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Il gelo più intenso degli ultimi 50 anni

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
23 Nov 2023 - 18:30
in Meteo News
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Il cambiamento climatico invernale in Europa: un’analisi meteo

Il panorama atmosferico europeo sta subendo una rapida trasformazione. Le correnti d’aria fredda, provenienti dall’Artico e caratterizzate da temperature rigide, seppur superiori alla ‍media, si stanno dirigendo​ verso la Scandinavia e ⁤la Russia‌ occidentale, dove il clima è‍ già molto freddo.‍ Questa transizione climatica invernale è legata a profonde aree di bassa pressione, piuttosto che all’alta pressione siberiana. Di conseguenza, si prevedono correnti che porteranno gelo moderato e, ‍soprattutto, tempeste di neve che colpiranno l’est europeo dalla‍ Scandinavia fino al Mar Nero.

 

Le previsioni per l’Italia

Il lato orientale dell’alta pressione⁤ delle Azzorre, che quest’anno si è spostato⁢ più a ovest, rende⁤ l’Italia ‌particolarmente esposta agli eventi climatici che avverranno nell’Europa orientale per le prossime⁢ due o tre settimane. I modelli di previsione indicano la possibile ‍formazione di aree di bassa pressione‌ nei mari italiani, portando con sé cattivo tempo, venti di burrasca e un notevole abbassamento ‌delle temperature che, entro fine novembre, potrebbero scendere al di sotto della media.

Le ultime analisi meteo suggeriscono che anche il Nord Italia potrebbe essere interessato da significative precipitazioni, in coincidenza⁢ con il calo delle temperature. Questo significa che ​potrebbe nevicare anche in Valle Padana, anche senza la presenza del Buran o di intense ondate ⁤di freddo. Tuttavia, per avere una visione più chiara dell’evoluzione meteorologica a lungo termine è necessaria ulteriore conferma.

 

Il ricordo dell’ondata ⁣di freddo del 1985

Non ‌è sempre possibile prevedere una grande ondata di gelo con largo anticipo, ​come dimostra l’ondata di freddo e neve del gennaio 1985. Quell’inverno iniziò in maniera anonima​ senza freddi significativi fino a dicembre. Il primo giorno di dicembre portò grandi gelate sul Mar Caspio, mentre in Italia, Europa occidentale e Scandinavia il clima rimase relativamente ‌mite. Il 2 dicembre,‍ la Scandinavia subì un ulteriore riscaldamento a causa di un’avvezione calda dall’Italia, mentre nell’Italia nord occidentale si raffreddò leggermente.

Tra ‌il 3 e il 4 dicembre, il tempo divenne instabile nel Centro-Sud Italia, influenzato da una depressione mediterranea. Nonostante l’estensione della depressione a gran parte dell’Italia, il Nord⁤ rimase fuori dal suo raggio d’azione. Il 5 e 6 dicembre, la‍ pressione atmosferica aumentò in Italia, portando un miglioramento del tempo su tutto il paese, mentre un debole disturbo atlantico si avvicinava all’Europa occidentale.

 

I fatti del 1985

Il meteo subito dopo il Capodanno del 1985 segnalava ‍l’inizio di quella‌ che sarebbe diventata una delle più intense ondate‍ di gelo degli ultimi cinquant’anni. Il 1° gennaio, l’ondata di gelo stava ancora prendendo forma, ma ⁢un’analisi approfondita dell’atmosfera ad alta quota già forniva indicazioni importanti. A queste altezze, ⁢è‌ più facile valutare l’evoluzione delle condizioni meteorologiche. In particolare, lo studio dei movimenti atmosferici a ​una quota di pressione di 500 hPa, che⁤ in inverno si trova a circa 5500 metri di altezza, è fondamentale‌ per comprendere come si‍ muovono le masse d’aria calde e fredde.

 

A queste alte quote, le masse d’aria si spostano liberamente, senza ‌incontrare ostacoli come l’attrito con il suolo o le barriere naturali come le catene ⁤montuose. Le Alpi, ad esempio, con i loro 4000 metri di altezza, rappresentano ​un ostacolo⁢ significativo per le correnti ‍aeree dei bassi strati atmosferici.

All’una ⁢di notte del 1° gennaio, secondo l’orario⁤ italiano (00 UTC), a 500 hPa si osservava un fenomeno interessante: l’Anticiclone delle Azzorre iniziava a spingersi verso nord, espandendosi dalle coste spagnole verso l’Islanda. Questo movimento si congiungeva con l’Anticiclone Polare, situato‍ a latitudini molto elevate, creando le⁢ condizioni per un’ondata di freddo eccezionale.

 

Anche al livello del mare si percepisce chiaramente l’intensa espansione dell’Anticiclone Atlantico, che si dirige ​verso nord. Questo fenomeno è supportato anche dalle ⁢condizioni⁢ atmosferiche in quota ⁤e determina un blocco completo della normale circolazione occidentale delle⁤ masse d’aria. In⁢ Italia, questo scenario favorisce‍ il passaggio di correnti fredde attraverso l’Arco Alpino, che si dirigono verso ​il⁢ settore nord-orientale del paese.

Contemporaneamente, un fronte perturbato si posiziona‌ tra l’Abruzzo e la Campania, creando una netta divisione tra l’aria fredda al nord​ e l’aria ancora calda presente al sud. Questo fronte dà ‌origine a una zona di ‍forte maltempo, che si abbatte⁣ in particolare sulla ‍Basilicata.

 

La Francia, nel frattempo, si trova sotto la ‍minaccia di un fronte freddo caratterizzato da una isoterma di -5°C, che‍ si estende dal Golfo di Biscaglia fino​ alla Danimarca. Questa situazione rappresenta l’inizio di un’invasione di aria artica‌ marittima, che è solo l’antesignano del grande gelo che sta ​per abbattersi sull’Europa.

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Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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