(TEMPOITALIA.IT) Negli ultimi giorni il caldo a livello globale continua a confezionare primati, a conferma di un riscaldamento che appare inarrestabile, con temperature medie mai raggiunte prima. Sono tutti numeri che stanno trascinando il 2024 a cercare di battere il record del 2023 come anno più caldo di sempre.

Lo scorso 21 luglio la temperatura media globale ha raggiunto il livello di 17,09°C, punta mai raggiunta prima che ha superato i +17,08°C del luglio 2023. Fondamentale per questo primato risulta il contributo dell’Antartide dove si è avuto un riscaldamento improvviso a livello della stratosfera.
Il record ha resistito appena 24 ore. Basti pensare che il 22 ed il 23 Luglio le temperature medie globali si sono impennate ancora più in alto, stabilendo il nuovo record di +17,15°C e sgretolando così il primato precedente misurato appena il giorno prima.
Questi dati appaiono inquietanti e confermano la rapidità di riscaldamento estremo che sta affrontando il nostro Pianeta. Basti pensare che veniamo ormai da 13 mesi consecutivi di record globale di caldo, una striscia mai avvenuta in precedenza.
Riscaldamento globale non sembra fermarsi
I record sbriciolati con tale facilità fanno ancora più impressione se si pensa al fatto che il fenomeno di El Niño, che contribuisce non poco al riscaldamento globale, si è attenuato e sta cedendo il passo a La Niña. Al contrario di El Niño, il ciclo de la Nina prevede un raffreddamento delle acque del Pacifico.
Nonostante questa dinamica, non si osserva per ora alcuna frenata di questa corsa al rialzo delle temperature. Eppure stiamo facendo conto su La Niña per sperare in un’inversione di trend a livello globale. Non resta che attendere i prossimi mesi per vedere se ci sarà davvero o meno un’inversione.
Le temperature globali da record sono da mettere in relazione con l’improvviso stratwarming sopra l’Antartide, che introduce aria calda a tutte le quote. In tal modo tutta l’area antartica, così estesa, appare più calda della media e questo comporta maggiore facilità nel raggiungere nuovi record di temperatura.
Data questa situazione, è difficile pensare a qualcosa di diverso dal caldo costantemente sopra la media anche sul Mediterraneo e sull’Italia nei prossimi mesi, come indicato dalle tendenze stagionali. D’altronde sul comparto euro-mediterraneo l’influenza de La Niña, ancora oggetto di studio, appare poco rilevante. (TEMPOITALIA.IT)






