Viaggiare è un’avventura che ci porta a scoprire luoghi e culture diverse, ma anche le soste intermedie possono riservare sorprese inaspettate. Durante un lungo viaggio, uno scalo a Doha può trasformarsi in un’esperienza unica, tra palme finte e vere, odore di cammelli e edifici asettici. Ma è solo l’inizio di un viaggio che mi porterà a Seoul, una città che mi aspetta con le sue luci al neon e i suoi vicoli intrecciati.
Un arrivo inaspettato
Lo scalo a Doha
Il viaggio inizia con uno scalo a Doha, una città dal fascino alieno e bizzarro. Le palme finte si mescolano a quelle vere, l’odore dei cammelli si diffonde nell’aria e gli edifici sembrano usciti da una miniatura. Una gita organizzata dalla compagnia aerea mi permette di esplorare la città, guidato da una ragazza della Repubblica Ceca che mi racconta il Paese, edulcorando la realtà.
L’arrivo a Seoul
Dopo un lungo volo, atterro a Seoul con la mente assopita e il corpo stanco. Mi aspetta una prassi burocratica: documenti all’immigrazione, attesa del bagaglio, acquisto di una scheda telefonica, prelievo di soldi e collegamenti ferroviari. Sudo sotto il peso degli zaini, ma l’eccitazione di essere finalmente arrivato a destinazione mi dà la forza di andare avanti.
La scoperta di Seoul
La prima impressione
La mia avventura a Seoul inizia con la ricerca della prima impressione, un misto di smarrimento e gioia infantile. Mi addormento e mi sveglio a mezzogiorno, pronto per esplorare la città. Entro in un museo e due donne coreane, dietro di me in fila alla biglietteria, insistono per pagarmi l’ingresso perché la mia carta di credito non funziona. La mostra su Chang Ucchin mi lascia senza parole, con le sue pitture a olio in uno stile favolistico.
Il cuore del turismo
Cammino molto, fino ad arrivare nel cuore del turismo delle bancarelle sceme. Ma non mi lascio ingannare dalle trappole per turisti! A Seoul è necessario visitare i palazzi imperiali principali, in perfetta armonia tra natura e civiltà stratificata nel tempo. Mi ricordo bene quel pomeriggio in cui sono salita fino al quartiere delle case tradizionali, Hanok, tra negozietti di cianfrusaglie e bistrot.
Un viaggio tra i quartieri
Ogni giorno a Seoul è dedicato a un quartiere diverso. A volte mi perdo e mi ritrovo a mangiare noodles confezionati di 7eleven in una bettola. Alterno quartieri ”ggiovani” ai musei di arte contemporanea, agli angoli in cui sono l’unica occidentale sopravvissuta a qualche carestia.
La città delle contraddizioni
Seoul non è molto diversa da altre città asiatiche, con il suo tessuto urbano fatto di edifici che contengono, a matrioska, magazzini, bar, hotel, appartamenti e centri estetici. È una città di meraviglie e contraddizioni, e questo è solo l’inizio del mio viaggio.

