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27304L’ossigeno è una molecola essenziale per la vita sulla Terra, avendo svolto un ruolo cruciale nello sviluppo della multi-cellularità e dell’evoluzione della vita animale. Ma non solo, l’ossigeno ha avuto un impatto significativo anche nell’ambito tecnologico, permettendo l’accensione di fuochi e l’utilizzo di questi come fonte di energia, fino alla rivoluzione industriale e oltre. Inoltre, l’ossigeno è strettamente legato alla nostra capacità di comunicare a distanze interstellari, poiché la produzione di tecnologie come i radiotelescopi dipende anche dalla nostra capacità di inviare segnali altrove nell’universo.

Uno studio pubblicato su Nature Astronomy ha esplorato il legame tra i livelli di ossigeno atmosferico e l’ascesa di specie tecnologiche. Gli autori, Adam Frank e Amedeo Balbi, hanno introdotto il concetto di “collo di bottiglia dell’ossigeno” per descrivere la concentrazione atmosferica di ossigeno al di sotto della quale è improbabile che una specie diventi tecnologica.

Le tecnofirme sono segni prodotti da forme di vita capaci di modificare l’ambiente planetario attraverso la tecnologia. La tecnosfera rappresenta l’insieme di tutte queste modifiche, un’estensione del concetto di biosfera. Questi concetti sono fondamentali per comprendere lo studio di Frank e Balbi.

L’ossigeno è stato determinante per l’evoluzione degli organismi multicellulari sul nostro pianeta. La chimica ci suggerisce che questo meccanismo sarebbe il più efficiente anche su altri pianeti. L’aumento della concentrazione di ossigeno nell’atmosfera si è accompagnato allo sviluppo di organismi sempre più grandi. La vita animale, così come la conosciamo, non sarebbe possibile senza alti livelli di ossigeno atmosferico.

Per avere un sistema circolatorio vascolarizzato è necessaria una concentrazione di ossigeno superiore al 2%. Per i mammiferi, anche i più piccoli, i livelli minimi di ossigeno devono essere almeno del 12% circa.

La capacità tecnologica non è legata semplicemente alla taglia degli organismi. Ma c’è una “strettoia” da superare, un “collo di bottiglia” che ha a che fare con l’ossigeno. La disponibilità di ossigeno è fondamentale per la combustione e quindi per lo sviluppo di tecnologie basate su di essa. La chiave di lettura per comprendere l’importanza del binomio ossigeno/tecnologia è proprio questa strettoia, che gli autori hanno definito “oxygen bottleneck”.

 

La ricerca di vita su altri pianeti deve tenere in considerazione i livelli di ossigeno presenti nelle loro atmosfere. La presenza di ossigeno in quantità sufficienti per la combustione potrebbe essere un indicatore della plausibilità di tecnofirme, ovvero segni di tecnologia aliena. Inoltre, la “strettoia dell’ossigeno” potrebbe rappresentare un filtro naturale che impedisce lo sviluppo di specie tecnologiche su altri mondi.

 

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