Strano destino, questo. Un’eclissi solare che in altre circostanze avrebbe monopolizzato telegiornali e prime pagine per settimane sta scivolando via quasi in punta di piedi, e non perché sia poca cosa. Il motivo è tutto in un dettaglio di orologio: mercoledì 12 agosto 2026 la Luna coprirà quasi per intero il disco solare proprio mentre quest’ultimo se ne sta andando sotto l’orizzonte occidentale. Insomma, il grande spettacolo arriva quando il sipario è già calato a metà.
Il numero che nessuno si aspetta
Il dato, in sé, è di quelli che fanno alzare il sopracciglio. Nella Sardegna nord-occidentale, nel tratto compreso tra l’Asinara, Stintino e Alghero ma non nelle due località, bensì verso le coste che si espongono direttamente sul mare di Sardegna, non ostacolate dalle colline, l’oscuramento arriverà a poco meno del 98% del disco solare.
Una parziale profondissima, di quelle che in condizioni normali trasformerebbero il pomeriggio in un crepuscolo anomalo, con quel calo di luce innaturale che spiazza anche chi sa benissimo cosa sta per accadere.
Solo che di pomeriggio, qui, non ce n’è più. Il massimo cadrà attorno alle 20:20-20:30, a seconda della longitudine, e a quell’ora il Sole sarà già una falce sottilissima appoggiata sul mare. Un paio di minuti buoni, forse qualcosa in più con un orizzonte davvero pulito, poi via: la lama di luce affonda nel Mar di Sardegna e la scena finisce lì. Infatti, il Sole tramonterà durante il picco di copertura.
Ecco spiegato perché questa eclissi passa in sordina. Non è questione di scarso interesse scientifico – la meccanica celeste resta la stessa – ma di visibilità pratica. Chi si troverà con un palazzo, una collina o anche solo una fila di pini davanti agli occhi non vedrà assolutamente nulla, a qualunque ora punti lo sguardo verso ponente.
Ovviamente, l’eclissi sarà visibile anche in altre aree d’Italia, persino a Milano, in campagna, ovviamente, qui con una copertura addirittura del 95%. Ma si dovrà andare laddove nessun monte all’orizzonte possa ostacolarne la vista mentre il sole ci lascia alla vera notte.
Dove mettersi, e perché conta più del quando
Il consiglio, allora, è controintuitivo rispetto al solito: dimenticate l’orario e concentratevi sulla geografia. Per vedere il meglio serve un orizzonte marino sgombro, esposto tra ovest e ovest-nord-ovest. Su, in coma alle falesie di Capo Caccia, a picco per oltre 180 metri sull’acqua, offrono esattamente questo. Stesso discorso per Capo Falcone, per la costa attorno a Bosa, per i promontori dell’Isola Rossa e per quei crinali interni da cui, in una sera limpida, si distingue il profilo dell’Asinara stagliato contro il rosso.
Attenzione però alla foschia bassa, quella che d’estate si accumula sopra il mare nelle ore serali e che può inghiottire il Sole con qualche minuto d’anticipo rispetto al tramonto teorico. È il vero nemico della serata, più delle nuvole. Con l’aria ancora ferma e calda, in pieno picco di anticiclone, in un contesto di caldo ostinato e anticiclone in rinforzo, e con l’umidità che sale dalla costa, il rischio c’è e va messo in conto. Ecco il rischio: la foschia, qualche banco di polvere del Sahara denso. Dalle Alpi si vedrà in pochi luoghi, e poi qui si che c’è il rischio di qualche nube.
Ebbene, quel 98% del disco coperto, quel 2% residuo brucia la retina in pochi istanti. Occhiali certificati per l’osservazione solare, sempre – e mai binocoli o teleobiettivi senza filtro dedicato davanti alla lente – perché concentrano la radiazione anziché attenuarla. Questo anche se siamo ormai al tramonto.
La totalità è un affare spagnolo
Chi vuole l’eclissi vera, quella con la corona solare che esplode attorno al disco nero e le stelle che compaiono in pieno giorno, deve fare le valigie. La fascia di totalità attraversa Groenlandia, Islanda e poi scende sulla Spagna settentrionale, sfiorando un lembo del Portogallo nord-orientale. È lì che il buio arriva per davvero. In Spagna si fanno le previsioni meteo della nuvolosità, c’è una festa per questo eventi che seppur avvenga al tramonto, da loro diventerà notte prima che il sole sparisca di nuovo.
L’Italia resta fuori, punto. Nessuna regione, nemmeno per un soffio. Nel Nord-Ovest della penisola, tra il Ponente ligure, il Piemonte e la Valle d’Aosta, si toccano comunque valori attorno al 95-96%, con Ventimiglia in prima fila. Ma qui sarà nascosta dai monti. Scendendo lungo lo Stivale i numeri si sgonfiano rapidamente: Roma si ferma poco sotto l’80%, la Puglia meridionale scivola a percentuali quasi simboliche.
“Alessio Zanol ci segnala un lavoro egregio che sta facendo il giro in Europa e non solo, calcola la quantità di copertura del sole e soprattutto, dove i rilievi ostacoleranno la visuale. La mappa è visibile qui: https://eclipsemap.xyz”
Il precedente del 1961, e quello che verrà
Chi ha qualche capello bianco ricorderà il 15 febbraio 1961. Quella fu una totalità autentica in Italia, con il cono d’ombra che spazzò il settentrione in una mattinata gelida. In Sardegna la copertura si fermò attorno al 96%, quindi leggermente inferiore a quella di quest’anno, però – ed è qui la differenza che cambia tutto – il fenomeno si consumò verso le 8:30, con il Sole già alto e ben staccato dall’orizzonte. Nessuna corsa contro il tramonto, nessun promontorio da conquistare.
Il vero appuntamento, comunque, è rimandato di dodici mesi. Il 2 agosto 2027 una totalità lunghissima attraverserà l’estremo sud della Spagna, Gibilterra e poi il Nord Africa, dal Marocco all’Egitto passando per la Tunisia. Durata della fase totale: oltre sei minuti in alcuni tratti, roba da storia dell’Astronomia. Per gli italiani l’unica speranza domestica sono le isole più meridionali, Pantelleria e soprattutto Lampedusa, che si troveranno a ridosso della fascia buona.
Nel frattempo, però, c’è mercoledì 12, in una settimana ancora dominata dall’alta pressione. Un Sole ridotto a un’unghia di luce che scende nel mare, il cielo che si scurisce in anticipo, le prime stelle che arrivano prima del previsto. Non sarà la totalità, d’accordo. Ma provate a spiegare a chi si troverà su quelle falesie che non valeva la pena.
Credit
- NASA Eclipse Web Site – dati orbitali, mappe di visibilità e circostanze locali dell’eclissi
- European Space Agency – osservazione solare e monitoraggio da satellite
- Royal Astronomical Society – divulgazione e ricerca astronomica
- Instituto Geográfico Nacional – calcolo della fascia di totalità sulla penisola iberica
- American Astronomical Society – Solar Eclipse Safety – protocolli di osservazione sicura e filtri certificati