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L’anticiclone di matrice nordafricana, che sta avendo una egemonia impressionante sul Mediterraneo centrale e sull’Italia anche nel corso di questa stagione estiva, avrà un ennesimo sussulto negli immediati prossimi giorni di fine mese e fino al 2 settembre almeno. Dopo una temporanea, lieve vacillazione nelle ultime 48 ore, a opera di moderate correnti instabili nordatlantiche infiltratesi alle medie e alte quote della Troposfera (e responsabili di una “sventagliata” temporalesca da Nord a Sud sull’Italia e anche di un certo generale, temporaneo calo termico), da oggi e ancora più nei prossimi 3/4 giorni, la figura di alta tornerà a rinforzarsi, via via da Nord verso Sud e di ipù al Nord, comportando una ennesima lievitazione generale delle temperature e, soprattutto, un nuovo, crescente “incubo afa”.

 

“Incubo” sì! Perchè se stabilità, sole e bel tempo, al di là delle deficienze idriche che ne possono derivare se con siccità protratta, sono certamente graditi, ancora più nella stagione estiva, l’afa associata al caldo sopra norma costituisce veramente il dramma della nostra estate. Dramma non tanto diurno, quanto tardo pomeridiano, serale e primo notturno, ossia quando la temperatura diminuisce rispetto ai picchi caldissimi del giorno e, quindi, il tasso di umidità relativa aumenta. Ma se la cappa anticiclonica è persistente, come sta accadendo sempre più nelle nostre estati, e i valori massimi diurni sono esasperatamente caldi, quasi costantemente oltre i 34/35 gradi sulle aree pianeggianti, anche le temperature serali e fino alla prima nottata, per quanto possano diminuire fisiologicamente rispetto al giorno, continuano a rimanere piuttosto alte, spesso superiori ai 25°, ma in diversi casi ancora sui 27-28° o anche oltre, fino a 30° in prima serata.

 

Di conseguenza, il tasso di umidità relativa, che nelle ore diurne con alte temperature oltre i 34/35° si mantiene intorno al 20-30-40%, dal tramonto e verso sera, con i valori termici in calo di 5-6°, aumenta in percentuale, fino a portarsi su valori dal 50 al 70%.Viene da sé che queste percentuali di umidità relativa associate a valori termici, sì in calo rispetto ai picchi diurni, ma comunque mediamente ancora tra 25 e 30° serali, costituiscono un forte disagio per il nostro corpo, che fa fatica a cedere vapore acqueo all’esterno, attraverso la sudorazione ( per aria circostante già di per sè più pregna di vapore e meno capace di riceverne altro) e, dunque, fa fatica a raffreddarsi. Temperature serali tra 25 e 30° con tasso di umidità relativa tra il 50 e il 70 % comportano una percezione termica serale variabile tra 28/30/31° (disagio, ma più tollerabile), fino a 37/38° percepiti (disagio molto intollerabile e con rischio di malessere).

 

Ebbene, queste condizioni molto ricorrenti in questa estate, continueranno a essere presenti e, magari, in maniera più accentuata nel corso delle prossime ore e soprattutto nei prossimi giorni, fino al 2/3 settembre almeno, in particolare sulla Pianura Padana. Localmente disagi potranno aversi anche su qualche pianura interna delle regioni tirreniche centrali, tra Toscana e Lazio, su qualche altra pianura interna pugliese o adriatica centrale, meno altrove, ma il disagio più intollerabile riguarderà buona parte delle pianure del Nord. Ci aspetterà, dunque, quasi una settimana ancora di sofferenza, specie sulle aree pianeggianti settentrionali, poi l’afa soffocante sembrerebbe via via perdere consistenza verso la seconda parte della prima decade di settembre per via di azioni più instabili e leggermente più miti nordatlantiche. Ma, naturalmente, il possibile cambio di circolazione è solo una prospettiva su base modellistica, si spera possa tradursi, poi, in realtà.

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