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inverno 29 invnr

Prossimi giorni da seguire attentamente. Prossimi giorni che confermeranno quelle che in tempi non sospetti avevamo definito grosse sorprese. Sì, perché il quadro meteo climatico cambierà, pesantemente. Un cambiamento dettato non dall’Atlantico, che continuerà a latitare, bensì dal freddo proveniente dall’Est Europa

 

Tutto confermato quindi: goccia fredda proveniente dai quadranti orientali, tracollo termico, maltempo. L’aspetto termico è probabilmente il più rilevante, perché dopo settimane caratterizzate da anomalie positive (talvolta pesanti) si parlerà di freddo. Quindi di temperature inferiori alle medie stagionali.

 

Farà freddo, ovviamente contestualizzando il termine freddo al periodo in corso. Freddo che sarà in grado di innescare le prime nevicate sulla dorsale appenninica, ma la neve cadrà anche sulle Alpi ed in modo particolare sui settori sudoccidentali laddove l’effetto stau delle correnti orientali agirà con efficacia.

 

Neve sì, ma anche piogge e temporali. A livello di tempistiche il peggioramento entrerà nel vivo tra sabato e domenica: prima con fenomeni focalizzati maggiormente tra le adriatiche e le due Isole Maggiori, poi al Centro Sud e Sicilia. In un primo momento agiranno principalmente le correnti orientali e l’effetto stau, poi subentrerà la risposta del Mediterraneo che dovrebbe portare all’approfondimento di un vortice ciclonico secondario sui nostri mari.

 

Ragion per cui i fenomeni particolarmente intensi proposti dai modelli matematici a più alta risoluzione vanno presi sul serio. Ancora una volta potranno verificarsi nubifragi, anche temporaleschi. E grandinate. Questi dettagli verranno certamente discussi dai colleghi, in questa sede preferiamo occuparci del quadro evolutivo e proiettarci oltre.

 

Proiettarci oltre significa provare a stilare un trend evolutivo per la prima decade di Novembre e i centri di calcolo internazionali continuano a sostenere ulteriori disturbi. La goccia fredda sui nostri mari dovrebbe procedere verso ovest, laddove verrebbe agganciata dalle correnti atlantiche. In tal modo verrebbe sospinta verso il Nord Africa e potrebbe nuovamente approfondirsi, condizionando il tempo – forse pesantemente – su alcune delle nostre regioni.

 

A seguire si prospetta una nuova irruzione fredda, stavolta più meridiana e quindi prevalentemente artica. Ipotesi che confermerebbe la debolezza del Vortice Polare e che sosterrebbe un quadro meteo climatico invernale per gran parte della prima decade di Novembre. Soprattutto a livello termico.

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