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Decine di località oltre i 42°C

Il caldo estremo della Sardegna è un avvertimento della magnitudine del

omeriggio di caldo eccezionale e localmente estremo sulla Sardegna, con picchi ormai prossimi ai 47°C e tantissime località over 40°C. L’aggiornamento delle 18:24 ridisegna la classifica rispetto ai dati delle 17 e conferma quello che si intuiva già a metà giornata: non è la solita fiammata di fine agosto, ma una fase che ha pochi termini di paragone nella storia recente dell’Isola. Un quadro già anticipato quando si parlava di caldo epocale in Sardegna.

Da segnalare i 46,9°C registrati nell’entroterra di Olbia a Biasi, a 150 metri di quota. Inoltre, nella costa di Olbia un punto di saturazione dell’aria in costa di 30°C. È un caldo soffocante, di quelli che non lasciano scampo nemmeno all’ombra.

 

Le massime aggiornate: dal picco di Biasi vicino Olbia, a tutta l’Isola oltre i 42°C

Biasi (SS) 46,9°C Siniscola Concas (NU) 46,1°C Oliena Lanaitho (NU) 45,5°C Dorgali Istipporo (NU) 45,1°C Oristano Agro (OR) 44,3°C Carbonia SE (SU) 44,2°C Fraigas 44,2°C Ottana Z.I. (NU) 44,2°C Ballao (CA) 44,1°C Bauladu 44,1°C Iglesias Funtanamarzu (SU) 44,1°C Bultei Agro (SS) 44°C Flumineddu ad Allai 43,9°C Iglesias Via Barega (SU) 43,9°C Santadi 43,7°C Tirso a rifornitore Tirso 43,7°C Ballao 43,6°C Lodè Montalbo (NU) 43,6°C Sassari Monte d’Oro (SS) 43,6°C Santadi (SU) 43,5°C Villa Verde 43,5°C Oristano (OR) 43,4°C Oschiri 43,4°C Sant’Anna (OR) 43,4°C Sedilo 43,4°C Campanasissa 43,3°C Flumini Uri a San Vito 43,3°C Ardara 43,2°C Abbasanta Oasi Losa (OR) 43,1°C Bosa (OR) 43,1°C Monti 43,1°C Monteponi (SU) 43°C Padru (SS) 43°C Asuni Agro (OR) 42,9°C Coghinas 42,9°C Pozzomaggiore 42,9°C San Priamo 42,9°C Abbasanta 42,8°C Asuni (OR) 42,8°C Torralba 42,7°C Chilivani (SS) 42,6°C Badu Crabolu 42,5°C Mannu di Porto Torres 42,5°C Carbonia Sud (SU) 42,4°C Tertenia 42,4°C Cabras Agro (OR) 42,3°C Guspini (CA) 42,3°C Escalaplano 42,2°C Samugheo Accoro (OR) 42,2°C Telti (SS) 42,2°C Porto Torres (SS) 42,1°C Flumentepido 42°C

 

Un elenco che parla da solo. Il dettaglio che merita attenzione non è soltanto il primato di Biasi, ma la distribuzione diffusa di valori ben superiori a quelli prospettati dai modelli matematici. Qui si osserva una magnitudine del caldo elevatissima, da record storico.

Siniscola e Dorgali sul versante orientale sardo, Ottana e Oliena nel cuore del Nuorese, Carbonia e Iglesias nel Sulcis, Oristano e Bosa lungo il settore occidentale. Perfino Porto Torres, affacciata sul Golfo dell’Asinara, supera i 42°C. Chi mastica climatologia sarda sa che valori simili, in passato, riguardavano una manciata di stazioni interne e per poche ore. Qui l’estensione geografica del fenomeno è ciò che colpisce davvero. Pensate che la media delle massime estive del mese pià caldo di Porto Torres non andava oltre i 28°C.

 

Colpisce anche il caso di Lodè Montalbo, che tocca 43,6°C a 820 metri di quota. Alle quote medie della Sardegna orientale una massima del genere significa che la colonna d’aria è surriscaldata per tutto il suo spessore, non soltanto nei bassi strati per effetto dell’irraggiamento al suolo. È il tipo di segnale che i modelli matematici avevano inquadrato con largo anticipo, come mostra l’analisi sulla magnitudine da record dell’onda di caldo, però ci sono delle sottostime importanti da segnalare. Questo che sia un avvertimento per il Sud Italia e Sicilia, che riceveranno domani l’onda di calore oggi in Sardegna. Già stanotte in Sicilia.

La spiegazione fisica ruota attorno alla struttura anticiclonica che schiaccia l’aria dall’alto. La subsidenza, cioè il moto discendente all’interno del promontorio di alta pressione, comprime la massa d’aria e la riscalda per via adiabatica: più scende, più si scalda, senza bisogno di nuovo apporto di calore. Aggiungiamo una massa d’aria di estrazione nordafricana, terreni ormai completamente asciutti che non hanno umidità da restituire per evaporazione, e valli interne dove il ristagno fa il resto. Il risultato è quello che leggiamo nella tabella.

 

Il punto di saturazione a 30°C, il dato che spaventa di più

Il valore più preoccupante non è il picco termico, per quanto impressionante. È quel punto di saturazione dell’aria di 30°C misurato lungo la costa di Olbia. Il punto di saturazione, o punto di rugiada, indica la temperatura alla quale l’aria diventa satura di vapore acqueo: più è alto, più vapore c’è. Con 30°C si entra in un territorio che sui litorali mediterranei era, fino a pochi anni fa, quasi teorico.

Le conseguenze sono immediate sul corpo umano. La termoregolazione si basa sull’evaporazione del sudore, e l’evaporazione funziona solo se l’aria circostante ha spazio per accogliere altro vapore. Quando quel margine si azzera, il sudore resta sulla pelle e il calore interno non viene smaltito. Ecco perché lungo la costa, con massime apparentemente più contenute rispetto all’interno, il disagio può risultare superiore a quello di una stazione interna a 44°C con aria secca. Le minime raccontano la stessa storia: diverse stazioni non scendono sotto i 29°C, e Santadi segna addirittura una minima di 32,7°C. Il Mar Mediterraneo surriscaldato alimenta questo meccanismo giorno e notte. Questo è il nodo centrale dell’attuale ondata di calore che punta ai record storici.

 

Polvere sahariana e fumo algerino verso il Canale di Sardegna

Nell’ultima immagine satellitare, oltre alla polvere sahariana che avvolge la Sardegna, si segnala in arrivo da sud una densa nube di fumo e aerosol da combustione, proveniente dai numerosi incendi boschivi attivi lungo la fascia costiero-montuosa dell’Algeria nord orientale, soprattutto nel settore compreso tra Jijel e Skikda, e trasportata verso il Canale di Sardegna dalle correnti in quota.

Due masse di particolato distinte, con origini diverse ma trasportate dallo stesso flusso meridionale. Il pulviscolo minerale del Sahara viaggia a quote medio-alte e rende il cielo lattiginoso, opaco, con quella luce giallastra che altera i colori e smorza il blu. Il fumo degli incendi ha una firma ottica differente, più grigia e stratificata, e contiene particelle carboniose insieme a gas di combustione. Entrambi filtrano parte della radiazione solare in ingresso, il che non basta però ad abbassare le massime quando la massa d’aria in arrivo è già rovente di suo.

Il particolato in sospensione incide sulla qualità dell’aria quando raggiunge i bassi strati, e la combinazione con temperature di questa portata amplifica lo stress su chi ha problemi respiratori o cardiocircolatori. Anziani, bambini piccoli, lavoratori esposti al sole: sono loro i soggetti da tutelare.

 

Un evento che va oltre le Isole Maggiori

Quanto sta accadendo sull’Isola non è un fatto isolato. La stessa configurazione barica interesserà il Centro Italia, ma soprattutto il Sud Italia e la Sicilia, mentre il Nord Italia resta ai margini della struttura calda, sfiorato dalle infiltrazioni instabili atlantiche che scaricano energia con temporali sui rilievi alpini. Sulle Isole Maggiori il carico termico si concentra con particolare violenza per una ragione geografica: sono le prime terre emerse che l’aria nordafricana incontra dopo aver attraversato il Mediterraneo.

 

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