
(TEMPOITALIA.IT) Spesso nel gergo popolare sentiamo parlare di fulmine a ciel sereno quando si parla di un fatto o di una notizia, specialmente spiacevole e dolorosa, del tutto inattesa.
In ambito meteorologico il fulmine a ciel sereno potrebbe apparire come un fenomeno poco comune, ma sappiate che non è così raro come potrebbe sembrare.
Cominciamo con il dire che il fulmine non è altro che un fenomeno atmosferico legato all’elettricità atmosferica che consiste in una scarica elettrica di grandi dimensioni che si instaura fra due corpi con elevata differenza di potenziale elettrico.
Questa differenza di potenziale può prodursi in una nuvola (essenzialmente cumulonembi), tra nuvole, tra una nuvola e la superficie terrestre, e infine, tra nuvole e strati superiori dell’atmosfera.
Dove si abbattono i fulmini?
La conduttività della superficie terrestre ha in questo un proprio ruolo. I terreni umidi sono decisamente più esposti di quelli asciutti. La montagna è il luogo più a rischio, ma lo sono anche tutti i luoghi ampi ed esposti, come ad esempio un campo di calcio, il mare, le spiagge, i moli, i pontili, le piscine all’esterno.
E i fulmini ‘a ciel sereno’ da dove nascono?
Quando si parla di fulmine a ciel sereno, bisogna virare il discorso verso i cosiddetti fulmini positivi. Essi non sono altro che un tipo particolare di fulmine che si verifica quando le cariche positive si spostano dalla nube al suolo, al contrario dei fulmini negativi, dove sono le cariche negative a muoversi.
I fulmini positivi sono sì meno comuni, ma sono molto più potenti e pericolosi rispetto a quelli negativi per potenza, per durata (perché tendono a durare più a lungo e a generare tuoni molto più energici) e per distanza (perché possono colpire aree lontane dalla nube temporalesca che li ha generati).
Quello della distanza è l’aspetto più importante: non tutti i fulmini si propagano verticalmente al di sotto della nube temporalesca; alcuni, cioè quelli positivi, percorrono una parte del piano orizzontale prima di cadere al suolo sino (in alcuni casi) a 20 chilometri.
Ecco perché un semplice essere umano potrebbe assistere alla ‘caduta’ di un fulmine pur avendo sulla propria testa un cielo essenzialmente sereno. (TEMPOITALIA.IT)






