
Non ci sono buone notizie per quanto riguarda le precipitazioni diffuse di origine atlantica. L’alta pressione, che nelle ultime settimane è stata spessissimo sulla parte occidentale del Vecchio Continente, da un lato è destinata a spostarsi più a nord per diversi giorni, ma dall’altro, con questa manovra, ancora una volta non permette l’arrivo delle correnti umide atlantiche.
A quando un cambiamento?
Sicuramente non prima del 7-8 novembre, ma è probabile che si debba traslare ulteriormente la data in avanti. Sì, è vero, alcuni modelli come ECMWF e GFS vedono già una concreta possibilità che si facciano progressivamente strada le correnti atlantiche, ma si tratta comunque di una tendenza meteo addirittura a dieci giorni, con tutto quello che ne consegue. Se tutto fosse confermato, potremmo avere condizioni più miti e piovose, con temperature generalmente in linea con il periodo o localmente superiori alle medie al Sud, grazie al richiamo di venti sciroccali e libecciali. Con una configurazione di questo tipo, le regioni tirreniche e soprattutto il Nord vivrebbero davvero una buona fase di precipitazioni, ma siamo ancora nel campo delle ipotesi e quindi bisogna sempre stare molto attenti.

Serve una buona imbiancata
Cari lettori, sappiamo bene che la previsione della quota neve è qualcosa di difficilissimo anche a poche ore dall’evento, figuriamoci parlarne dieci giorni prima. Facciamo comunque un’ipotesi, perché dobbiamo capire quando ci sarà una buona imbiancata. Tra il 9 e il 10 novembre, le eventuali precipitazioni nevose dovrebbero rimanere confinate principalmente all’arco alpino, con una quota neve non particolarmente bassa, sia perché il flusso atlantico è più mite rispetto a quello continentale, sia perché le masse d’aria si stanno scaldando sempre di più, non solamente nel nostro Paese, ma anche a livello oceanico.
Importanti novità nella seconda decade?
La risposta è sì, ma a determinate condizioni, che analizziamo adesso. Se vi mostriamo un paio di mappe, che cosa possiamo notare? L’elemento che salta maggiormente all’occhio è la possibile assenza di strutture anticicloniche! Si tratterebbe di un periodo in cui l’anticiclone non riuscirebbe nemmeno a imporsi e le perturbazioni atlantiche avrebbero letteralmente pista libera sul nostro Paese e su buona parte del bacino del Mediterraneo. Sarebbe ovviamente una gran cosa, sia perché abbiamo bisogno di pioggia, sia perché, notoriamente, novembre è il mese più piovoso dell’anno e quindi non ci sarebbe assolutamente nulla di anomalo.

Ma è realistico?
Ovviamente è una domanda malposta. Gli scenari di un modello sono sempre qualcosa di tecnico e di probabilistico, e non risultano quindi qualcosa di campato in aria. Più che altro, la domanda è la seguente: siamo davvero davanti alla svolta autunnale che attendiamo ormai da diverso tempo? Le proiezioni modellistiche sembrano suggerire un’eventualità non remota, ma è del tutto prematuro formulare conclusioni definitive. La distanza temporale dall’evento e il fatto che in molti di noi aumenti la trepidazione impongono la dovuta prudenza. Bisognerà capire se, nei prossimi giorni, questo scenario verrà confermato oppure se interverranno nuovi cambiamenti nella circolazione atmosferica, magari con piogge più brevi e un anticiclone che riesca ancora a metterci lo zampino. Continuate a seguirci: non appena le tendenze medie convergeranno, vi annunceremo se effettivamente l’autunno comincerà a mostrare il suo lato più piovoso.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
