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Scoperta storica in Argentina: il più antico reperto umano che rivoluziona la storia

Anna Molinari di Anna Molinari
21 Lug 2024 - 16:10
in Magazine
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Una scoperta che trasforma la comprensione della storia americana

Gli scienziati del CONICET e del Museo di La Plata hanno effettuato una scoperta che cambia radicalmente la storia dell’America. Questa scoperta rappresenta la prima evidenza diretta dell’interazione tra gli umani e la megafauna nella regione in tempi preistorici.

 

Evidenze di contatto umano con la megafauna

I ricercatori hanno trovato chiare tracce di contatto umano con un gliptodonte. Il fossile è stato scoperto vicino al fiume Reconquista, tra Merlo e Moreno, nella provincia di Buenos Aires.

L’antichità del fossile secondo il Conicet

Questa scoperta, pubblicata nella rivista scientifica PLOS ONE, rivela segni sul fossile del gliptodonte che risalgono a 21 mila anni fa, cioè 5 mila anni prima della data stimata per l’arrivo dei primi umani in Sud America.

 

Scopritore del fossile e la sua importanza

Il fossile è stato scoperto da Guillermo Jofré, un autodidatta appassionato di paleontologia, responsabile del Repositorio Paleontológico Ramón Segura a Merlo. Jofré ha osservato numerose tracce fatte intenzionalmente dagli umani sulle ossa del gliptodonte e sui suoi osteodermi. Questi segni, disposti in schemi ordinati, si distinguevano chiaramente dai danni causati da predatori o roditori.

Il gliptodonte, un animale che si è estinto circa 10 mila anni fa e che è imparentato con le attuali armadilli e pelosi, presentava caratteristiche articolari come vertebre e il tubo caudale o l’involucro della coda.

 

Scavo e conservazione del fossile

Jofré, grazie alle conoscenze acquisite nei corsi del Museo di La Plata, ha estratto con cura i resti fossili, assicurando la conservazione di tutte le informazioni rilevanti. Successivamente, ha contattato i ricercatori per condividere la sua scoperta.

 

Conclusioni degli esperti del Conicet

Secondo Miguel Delgado, ricercatore del CONICET presso la Facoltà di Scienze Naturali e Museo dell’Università Nazionale di La Plata (FCNyM, UNLP), lo studio “sfida il paradigma stabilito del popolamento dell’America, che situava l’arrivo umano a circa 16 mila anni fa“.

 

Contesto della scoperta e datazione del fossile

La scoperta ha avuto luogo accanto al fiume Reconquista, a Merlo, Buenos Aires. Ricerche recenti suggeriscono una presenza umana molto più antica, tra 20 e 30 mila anni fa, in diversi luoghi come Brasile, Canada, Stati Uniti e Messico.

Il team ha utilizzato dati scientifici precisi: proprio sotto il luogo dove si trovava lo scheletro era già stato trovato un tipo di lumaca che risaliva a 32 mila anni fa, e appena sopra il corpo, la datazione radiocarbonica del sedimento segnava 17 mila anni.

Metodo di datazione del fossile

“Per la datazione più comune si usa il collagene delle ossa, ma poiché in questo caso non rimaneva più collagene, abbiamo datato la bioapatite, che è la parte minerale. Questa analisi, effettuata in Francia e la prima datazione su osso di un Neoesclerocalyptus, ci ha dato come risultato che lo scheletro ha 21 mila anni“, ha spiegato Delgado.

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