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Meteo, valori di Cape altissimi: gli indici temporaleschi confermano fenomeni estremi

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
16 Ago 2024 - 18:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) L’Anticiclone Africano è davvero prossimo al cosiddetto ‘canto del cigno’? Sembrerebbe proprio di sì, almeno temporaneamente.

 

Dagli ultimi aggiornamenti infatti giungono conferme circa una drastica modifica delle condizioni meteorologiche tra le giornate di domenica 18 e lunedì 19, quando un’intensa perturbazione atlantica attraverserà tutto il Paese portando molti temporali oltre ad un benefico calo termico.

 

Detto questo, come possiamo stabilire l’effettiva severità del peggioramento atteso nei prossimi giorni?

 

Tra i vari fenomeni meteorologici che si osservano in atmosfera, i temporali sono tra quelli più complessi e più difficilmente prevedibili. La grande attenzione per questi eventi è dovuta anche al fatto che possono dar luogo ad episodi molto intensi e pericolosi con fulmini, tornado, piogge torrenziali, grandine, ecc.

 

I modelli matematici giocano ormai un ruolo fondamentale perché effettuano le previsioni per il comportamento dell’atmosfera nei giorni successivi, partendo dalla conoscenza dello stato iniziale e descrivendone l’evoluzione tramite le formule fisiche che la governano.

 

Gli output dei modelli meteorologici forniscono quindi la previsione di alcuni parametri ambientali utili per determinare un eventuale rischio di temporali.

 

Diversi sono i fattori meteorologici locali che concorrono alla formazione di una nube temporalesca. In un temporale la cui genesi è prossima alle aree costiere, la temperatura superficiale del mare (Sea SurfaceTemperature – SST ) è un elemento assolutamente non trascurabile.

 

Nel nostro caso, infatti, la presenza di acque superficiali piuttosto calde con valori compresi tra 28 e 30°C sui mari che circondano la Penisola e quindi con notevole carico di energia potenziale, potrebbe fornire all’atmosfera ulteriore ‘carburante’ che contribuirebbe ad alimentare l’attività convettiva favorendo il rapido sviluppo di imponenti cumulonembi.

 

Nella valutazione del pericolo di temporali di forte intensità, è senz’altro fondamentale controllare i valori degli indici di instabilità atmosferica. Nel caso in esame ne abbiamo osservato con attenzione alcuni.

Cosa ci dicono gli INDICI TEMPORALESCHI (CAPE, CIN, LIFTED INDEX e PRECIPITAL WATER)?

 

Il CAPE (Convective Available Potential Energy), misurato in J/Kg, è l’energia potenziale presente in atmosfera. Più alti ne sono i valori, maggiore è la probabilità che i temporali siano forti con una maggiore chance di grandine di grossa dimensione.

Cominciamo ad esaminare i valori di CAPE (Convective Available Potential Energy) previsti per la giornata di domenica 18 agosto, compresi tra 2000 e 6000 J/Kg. Valori piuttosto alti, indice di temporali probabili anche di forte intensità.

 

Ovviamente questo indice da solo non basta nella previsione temporalesca. Perché si generi un temporale non è sufficiente la presenza di elevati valori di CAPE, occorre anche l’innesco delle correnti ascendenti a partire dal suolo al fine di sollevare l’aria umida fino al punto di libera convezione.

 

Tale innesco è assolutamente necessario poichè l’energia potenziale legata al CAPE diventa palese soltanto quando iniziano i processi di condensazione alla base delle nubi. L’energia necessaria per realizzare questa spinta d’innesco è misurata dal CIN (Convective Inhibition) il quale indica la quantità di energia che agisce come inibitrice delle celle convettive.

 

In svariati casi infatti possiamo avere elevati indici Cape, ma senza lo sviluppo di fenomeni temporaleschi. Questo perchè, solitamente, intervengono altri fattori che inibiscono o “frenano” lo sviluppo delle celle convettive in cumulonembi o temporali.

 

Questo indice è stato pensato proprio per individuare la presenza di questi fattori “frenanti”. Come avviene per il Cape, questo indice è misurato in J/Kg e più alti sono i valori di CIN più alta sarà la tendenza ad una stabilizzazione dei moti convettivi.

Dalla mappa riferita alla previsione per la giornata di domenica 18 agosto, sono piuttosto evidenti valori di CIN piuttosto bassi e compresi tra -20 e -100 J/Kg, sintomo evidente di un’atmosfera piuttosto propensa ai moti verticali.

 

Altro indice da esaminare è senza dubbio il LIFTED INDEX. Consiste nella differenza di temperatura di una particella d’aria rispetto all’ambiente circostante, dopo essere stata sollevata idealmente dalla superficie fino alla quota di 500 hPa.

 

Il LIfted Index misura praticamente la stabilità dell’aria e può essere piuttosto utile nel prevedere l’intensità dei fenomeni temporaleschi. Se ad esempio la temperatura della particella in risalita è più alta della temperatura presente in quota significa che l’atmosfera è instabile.

 

Ciò corrisponde a valori del LI negativi. Più l’indice è negativo più l’atmosfera sarà instabile e quindi più è alta la probabilità di avere temporali di forte intensità.

Nel caso in esame, riferito alla previsione per la giornata di domenica 18 agosto, risultano valori di LI prossimi a -3. Valore decisamente notevole, che indica un’elevata probabilità di forti temporali.

 

Un altro elemento interessante che ci resta da esaminare è la PRECIPITABLE WATER (acqua precipitabile), ossia la quantità massima di pioggia che può cadere, se vengono soddisfatte le condizioni favorevoli per la precipitazione.

 

E’ definita come lo spessore di acqua liquida, misurata in millimetri o in pollici, risultante dalla condensazione di tutto il vapore acqueo contenuto in una colonna verticale di atmosfera su un’area di un centimetro quadrato.

 

Volendo semplificare il concetto, la PRECIPITABLE WATER ci dice questo: prendiamo la colonna d’aria che abbiamo sulla testa e consideriamo tutto il vapore acqueo che c’è dentro. Se lo portassimo tutto a condensazione, quanta pioggia ne ricaveremmo?

 

Cominciamo ad esaminare i valori di ACQUA PRECIPITABILE previsti per la giornata di domenica 18 agosto, prossimi ai 40/50mm un po’ su tutto il territorio nazionale. Anche in questo caso i valori risultano essere piuttosto interessanti, altra testimonianza di un importante contenuto di vapore acqueo nella colonna d’aria.

Con questa disamina non vogliamo certamente augurare disastri naturali, ma soltanto mettere in guardia il cittadino riguardo la possibilità che si possano verificare eventi atmosferici piuttosto severi visto il potenziale energetico in gioco. (TEMPOITALIA.IT)

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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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