
Refrigerio sì o no? Cosa dicono davvero i modelli matematici
L’argomento del giorno è il refrigerio: avremo o no l’abbassamento della temperatura? Cioè un cambiamento talmente importante delle condizioni atmosferiche da portare a valori decisamente più accettabili, sicuramente diversi rispetto a quelli attuali. Le previsioni dei modelli matematici, quelle ufficiali, potrebbero avere margini di errore anche ampi: in questo momento le ultime emissioni danno purtroppo una riduzione di intensità del raffrescamento e addirittura alcuni modelli prospettano ulteriori ondate di caldo verso le regioni centro-meridionali italiane, stavolta però spinte da basse pressioni che andranno a interessare la Francia. Questo sul meteo del lungo termine: stiamo già parlando di una fase di previsione estremamente distante, è soggetta ad ampie variazioni. L’elemento che continua a essere prevalente, però, è quello delle temperature molto alte, ovvero la persistenza di situazioni con onde di aria calda.
Sicuramente parte d’Italia avrà una riduzione della calura e in questo caso sembra uscire pian pianino dal tunnel del caldo estremo il Nord dell’Italia, perlomeno la parte alpina. Ma questa uscita appare veramente molto difficile, complessa, devo dirlo, e soprattutto lenta, non irruenta come pareva all’inizio. Nel frattempo, però, soffriranno parecchio la calura le regioni meridionali italiane, la Sardegna, ma soprattutto la Sicilia: qui il caldo si accentuerà, in certe fasi sarà estremamente violento e potrebbero anche raggiungersi picchi massimi di temperatura molto elevati, addirittura maggiori, parlo del Sud Italia, rispetto a quelli registrati durante la stagione estiva. Questo perché i territori sono molto caldi e anche il mare lo è, quindi ci sono le condizioni ideali, quando giungono masse d’aria africane, per avere ulteriori picchi estremi. L’abbiamo visto in questi giorni: in Francia, nella giornata di giovedì, si sono nuovamente toccati i 40°C in diverse località, e addirittura nelle Isole Britanniche Londra ha quasi raggiunto la quota di 38°C. Un valore veramente stratosferico, c’è poi da considerare che Londra è anche afflitta da una gravissima siccità, tanto che i parchi hanno l’erba ingiallita come se fossero in pieno Mediterraneo. In varie aree ci sono dei razionamenti dell’acqua, così anche in Francia.
La Cella di Hadley troppo a nord e l’impatto con l’aria umida oceanica
Vi abbiamo già descritto che questa situazione è causata in parte dalla Cella di Hadley, che sembra essersi spinta molto più a nord e che quindi sta riversando verso il suolo masse d’aria, generando la calura più tipica delle regioni del Sahara, spostatasi molto a settentrione e responsabile di queste ondate di calore estreme. C’è da dire che la Cella di Hadley non è alla medesima latitudine in tutto l’emisfero, ma anch’essa ondula sotto la spinta del jet stream: insomma, c’è tutto un insieme di fattori che vanno a modificare e alterare il tempo atmosferico che poi ci ritroviamo qui a terra, ma anche quello che viene dal cielo, come i temporali e le piogge, che mancano.
Tuttavia sul fronte piogge, forse ci sono notizie che iniziano a essere abbastanza buone. Sbuffi di aria umida oceanica cominceranno infatti a entrare attraverso la Valle del Rodano, le vallate alpine e la Porta di Carcassonne dalla Spagna, e questo favorirà nel seguito lo sviluppo di aree temporalesche non solo sulle terre emerse come l’Appennino, le Alpi o delle regioni settentrionali, ma qui si parla di temporali che si potrebbero sviluppare sul mare e raggiungere poi alcune località costiere. Ciò non vuol dire che vi sta per rovinare la vacanza, né che ci sarà la rottura della stagione estiva, perché la rottura della stagione estiva non è questa, non è quella che si vede dai modelli matematici, quantomeno quelli ufficiali.
Temporali: dove e quando colpiranno
La linea di tendenza meteo più certa è quella di una condizione atmosferica molto vicina ai climi tropicali. Perché le temperature continueranno a essere superiori alla media in buona parte del territorio italiano e i mari saranno ancora molto caldi, quindi avremo fortissimi moti convettivi. I moti convettivi sono sostanzialmente quei movimenti che dal suolo portano aria calda verso l’alto, generano nuvolosità imponente e quindi esplodono in temporali. Perciò anche un modesto flusso di aria più fredda di quella preesistente, e non parlo di aria veramente fredda, sostanzialmente meno calda, può dare l’innesco alla genesi di situazioni temporalesche molto importanti, previste su diverse regioni italiane. Vediamo a grandi linee dove si verificheranno, soprattutto a inizio della settimana prossima: per fare questo ci siamo avvalsi in particolare del modello matematico europeo ECMWF.
Colpiti nella prima fase post ferragostana sembrano essere le regioni alpine, tratti del nord-est italiano e, contemporanei ma fugaci, tratti dell’Appennino, la Toscana nord-occidentale, i monti della Sardegna e i monti della Sicilia. Questo per quanto riguarda lunedì 17, quando il modello europeo non prospetta temporali sul settore nord-occidentale. Novità invece sulla giornata di domenica 16: quando moltissimi temporali sono attesi sul settore nord-occidentale, ma generalmente nel settore alpino e pedemontano, non in Pianura Padana. Il rischio di temporali in pianura, tipo Milano, è medio-basso, mentre per Torino è un pochino più alto.
Andiamo alla giornata di martedì 18, quando praticamente la massa d’aria instabile raggiungerà soprattutto le regioni meridionali ed è qui che si svilupperanno i temporali, fenomeni che potranno essere localmente di forte intensità ed essere accompagnati anche da grandinate.
Ma attenzione: non ci sarà maltempo, bensì situazioni temporalesche che si chiamano termoconvettive, che vuol dire che, con la temperatura che sale, a ridosso di rilievi o nelle zone interne si andranno a sviluppare temporali a macchia di leopardo, mentre il tempo al mare sarà generalmente soleggiato. Qualche fenomeno potrebbe sconfinare anche in aree costiere e, attenzione, qualche temporale sporadico viene visto pure in Pianura Padana verso la fine della giornata, quando le condizioni atmosferiche su quella fascia di territorio sembrano diventare sempre più ideali alla genesi temporalesca.
Il prossimo appuntamento con eventi di questo tipo sembra essere quello di giovedì 20, quando probabilmente una linea temporalesca raggiungerà il settore nord-occidentale, ma sarà sostanzialmente sempre aria instabile. Non stiamo parlando di vere e proprie perturbazioni, quindi niente maltempo generalizzato, solo fenomeni forse un pochino più estesi rispetto a quelli visti precedentemente, diffusi un po’ in tutta Italia.
Temperature: il calo di inizio settimana e la nuova bolla calda
Per quanto riguarda la temperatura, un dato molto importante, perché ormai siamo esausti rispetto alla situazione attuale: lunedì ci sarà un generale abbassamento termico, soprattutto sulle regioni settentrionali. Però da martedì e mercoledì ecco riemergere di nuovo una bolla d’aria molto calda, che verso giovedì sembra dirigersi verso l’Italia centrale e poi, nel finire della settimana, verso le regioni meridionali e la Sicilia. Sostanzialmente in Italia rimarrebbero temperature diffusamente superiori alla media.
Attenzione: a tratti i modelli matematici indicano poi del refrigerio soprattutto sulle regioni settentrionali, però stiamo procedendo su proiezioni a lunghissimo termine e queste sono soggette a fortissime variazioni. Quindi, se vedete l’app meteo che vi mette il raffrescamento e sembra quasi una situazione sicura, non lo è, perché qui parliamo sempre di linee di tendenza: la previsione meteo oltre 4-5 giorni è solo ed esclusivamente una linea di tendenza.
Infatti, per la settimana prossima stiamo parlando di condizioni meteo orientate verso una linea di tendenza: maggiore probabilità di previsione c’è per le giornate del 17 e del 18, dopo no, dopo l’affidabilità si riduce. Un’affidabilità che cala per quanto riguarda determinate situazioni, ma verso il caldo sembra sempre essere molto solida. E sì, tutte le previsioni verso il caldo sono, come dire, di buona attendibilità, perché ci troviamo in una fascia di fortissime anomalie della temperatura, di matrice subtropicale, che sembrano essere incollate alle nostre regioni, su tutto il Mar Mediterraneo e il Mar Nero per essere precisi, oltre che sulla Turchia e sul Medio Oriente.
Tuttavia sembra che ci sia, a piccoli passi, una discesa molto a nord delle Alpi di correnti più fresche, di buon auspicio per settembre. Vedremo, insomma, se ci sarà entro due settimane questa discesa di aria fresca per un ricambio di masse d’aria abbastanza deciso. Ma al momento, l’ipotesi sembra essere molto bassa.
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