I Jardin Majorelle furono creati per volere di Jacques Majorelle, un pittore francese che si trasferì a Marrakech nel 1919. Dopo essersi innamorato della città, Majorelle acquistò un terreno nella Medina e, nel 1931, commissionò la costruzione di una villa in stile moresco all’architetto Paul Sinoir. La villa era suddivisa in spazi lavorativi al piano terra e abitativi al primo piano. Intorno a questa struttura, Majorelle progettò un giardino ispirato ai tradizionali giardini marocchini, ma arricchito da piante esotiche provenienti da tutto il mondo, acquisite durante i suoi viaggi. Questo giardino divenne non solo un luogo di pace e bellezza ma anche habitat per numerose specie di uccelli.
Il colore distintivo del complesso, il blu Majorelle, fu scelto dal pittore stesso per dipingere la villa e le mura del giardino. Questa tonalità vivace e luminosa trasformò il luogo in un’opera d’arte, che fu aperta al pubblico nel 1947.
Dopo la morte di Majorelle in un incidente d’auto nel 1962, il giardino passò attraverso vari proprietari fino a quando, nel 1980, fu acquistato da Yves Saint-Laurent e Pierre Bergé. La coppia si innamorò della villa durante una visita a Marrakech e decise di salvarla da un imminente sviluppo alberghiero. Bergé descrisse i Jardin Majorelle come un’oasi dove i colori di Matisse si fondono con quelli della natura. Dopo la morte di Saint-Laurent, le sue ceneri furono disperse nei giardini e Bergé trasformò la villa in un centro artistico aperto al pubblico, includendo un memoriale dedicato al compagno.
Oggi, i Jardin Majorelle ospitano una varietà di collezioni botaniche, tra cui spiccano quelle di cactus e banani. Nel settore sud del giardino si trova una vasta raccolta di palme, mentre a sud-ovest, vicino al muro di cinta, sono collocati gli alberi di bambù. Tra le specie più rare e preziose, mantenute dai successivi proprietari, ci sono le piante di aloe, situate nel cuore del parco.