(TEMPOITALIA.IT) I modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM), descritti come “pappagalli stocastici”, utilizzano la probabilità statistica per imitare i modelli linguistici senza necessariamente comprenderli. Questo metodo può gestire male gli aspetti emotivi e imprevedibili della conversazione, causando un “gap di empatia”. I bambini, che stanno ancora sviluppando le loro capacità linguistiche, possono avere particolari difficoltà a interagire con questi chatbot e sono più inclini a confidare informazioni personali sensibili.
Nonostante ciò, i bambini sono più propensi degli adulti a trattare i chatbot come se fossero umani. Ricerche recenti hanno scoperto che i bambini rivelano di più sulla loro salute mentale a un robot dall’aspetto amichevole che a un adulto. Lo studio di Kurian suggerisce che molti chatbot dal design amichevole e quasi umano incoraggiano i bambini a fidarsi di loro, anche se l’AI potrebbe non comprendere i loro sentimenti o bisogni.
Lo studio propone un quadro di 28 domande per aiutare educatori, ricercatori, attori politici, famiglie e sviluppatori a valutare e migliorare la sicurezza dei nuovi strumenti AI. Il quadro esorta gli sviluppatori a adottare un approccio centrato sui bambini nella progettazione, lavorando a stretto contatto con educatori, esperti di sicurezza dei bambini e giovani stessi, durante l’intero ciclo di progettazione. Kurian sottolinea che è cruciale valutare queste tecnologie in anticipo e adottare un approccio più proattivo per garantire la sicurezza dei bambini.







