
Uno Stau da manuale porta la neve in piena Primavera
(TEMPOITALIA.IT) Tra Lunedì 13 e la prima parte di Martedì 14 Aprile le Alpi occidentali si troveranno al centro di una situazione meteorologica ideale per precipitazioni abbondanti e persistenti. Il meccanismo alla base è quello dello sbarramento o stau: le nubi arriveranno da est insinuandosi nella catena alpina occidentale, interessando principalmente le Alpi piemontesi e gran parte della Valle d’Aosta. Il risultato saranno nevicate copiose e prolungate, con accumuli che in alcune località potranno raggiungere e superare il metro, soprattutto nel settore centro-settentrionale del Piemonte e sulla Valle d’Aosta orientale.
La quota neve: un parametro insidioso
Siamo in piena Primavera e lo zero termico non è più su valori invernali, quindi le precipitazioni cadranno presumibilmente al di sopra dei 1.000 metri. Stabilire con esattezza la quota neve in queste condizioni è però tutt’altro che semplice. Le precipitazioni intense trascinano aria fredda verso i bassi strati, abbassando sensibilmente lo zero termico in modo difficilmente quantificabile in anticipo. A grandi linee si può ipotizzare neve sopra i 1.500 metri, ma l’effetto di trascinamento dell’aria fredda rende la situazione davvero insidiosa e la quota effettiva sarà verificabile quasi soltanto in tempo reale, in funzione dell’intensità dei fenomeni.
I ghiacciai alpini e il valore di questa neve
Sulle Alpi centrali e orientali le nevicate attese saranno invece più modeste, secondo le ultime elaborazioni. Il grosso dell’evento riguarderà dunque il settore nord-occidentale, e non è la prima volta in questa stagione: anche nei mesi invernali si sono verificate nevicate abbondanti su quest’area, sempre però piuttosto isolate nel tempo, come la grande nevicata di fine autunno su Prato Nevoso. Con il successivo miglioramento del tempo la neve si fonderà rapidamente alle quote più basse, ma andrà a coprire e proteggere i ghiacciai alpini occidentali con uno strato spesso che, in alta quota, richiederà tempo prima di sciogliersi completamente. Una buona notizia per i ghiacciai più occidentali, messi a dura prova dalle ultime stagioni calde.
Dissesto idrogeologico e precipitazioni che cambiano carattere
Sul fronte del rischio idrogeologico, al momento le regioni settentrionali presentano ancora un deficit idrico abbastanza importante e quindi la situazione di emergenza resta lontana. Qualora però le precipitazioni si ripresentassero sotto forma di pioggia anziché di neve, il discorso cambierebbe: piogge intense su questi versanti potrebbero innescare lo straripamento dei corsi d’acqua, come già visto tra Abruzzo e Molise nelle settimane precedenti, dove le precipitazioni violente hanno contribuito anche a una frana di proporzioni considerevoli.
Vale la pena soffermarsi su un dato che racconta meglio di ogni altro il cambiamento in atto: il totale annuo delle precipitazioni in alcune aree cambia di poco rispetto al passato, ma quello che si è modificato in modo sostanziale è il numero di giorni con pioggia o neve. I fenomeni cadono sempre più concentrati nel tempo e con maggiore violenza, su un territorio tra i più vulnerabili d’Europa per quanto riguarda il dissesto idrogeologico. Una percentuale altissima di comuni italiani è classificata a rischio frane e alluvioni, e ogni evento estremo lo ricorda con brutalità.
Dopo tante giornate mitissime, con temperature addirittura da Giugno in alcune località, questa irruzione di neve primaverile ricorda che il meteo sa ancora sorprendere e mostrare il suo volto più invernale, seppur per breve tempo.






