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Un team opera un maiale a 9.000 chilometri di distanza. Intervento riuscito

Luca D'Angelo di Luca D'Angelo
05 Set 2024 - 08:15
in Magazine
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Introduzione: la chirurgia a distanza e le nuove frontiere tecnologiche

La chirurgia a distanza, o telesurgery, sta aprendo nuove possibilità nel campo medico, abbattendo le barriere fisiche e geografiche. Recentemente, un esperimento straordinario ha dimostrato quanto sia avanzata questa tecnologia: un maiale ha subito un intervento chirurgico da remoto, con un chirurgo situato a ben 9.300 chilometri di distanza. L’operazione è stata eseguita presso l’Università Cinese di Hong Kong, mentre l’operatore dell’endoscopio si trovava a Zurigo, in Svizzera. Questo evento segna un notevole progresso nel campo della chirurgia a distanza, utilizzando una combinazione di tecnologie all’avanguardia e una connessione internet ultraveloce.

 

La collaborazione: ETH Zurigo e Università Cinese di Hong Kong

Il progetto è stato il risultato di una collaborazione tra i ricercatori dell’ETH di Zurigo e quelli dell’Università Cinese di Hong Kong. La sperimentazione è stata resa possibile grazie a una tecnologia robotica avanzata, supportata da una connessione internet estremamente stabile. Nonostante la grande distanza, l’intervento ha avuto luogo con un ritardo di soli 300 millisecondi, un margine temporale che ha permesso una coordinazione precisa tra chirurgo e paziente.

 

L’operazione: endoscopia su un maiale anestetizzato

Durante l’intervento, il chirurgo ha eseguito un’endoscopia su un maiale anestetizzato. Il chirurgo, Alexandre Mesot, uno studente di dottorato, ha controllato l’endoscopio a Hong Kong utilizzando un joystick del controller di una PlayStation, mentre osservava le immagini generate dall’endoscopio su uno schermo nel suo laboratorio a Zurigo. La precisione e la velocità di risposta del sistema hanno reso possibile la manipolazione a distanza dell’endoscopio con risultati straordinari.

 

Tecnologia utilizzata: l’endoscopio magnetico

Uno degli elementi più innovativi dell’operazione è stato l’endoscopio utilizzato, sviluppato appositamente dal team dell’ETH di Zurigo. Questo dispositivo è stato progettato per essere manovrato tramite un campo magnetico, con una testa magnetica che permette all’endoscopio di piegarsi in qualsiasi direzione. Inoltre, rispetto agli strumenti endoscopici convenzionali, questo modello è più piccolo e facile da manovrare, il che lo rende particolarmente adatto per interventi più delicati.

 

Vantaggi per i pazienti: un’esperienza meno invasiva

Il design innovativo dell’endoscopio non solo ne facilita l’uso, ma offre anche vantaggi significativi per i pazienti. Poiché il dispositivo è più piccolo del solito, può essere inserito attraverso il naso anziché la bocca. Questo approccio è molto più confortevole per i pazienti, riducendo la necessità di sedazione pesante e rendendo l’intervento meno invasivo. Tale caratteristica lo rende particolarmente adatto per l’uso su bambini o in pazienti con condizioni che richiedono un trattamento meno invasivo.

 

Il contesto: il progresso della chirurgia a distanza

La pandemia di COVID-19 ha accelerato lo sviluppo e l’adozione della telemedicina, evidenziando il potenziale di queste tecnologie per superare le barriere legate alla distanza. Tuttavia, nel caso della chirurgia, è spesso ritenuto necessario che il chirurgo sia fisicamente presente. Questo esperimento dimostra il contrario: l’evoluzione della tecnologia robotica e delle connessioni internet sta rendendo possibile l’esecuzione di operazioni complesse anche quando chirurgo e paziente si trovano a migliaia di chilometri di distanza.

 

La chirurgia transatlantica non è una novità assoluta: il primo intervento di questo tipo risale al 2001, quando un’operazione è stata eseguita tra due continenti. Da allora, i ricercatori hanno continuato a spingere i limiti di ciò che è possibile nella chirurgia a distanza. Un esempio recente è stato l’intervento effettuato da scienziati sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che, pur essendo impressionante, si svolgeva a una distanza molto inferiore, appena 400 chilometri sopra la Terra.

 

Le sfide: operare su lunghe distanze

L’operazione a una distanza di 9.300 chilometri ha richiesto una pianificazione e una preparazione estremamente accurate. La stabilità della connessione internet era fondamentale per garantire che il chirurgo potesse controllare l’endoscopio in tempo reale e senza interruzioni. Anche la precisione della tecnologia robotica utilizzata ha avuto un ruolo cruciale nel successo dell’intervento.

 

Conclusione: il futuro della chirurgia a distanza

Questo esperimento segna un importante passo avanti per la telesurgery e apre la strada a future applicazioni della chirurgia a distanza. Se le tecnologie continuano a migliorare e a ridurre ulteriormente i tempi di latenza, si potrebbe immaginare un mondo in cui la distanza tra chirurgo e paziente diventa un dettaglio irrilevante. Questo progresso potrebbe rivoluzionare il modo in cui vengono eseguiti gli interventi chirurgici, consentendo ai migliori specialisti di operare pazienti in ogni parte del mondo, indipendentemente dalla loro posizione geografica.

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