
Stiamo evidenziando da diversi giorni un evento stratosferico prospettato dai modelli matematici per questa prima parte di Novembre: si tratta di un precoce, anzi precocissimo Stratwarming, ossia un anomalo riscaldamento della Stratosfera che, a oggi, è in atto e che continuerà nei prossimi giorni, palesandosi via via anche significativo. Non è mai accaduto nella storia delle rilevazioni che uno Stratwarming si compisse in questa fase stagionale, che vorrebbe convenzionalmente un Vortice Polare molto freddo negli strati alti e, dunque, particolarmente compatto e vigoroso. Il record in fatto di precocità è oramai già un dato: piuttoato, man mano nei prossimi giorni, vedremo con quale intensità si realizzerà e quanto potrà condizionare gli strati bassi atmosferici in sede polare.
Il crollo dei venti zonali in Stratosfera
Intanto, stando ai forecasts freschi di stamattina (grafico sotto), relativi alla velocità dei venti zonali in media Stratosfera, intorno ai 30/31.000 metri di quota, è ben visibile il crollo di velocità a partire dal 29 Ottobre scorso, poi sempre più accentuato tra fine Ottobre e questi primi giorni di Novembre: già crollo significativo , a oggi, da circa 23 metri circa al secondo il 24 ottobre, ai 5 metri circa attuali, ma con ulteriore calo nei prossimi 8/9 giorni, fino ad azzerarsi completamente e a invertirsi anche nella fase compresa tra il 9 e il 12 Novembre. Da notare anche, dal grafico, una buona convergenza di vedute tra il modello europeo ECMWF e quello americano GFS in riferimento al crollo e anche alla sua apprezzabile sostanza. Dunque, si profilerebbe un disturbo non da poco, da parte delle onde planetarie, verso le sezioni alte dell’atmosfera, la Stratosfera, un’interferenza che potrebbe (in meteorologia il condizionale è sempre d’obbligo, in questo ambito di indagine lo è oltremodo) incidere sul prosieguo autunnale, coincidente con tutto il resto di Novembre, e anche sulla prima parte di Dicembre.

Dalla Stratosfera alla Troposfera: tempi e soglie
Si tratta ancora di forecasts, ossia di proiezioni: l’inversione non è ancora un dato, tuttavia è prevista a breve termine, quindi potrebbe essere reale, e magari potrebbe esserlo anche lo sfondamento di una soglia considerata convenzionalmente significativa in termini di influenza sulla circolazione troposferica, ossia la soglia -3 del Northern Annular Mode, il cosiddetto NAM. Se tutto andasse come da previsione, un condizionamento stratosferico verso la Troposfera, inteso come inibizione di una circolazione occidentale, umida e mite tipica dell’autunno a favore, invece, di una circolazione più fredda e meridiana, caratterizzata da venti orientali o settentrionali anche sull’Europa, potrebbe compiersi a distanza di 2/4 settimane dall’evento stratosferico Major: questi sarebbero, infatti, i tempi di propagazione dell’inversione dei flussi da ovest a est anche in Troposfera. Gli effetti sulla circolazione di superficie inizierebbero, quindi, a manifestarsi pienamente nel corso della terza decade del mese, dal 23/25 Novembre circa e verso l’inizio di Dicembre. In che modo potrebbero concretizzarsi?
Tre scenari per l’Italia tra fine Novembre e inizio Dicembre
Essenzialmente con l’instaurarsi di una configurazione barica a scala euro-atlantica di tipo meridiano, alla stregua di quella prospettata nell’immagine di copertina, con blocco anticiclonico a ovest e bassa pressione fredda artico-continentale a Nordest, capace di richiamare correnti fredde anche verso le medie e basse latitudini. Naturalmente, anche nel caso in cui il disturbo si compisse e si configurasse una barica meridiana, nessuna certezza che azioni fredde possano raggiungere l’Italia, semmai possibilità maggiori. In tal caso, sarebbero da considerare 3 possibili scenari: 1- anticiclone troppo a ridosso del Mediterraneo centrale, con l’Italia più protetta e l’aria fredda più efficace sull’Est Europa; 2- aria fredda che forza l’anticiclone a latitudini più alte, verso il Centro Europa, con sfondamento a ovest dei nuclei e azioni fredde solo verso il Nord Italia, poco efficaci sul resto del nostro territorio; 3- infine, blocco anticiclonico che tiene bene a ovest, mostrandosi fragile in corrispondenza del Mediterraneo centrale e agevolante irruzioni fredde verso tutta la nostra Penisola. Il quadro barico tra fine Novembre e inizio Dicembre potrebbe contemplare questi scenari, se il disturbo stratosferico si compisse, come oramai appare piuttosto probabile. Seguiremo progressivamente l’evoluzione, con aggiornamenti periodici sulla possibilità di un inverno precoce in questa stagione 2026/27. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).
