In un’epoca di cambiamenti climatici clamorosi e di stagioni stravolte in cui il meteo diviene praticamente imprevedibile a poche ore, azzardare a ipotizzare addirittura una tendenza stagionale appare, magari, fuori luogo e privo di qualsiasi fondamento, per di più inopportuno a distanza quasi “siderale”. Tuttavia, proviamo ad ipotizzare una evoluzione non certamente da incoscienti, piuttosto sulla base dell’analisi di alcuni indici predittivi stagionali che possono mostrare una efficace tendenza di massima, anche a distanza di qualche mese dall’avvio della stagione invernale e che potrebbero essere indicativi (certamente non nei dettagli, piuttosto a grandi linee,) sul suo decorso. Azzardiamo una possibile tendenza in riferimento al prossimo inverno 2024-2025, poiché stiamo appurando come piuttosto delineati due degli indici fondamentali che possono caratterizzare l’andamento della stagione fredda alle nostre latitudini.
Gli indici in questione sono la QBO, ossia la Quasi Biennal Oscillation, e il Solar Flux. Intanto vediamo cosa descrivono questi due indici. Il primo, la QBO, esprime in forma numerica positiva o negativa la possibile circolazione dei venti stratosferici in prossimità dell’Equatore: QBO positiva, indica un’amplificazione, naturalmente a seconda anche del grado di positività, della circolazione zonale dei venti, circolazione peraltro fisiologica e prevalente. Per circolazione zonale, naturalmente, si intende la naturale o appunto prevalente circolazione da Ovest verso Est dei venti ai livelli stratosferici; per QBO negativa, è intesa una maggiore rottura della circolazione occidentale naturale e avvento ricorrente, alle medesime quote stratosferiche equatoriali, di una circolazione opposta, ossia orientale. Dunque, viene da sé che, in presenza di QBO negativa, le possibilità che in sede Equatoriale Stratosferica i venti portanti e prevalenti occidentali possono subire delle inversioni, è più elevata; con QBO positiva, le possibilità, invece, sono scarse o assenti. Naturalmente, questa circolazione dei venti stratosferici equatoriali, per trasmissione di effetti alle alte quote, si riversa anche sul Nord Emisfero, con influenza incidente anche alle latitudini europee.
In riferimento al Solar Flux, esso è l’indice indicatore dell’attività solare utile a determinare il livello delle radiazioni ricevute dal sole, attraverso il conteggio delle cosiddette “Macchie Solari” regioni attive (SSN): se è positivo, elevato numero di macchie, il flusso radiativo è elevato; se negativo, basso numero di macchie, il flusso radiativo è sotto tono. Naturalmente, in presenza di flusso positivo il nostro Pianeta riceverebbe più energia termica dalla fonte solare; con flusso negativo minore apporto di energia termica.
Il tendenziale di questi due indici verso i mesi invernali costituisce certamente un indicatore importante circa una possibile tendenza di massima della stagione fredda. Sarebbe subito intuibile che una prospettiva invernale in cui la circolazione portante sia caratterizzata da QBO negativa (ossia, circolazione più continentale fredda che oceanica mite) e, al tempo stesso, una prospettiva invernale con bassa attività solare (minore energia termica dal Sole) quindi Solar Flux -, sarebbe l’accoppiata ottimale per avere possibilità di inverno più freddo e, di fatti, lo è. Non inganni, però, la considerazione opposta. Nella sostanza, la facile deduzione QBO positiva/ attività solare alta, inverno non ha riscontro nei fatti.
Questa accoppiata, QBO positiva /medio-alta attività solare, in realtà ha una incidenza fortemente riscaldante soprattutto la Stratosfera Polare, con sensibile aumento delle possibilità di avere un fenomeno di MMW, ossia Major Midwinter Warming, riscaldamento stratosferico importante (Major) che solitamente avviene verso metà inverno. Sappiamo che improvvisi riscaldamenti stratosferici, mediamente con un aumento termico nell’ordine di 30/40/50°C o superiore in pochi giorni, possono causare una trasformazione del VPS (Vortice Polare Stratosferico) da una forma circolare a una ellittica, o addirittura romperlo in due nuclei, SPLIT del VPS, con considerevole aumento di opportunità di irruzioni artiche verso le medie e basse latitudini, anche europee. Dunque, le accoppiate QBO-/Solar Flux- e ugualmente QBO+/Solar Flux + sono entrambe favorevoli a possibilità di inverno più freddo o perlomeno “canonico”, anche per l’Italia.
Orbene, dopo tutte queste premesse, d’uopo, ma magari anche un po’ fuorvianti per i meno addetti ai lavori, cosa possiamo dedurre in concreto e in riferimento alla prossima stagione invernale, 2024/2025, sull’Italia. Intanto, dall’analisi dei due indici riscontriamo una pressoché certa tendenza, per i prossimi mesi invernali, a positività della QBO e a positività anche dell’Attività Solare la quale, anzi, potrebbe trovarsi ai massimi di questo ciclo 25. Dunque, in conseguenza di quanto considerato sopra la doppia positività dei due indici, prevista per questo inverno, deporrebbe per una elevata possibilità di riscaldamenti stratosferici importanti con possibili, conseguenti opportunità di episodi freddi anche per il Mediterraneo centrale e per l’Italia.
Orbene, dopo tutte queste premesse, d’uopo, ma magari anche un po’ fuorvianti per i meno addetti ai lavori, cosa possiamo dedurre in concreto e in riferimento alla prossima stagione invernale sull’Italia? Intanto, dall’analisi dei due indici riscontriamo una pressoché certa tendenza, per i prossimi mesi invernali, a positività della QBO e a positività anche dell’Attività Solare la quale, anzi, potrebbe trovarsi ai massimi di questo ciclo 25. Dunque, in conseguenza di quanto considerato sopra, la doppia positività dei due indici prevista per questo inverno deporrebbe per una elevata possibilità di riscaldamenti stratosferici importanti con possibili, conseguenti opportunità di episodi freddi anche per il Mediterraneo centrale e per l’Italia. Naturalmente, tutte le altre combinazioni dei due indici, QBO +/ SF- , QBO -/SF+, sarebbero non predisponenti inverni con più ricorrenti spunti freddi, piuttosto predisponenti inverni miti.
In più, analizzando il possibile andamento anche dell’ENSO, indice che monitora lo stato termico delle acque superficiali oceaniche equatoriali, ci sono prospettive per una NINA debole-moderata, cioè raffreddamento debole o moderato di quelle acque oceaniche superficiali, con riflessi, su Europa, abbastanza favorevoli ad azione più fredde meridiane, più favorevoli che non con prospettive di NINA forte. Insomma, stando all’analisi attuale dei maggiori indici predittivi invernali, QBO, SOLAR FLUX, ENSO, ci sarebbero le condizioni affinché il prossimo inverno possa mostrarsi rivoluzionario rispetto ai tanti pressoché “ignavi” degli ultimi anni, con buoni presupposti affinchè possano manifestarsi episodi freddi in più di qualche occasione. Va sottolineato, però, che questa tendenza, certamente intrigante, è da considerare in un contesto generale caratterizzato da un Riscaldamento Globale eccessivo, quindi con verosimile minore incisività degli episodi freddi, rispetto agli anni pre-Warming.