la regione resta probabilmente la più adatta in Italia per chi pratica lo sci.

 

Estati calde e temporali improvvisi

In primavera la temperatura sale all’improvviso e l’estate, soprattutto in fondovalle, è molto calda durante il giorno, con punte che nelle situazioni estreme si avvicinano ai 40°C, mentre anche sopra i 1000 metri si possono superare i 35°C sempre per via dell’esposizione particolare. Nel pomeriggio si formano temporali e acquazzoni, soprattutto sui rilievi laterali, che sono improvvisi e poco prevedibili; rispetto alla Pianura Padana l’intensità sembra minore ma i danni a volte sono maggiori, lo abbiamo visto con i violenti nubifragi di questi anni che in aree vulnerabili hanno fatto straripare torrenti e causato allagamenti e frane con interruzioni stradali.

 

Cambiamento climatico e ghiacciai, la ferita più visibile

Come tutte le regioni alpine, la Valle d’Aosta sta patendo parecchio il Cambiamento Climatico e secondo molti esperti è tra le regioni italiane colpite con più intensità, anche perché le Alpi si scaldano più in fretta della media globale. Il segno più evidente, visibile a occhio nudo, è l’arretramento dei ghiacciai, un tema che qui pesa più che altrove visto che è la regione italiana con la maggiore estensione glaciale: negli ultimi cinquant’anni la superficie dei ghiacci si è ridotta di circa il 40%, oltre un centinaio di ghiacciai sono spariti del tutto e le fronti arretrano in media di 12-15 metri all’anno. Il ghiacciaio del Lys per esempio dal 1860 ha perso circa un terzo della superficie ed è arretrato di oltre 3 chilometri, mentre lo scioglimento del permafrost e i nuovi laghi glaciali aumentano il rischio di crolli, come si teme anche sul Monte Bianco.

Poi c’è la siccità estiva, che a volte persiste per settimane e ingiallisce l’erba anche dei prati montani, con i pascoli che nelle annate peggiori rendono molto meno creando problemi all’allevamento, e la Dora Baltea che nelle estati più calde può scendere fino alla metà della sua portata normale. A quote medio-basse intanto i giorni con la neve al suolo diminuiscono, e questo si fa sentire anche sul turismo invernale. Insomma il clima valdostano sta cambiando così in fretta che i libri di geografia andrebbero riscritti, e lo stesso vale per molte pagine che si trovano su internet, che lo descrivono ancora come era qualche decennio fa. Chi vuole capire meglio perché succede può leggere anche perché i ghiacciai si stanno sciogliendo anche sulle Alpi.

 

Credit per approfondire sui ghiacciai che arretrano

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