La resistenza agli antibiotici è un problema crescente, poiché i microbi stanno diventando sempre più resistenti ai trattamenti esistenti. Circa il 70% degli antibiotici attualmente utilizzati deriva dagli actinobatteri del suolo. Tuttavia, questo team ha esaminato se actinobatteri in ambienti differenti, come l’Oceano Artico, potessero contenere composti utili. L’obiettivo era trovare molecole in grado di ridurre la virulenza dei batteri, ossia la loro capacità di causare malattie, senza necessariamente ucciderli o rallentarne la crescita, riducendo così la probabilità che i batteri sviluppino resistenza.
Il team ha scoperto due composti: il primo in una specie sconosciuta del genere Kocuria, che inibisce la crescita batterica. Anche se non perfetto, rappresenta un passo importante nella ricerca di nuovi antibiotici. Il secondo composto, proveniente da una specie sconosciuta del genere Rhodococcus (denominata T091-5), mostra proprietà antivirulenza. Questo composto impedisce all’E. coli di attaccarsi alla mucosa intestinale e di legarsi al recettore Tir, cruciale per la malattia.
Il composto T091-5 è particolarmente promettente, ma entrambi richiedono ulteriori studi per essere sviluppati come farmaci. I prossimi passi includono l’ottimizzazione delle condizioni di coltura per produrre quantità sufficienti di questi composti, per chiarirne la struttura e approfondire le loro bioattività.