Il ‘giorno dopo’ si fanno sempre i conti e così tanta, troppa gente lamenta un’errata previsione meteorologica riguardo la distribuzione dei temporali, attesi tra domenica e lunedì scorsi.
Ciò accade quando manca lo spirito di approfondimento o, più semplicemente, quando ci si affida un po’ troppo alle app meteo presenti su tutti i cellulari che promettono l’ora esatta, il giardino più bagnato (sempre quello del vicino!), i mm totali, i chicchi gi grandine, la loro grandezza ed il loro spessore.
Prevedere l’esatta localizzazione dei temporali è complesso per diversi motivi:
1) Processi Atmosferici Complessi:
I temporali sono il risultato di processi fisici complessi che coinvolgono vari “ingredienti” atmosferici come la temperatura, l’umidità e il vento. Questi fattori possono variare notevolmente in piccole aree.
2) Scala Temporale e Spaziale:
I temporali si sviluppano rapidamente e su scale spaziali ridotte. Possono formarsi e dissiparsi in poche ore e coprire aree di pochi chilometri, rendendo difficile la previsione precisa.
3) Modelli di Previsione:
I modelli numerici di previsione meteorologica utilizzano griglie di calcolo che rappresentano l’atmosfera su scale di alcuni chilometri. Tuttavia, i temporali spesso si sviluppano su scale molto più piccole, rendendo difficile la previsione esatta della loro localizzazione.
4) Condizioni Locali:
La formazione dei temporali dipende molto dalle condizioni locali, come la temperatura e l’umidità del suolo, la natura del terreno e la configurazione del rilievo. Queste variabili possono cambiare rapidamente e influenzare la formazione dei temporali.
Ricordiamo, in sintesi, le condizioni ideali affinché si generi un temporale:
1) Calore: Temperature elevate riscaldano l’aria vicino al suolo, facendola salire rapidamente.
2) Umidità: L’aria calda deve essere ricca di umidità. Quando l’aria umida sale, si raffredda e l’umidità si condensa, formando nubi temporalesche.
3) Instabilità Atmosferica: È necessaria una differenza significativa di temperatura tra il suolo e le altitudini superiori. Questa differenza crea instabilità, favorendo la risalita dell’aria calda.
4) Un Innesco: Un fronte meteorologico, una catena montuosa o altre perturbazioni possono agire come innesco, spingendo l’aria calda verso l’alto.
Questi elementi combinati possono portare alla formazione di cumulonembi, le nubi tipiche dei temporali, che possono produrre pioggia intensa, fulmini, tuoni e talvolta grandine.