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Meteo a 50 gradi in Italia nel 1983 durante la peggiore ondata di calore

Il meteo estremo del luglio 1983: un’onda di calore senza precedenti

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
15 Lug 2024 - 12:45
in Ad Premiere, Meteo News
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Il luglio 1983 è ricordato per una delle più potenti ondate di calore mai registrate in Italia e in parte dell’Europa Centrale. Questo evento meteo si distingue per la sua eccezionalità. Sin dai primi giorni del mese, le temperature massime superavano quasi ovunque i 30°C, ma fu nella seconda metà del mese, in particolare durante la seconda decade, che si verificarono gli effetti più gravi, con un aumento delle temperature e dell’umidità che generò condizioni di calore estremo.

 

Il meteo in Sardegna: un’isola sotto assedio

Nel cuore di quel luglio 1983, una massa d’aria terribilmente calda, alimentata dall’alta pressione di origine nord-africana, colpì l’Italia a partire dalla Sardegna. L’isola fu una delle regioni più colpite, con temperature che raggiunsero valori eccezionali. A Capo San Lorenzo, sulla costa est, la temperatura salì da 30°C a 47°C in poche ore. Nelle zone interne, come il Campidano e nel nuorese, si registrarono picchi fino a 48°C.

 

22 luglio 1983: la giornata più rovente

Il 22 luglio, forse la giornata più rovente, ad Alghero Fertilia furono misurati 41,8°C, a Cagliari Elmas 43,7°C e a Carloforte 39,2°C, tutti record assoluti. Le stazioni idrologiche di Sanluri e di Perdasdefogu in Sardegna registrarono ben 47,0°C.

 

Un caldo senza tregua

Questa ondata di calore persistette per oltre due settimane, con temperature mediamente sui 43/45°C nelle zone interne per le massime, e spesso non sotto i 30°C per le minime. Questo evento meteo provocò numerosi incendi in Sardegna, con temperature record come i 49°C di Tempio Pausania, anche se non omologati successivamente dal WMO per la vicinanza di un rogo. Una temperatura che sarebbe, in caso, la più elevata mai registrata in Italia.

 

Il meteo nel resto d’Italia e in Europa

Oltre alla Sardegna, i maggiori effetti dell’ondata di calore si verificarono nelle regioni del Centro Italia e del Nord Italia. Il 26 luglio fu uno dei giorni più caldi, con Firenze Peretola che registrò 42,6°C, l’Osservatorio Ximeniano di Firenze 41,6°C, Arezzo San Fabiano 41,5°C e Paganella 25,0°C. Anche altre località come Sarzana Luni e Passo della Cisa stabilirono i loro record mensili di luglio.

L’ondata di caldo del luglio 1983 non solo colpì l’Italia, ma anche la Francia, la Svizzera, la Germania, l’Austria, la Repubblica Ceca, la Slovenia e la Croazia. Ad esempio, in Francia, Lione Bron registrò 39,8°C e Marsiglia Marignane 39,7°C, stabilendo nuovi record di temperatura massima mensile. In Svizzera, il Säntis registrò 20,8°C il 27 luglio, un record storico di temperatura massima assoluta.

 

Il meteo e il fenomeno El Niño

Questa ondata di caldo estremo fu preceduta dal fenomeno El Niño, che aveva determinato il riscaldamento delle acque superficiali degli oceani che bagnano le coste dell’America del sud. Tra i due eventi potrebbe esserci stata una correlazione, visto che simili condizioni si verificarono anche negli anni precedenti le estati del 1952, 1998, 2003 e 2015.

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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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