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Il riscaldamento globale sta rendendo il caldo pericoloso molto più comune, a quasi tutte le latitudini, con la siccità e le ondate di calore che continuano a essere temi centrali negli ultimi tempi. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, le aree del mondo che non sono già state colpite da ondate di calore straordinarie potrebbero avere più difficoltà ad affrontarle in futuro. In questo articolo analizzeremo i risultati di questa ricerca e vedremo quali Paesi sono a maggior rischio.

Lo studio e i dati raccolti dallo scienziato del clima Dann Mitchell

Il gruppo di ricercatori britannici ha analizzato le temperature massime giornaliere registrate in tutto il mondo in un periodo di tempo compreso tra il 1959 e il 2021. Secondo i dati dell’analisi, le regioni del mondo colpite da un caldo straordinario sono state tante, tantissime, con eventi che si sono verificati in aree che coprono fino al 31% della superficie terrestre. Tuttavia, i Paesi che hanno già sofferto per il caldo intenso ora sanno come comportarsi e sono probabilmente in grado di affrontare le sfide future. Ciò che preoccupa, invece, è il modo in cui dovranno gestire una potenziale ondata di caldo quei Paesi che ancora non ne hanno sperimentata una estrema.

I Paesi a rischio e quelli ancora non colpiti

Secondo lo studio, ci sono dei Paesi che fino ad ora sono stati risparmiati da ondate di calore estremo. Tra questi ci sono anche paesi particolarmente sviluppati economicamente, come la Germania, i Paesi Bassi, il Belgio e il Lussemburgo, ma anche Afghanistan, Guatemala, Honduras, Papua Nuova Guinea e la regione cinese intorno a Pechino. Questi Paesi potrebbero non avere le risorse necessarie per garantire la sicurezza della popolazione in caso di ondate di calore estremo. Tuttavia, temperature molto alte potrebbero raggiungere anche la Russia orientale, la parte nordoccidentale dell’Argentina e quella nordorientale dell’Australia.

L’impatto dell’uomo sul cambiamento climatico

Il ruolo dell’uomo nel cambiamento climatico è sempre oggetto di discussione. Lo studio di Mitchell non ha la pretesa di rispondere a questa domanda, ma evidenzia che il tempo è sempre stato molto variabile e che alcuni eventi considerati eccezionali sono già capitati diverse volte nella storia della Terra. Tuttavia, l’impronta dell’uomo non può che incidere negativamente, peggiorando un quadro già critico e accelerando il processo per cui eventi straordinari diventeranno sempre più normali.

 

Conclusioni e riflessioni

Il riscaldamento globale rappresenta una minaccia per l’intero pianeta e il cambiamento climatico è un problema che richiede azioni immediate e concrete da parte di tutti.

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