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Diversi i tentativi proposti dai centri di calcolo, da parte del fronte sub-polare instabile, di cercare di abbattere un ostinato promontorio anticiclonico insediatosi da tempo immemore sul Mediterraneo centrale ma, fino a ora, e per diversi giorni ancora, sembrerebbero tutti vanificati. La figura di alta pressione, ben solida e strutturata, soprattutto continuamente alimentata da una favorevole getto in Atlantico collocato alle latitudini medie orientali, riuscirà a tenere efficacemente testa agli attacchi di impulsi instabili nord-oceanici, semmai solo per qualche fase in debole cedimento, ma con pronta ricucitura degli strappi procurati da modeste ondulazioni instabili, specie alle quote medie troposferiche.

 

Anzi, per qualche giorno tra fine mese e inizio settembre, il promontorio anticiclonico potrebbe compiere una ennesima prova di forza, tornando ad imporsi su gran parte del Paese e arrecando di nuovo stabilità diffusa, fatta eccezione per alcune aree settentrionali. Per di più, riuscirebbe a convogliare, verso il Mediterraneo centrale, ancora una volta aria piuttosto calda di provenienza nordafricana, dunque con valori termici in nuova levitazione e di diversi gradi sopra media un po’ su tutte le regioni. Tuttavia, qualcosa inizia a vedersi sullo scenario Euro-Atlantico: movimenti, nella sostanza, tipici dei cambi stagionali, con attacchi più ricorrenti da parte degli impulsi Nordatlantici verso il fronte subtropicale. Quest’ultimo sembrerebbe opporre una strenua resistenza, tuttavia se gli affondi, come sembra, aumenteranno di frequenza prima o poi dovrà cedere. E, più nello specifico, l’alta pressione afro-mediterranea sembrerebbe subire un colpo più duro, sul più lungo periodo.

 

Approssimativamente per la fase dal 5/6 e verso il 10 del mese prossimo, sembrerebbe profilarsi un attacco a tutte le quote alla struttura stabilizzante ad opere di una saccatura Nordatlantica che, stando ad alcune proiezioni, potrebbe mostrarsi anche piuttosto profonda e dalle caratteristiche quasi autunnali. Secondo i forecasts ultimi, la saccatura potrebbe affondare sul Mediterraneo centro-orientale, quindi con asse Nord/Sud e con correnti associate in prevalenza settentrionali. In una tale configurazione, una maggiore efficacia instabile si avrebbe sulle regioni del Centro Sud, instabilità più transitoria su quelle del Nord, ma anche qui con fenomenologia diffusa, specie nelle fasi iniziali dell’affondo. Naturalmente, con la tipologia barica proposta dalle ultime elaborazioni modellistiche, il campo termico potrebbe subire un più sensibile deterioramento per avvento di aria più fresca Nordatlantica, e dunque, l’incessante calura estiva potrebbe definitivamente essere sconfitta. Le manovre nei forecasts dei modelli iniziano a proporre scenari da fine estate. Vedremo, nei successivi aggiornamenti, se verranno confermate.

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