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In un caldo pomeriggio estivo, mentre siete in spiaggia, il cielo all’orizzonte diventa scuro, si sentono i primi tuoni ma, niente allarmismo. Il temporale non sembra raggiungere la costa. Ecco che all’improvviso un’inquietante figura appare all’orizzonte: sembra una colonna grigia, a volt quasi nera a forma di tromba che si erge dalla superficie del mare fino alla nube e che ruota su se stessa.

Questo fenomeno è chiamato tromba marina in italiano, mentre in inglese è noto come waterspout.

 

A questo punto sorge molta curiosità verso questo fenomeno atmosferico, ma anche inquietudine, soprattutto perché tende ad avvicinarsi alla costa. In questi casi è opportuno – senza esitare – andare via quanto prima. Nel frattempo, i tuoni diventano più forti, le scariche elettriche dalla nube si tuffano in mare. È il caso di mettersi al riparo e non rimanere sulla costa perché i fulmini possono essere estremamente pericolosi in quella posizione.

 

La tromba marina non è altro che una tromba d’aria che si forma in mare e che risucchia acqua dalla superficie marina. Ma cerchiamo di capire di cosa si tratta più nello specifico, anche perché questi fenomeni, nelle prossime settimane, saranno sempre più frequenti, per poi cedere il passo a una attenuazione quando la temperatura diminuirà e i contrasti termici caleranno. Settembre è un mese molto ricco di trombe marine e in Italia ci sono diverse aree costiere estremamente soggette a questo fenomeno. A volte se ne possono osservare più di una all’orizzonte, anche una decina tutte insieme.

 

È importante, per coloro che si trovano su un’imbarcazione in mare, evitarle assolutamente, perché possono causare l’affondamento del natante.

 

Le trombe marine, conosciute anche come waterspout, rappresentano un fenomeno meteo affascinante ma allo stesso tempo pericoloso. Questo evento meteo si verifica frequentemente nel bacino del Mediterraneo, comprese le coste italiane. La loro formazione dipende da condizioni meteo e oceanografiche specifiche, che facilitano la creazione di vortici colonnari composti da aria e acqua. Questi fenomeni meteorologici estremi sono strettamente legati a determinate dinamiche atmosferiche, come l’instabilità e la vorticità, che contribuiscono alla loro genesi e sviluppo.

 

Genesi delle trombe marine nel Mediterraneo

La formazione delle trombe marine è strettamente collegata a una serie di condizioni atmosferiche favorevoli. La genesi di questi fenomeni meteo inizia con un’instabilità atmosferica significativa. Quando l’aria calda e umida si accumula negli strati bassi dell’atmosfera e viene contrastata da aria più fredda in quota, si crea un ambiente propenso alla formazione di nubi cumulonembi. Queste nubi, caratterizzate da uno sviluppo verticale imponente, sono spesso associate a temporali intensi.

 

Un altro fattore chiave è la vorticità preesistente nell’atmosfera. La presenza di un movimento rotatorio già in atto, come quello provocato da un fronte temporalesco o da una linea di convergenza dei venti, può favorire l’innesco di una tromba marina. Questa rotazione atmosferica può intensificarsi e, se le condizioni sono ideali, portare alla formazione di un vortice.

 

Il gradiente termico verticale gioca un ruolo cruciale nel processo di formazione. Una marcata differenza di temperatura tra la superficie del mare, che rimane relativamente calda, e l’aria più fredda presente in quota favorisce un’ascesa rapida dell’aria umida. Questo movimento ascensionale contribuisce a potenziare la convezione all’interno del cumulonembo, essenziale per lo sviluppo del vortice.

All’interno della nube cumulonembo, l’aria ascendente inizia a ruotare formando un mesociclone. Se questo mesociclone si sviluppa verso il basso e raggiunge la superficie del mare, può generare una tromba marina. Questo processo è un esempio classico di come diverse condizioni meteo si combinino per creare un fenomeno estremo.

 

Sviluppo delle trombe marine e meteo nel Mediterraneo

Una volta che la tromba marina si è formata, il suo sviluppo passa attraverso diverse fasi. La prima è la formazione della nube a imbuto, che si verifica quando l’aria fredda discendente dal mesociclone crea una zona di bassa pressione alla base della nube. Questa zona attira aria calda e umida dalla superficie del mare, che inizia a ruotare sempre più rapidamente, creando una nube a imbuto che si estende verso il basso.

Successivamente, il contatto con la superficie del mare è il passo decisivo. Quando la nube a imbuto raggiunge la superficie del mare, si crea un vortice d’acqua che si solleva, generando la caratteristica colonna d’acqua e aria tipica delle trombe marine. Questo è il momento in cui il fenomeno diventa visibile e può avere un impatto significativo sulla superficie del mare.

La fase di maturità e dissipazione di una tromba marina può durare da pochi minuti a diverse ore, a seconda delle condizioni atmosferiche. Generalmente, la tromba marina si dissipa quando l’afflusso di aria calda e umida dalla superficie del mare diminuisce o quando il mesociclone perde la sua intensità. Queste variazioni meteo sono fondamentali per comprendere la durata e l’intensità delle trombe marine nel Mediterraneo.

 

Aree a rischio e periodi critici per le trombe marine

Nel bacino del Mediterraneo, alcune aree sono particolarmente vulnerabili alla formazione di trombe marine a causa del loro clima caldo e umido e della frequenza di temporali, soprattutto in estate e autunno. Le coste tirreniche dell’Italia centrale e meridionale, la Sicilia, la Sardegna e le isole minori sono zone particolarmente a rischio per la formazione di questi fenomeni meteo estremi. Non è esente la costa adriatica e ionica. Si possono osservare ovunque.

 

Il periodo più critico per l’insorgenza delle trombe marine va dalla fine dell’estate all’autunno, quando la temperatura del mare è ancora elevata (e quest’anno ci sono temperature marine tropicali) e l’atmosfera è caratterizzata da frequenti perturbazioni. Durante questi mesi, le condizioni meteo sono ideali per la formazione di fenomeni estremi come le trombe marine, che possono avere effetti devastanti su navi, coste e infrastrutture costiere.

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