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Dopo l’ondata di freddo che sta interessando l’Italia, avremo una situazione meteo più mite, ma foriera di precipitazioni soprattutto sui settori orientali dell’Italia a causa della formazione di un’area di bassa pressione sul Mar Tirreno. L’evoluzione meteorologica indica precipitazioni piuttosto abbondanti sui settori adriatici, mentre in Sicilia, dove sarebbe utile che piovesse in questo periodo, la pioggia è quasi indispensabile vista la gravissima siccità.

 

Come abbiamo detto in altri approfondimenti, l’aria fredda da nord-est, proveniente dalla Russia, fluirà sull’Italia e andrà ad alimentare una bassa pressione che si formerà sul Mar Tirreno. Si tratterà di una depressione orografica, cioè sottovento alle correnti provenienti da nord-est, che si intensificherà giorno dopo giorno, circondata da nubi foriere di precipitazioni. Queste, soprattutto laddove troveranno lo sbarramento montuoso, provocheranno piogge copiose.

 

La situazione temperature vedrà invece un graduale aumento nei valori medi. Le temperature massime, nelle aree colpite dal maltempo, saranno comunque piuttosto contenute, mentre nei settori occidentali dell’Italia, meno influenzati dalle nubi e dalle precipitazioni, la temperatura tornerà a salire, pur rimanendo sotto la norma. Tutta la settimana sarà caratterizzata da valori termici inferiori alle medie, contraddicendo quelle previsioni stagionali che indicavano un mese di settembre particolarmente caldo in Italia. Tuttavia, come sappiamo, queste tendenze a scala locale possono variare ampiamente, e questo è ciò che sta accadendo.

 

Nel lungo termine, però, vediamo che la temperatura mediamente in Italia tornerà a crescere rapidamente. Arrivati a ottobre, avremo valori superiori alla media, e la situazione meteorologica, considerando anche le calde acque del Mediterraneo attorno all’Italia, sarà ancora caratterizzata da cenni tropicali, nonostante le nubi e le precipitazioni. Anche se c’è la possibilità di nuove ondate di freddo provenienti da nord, al momento sembrano prevalere le correnti calde da sud, provenienti dal Nordafrica, che potrebbero determinare una nuova ondata di caldo fuori stagione, a cui ormai siamo abituati in ottobre.

 

Si dice che in passato si andava al mare a ottobre, ma ciò avveniva raramente. La memoria umana tende a rimuovere ciò che è negativo, e così ci siamo dimenticati degli ottobri trascorsi con giacche e ombrelli. Tuttavia, la statistica non dimentica: ottobre è un mese generalmente piovoso in Italia, senza segni d’estate. Negli ultimi cinque anni, però, ottobre ha visto frequenti condizioni atmosferiche estive o tardo estive, con temperature sopra la media che, nel 2023, hanno persino spinto alcune amministrazioni comunali del Nord Italia a rimandare ulteriormente l’accensione degli impianti di riscaldamento fino ai primissimi giorni di novembre. Questo rappresenta un cambiamento significativo rispetto a dieci anni fa, quando spesso si richiedeva un anticipo nell’accensione dei termosifoni a causa del freddo precoce.

 

Spesso dimentichiamo ciò che è successo nel passato, ma dovremmo ricordare che gli ottobri degli ultimi anni sono stati piuttosto miti. Quest’anno forse non sarà altrettanto mite, ma nulla è certo, poiché fare previsioni a lungo termine su scala locale è pressoché impossibile. Possiamo parlare di tendenze climatiche su ampia scala, ma non di previsioni meteo locali dettagliate. Se, ad esempio, avete una manifestazione all’aperto in pieno ottobre, non possiamo sapere con certezza se ci sarà sole, pioggia o vento in quel giorno specifico.

 

Tuttavia, considerando che la prima parte di ottobre vedrà temperature sopra la media, la differenza rispetto ai valori attuali ci farà percepire il caldo in maniera più intensa. In alcune località dove attualmente ci sono 15°C durante il giorno, se si arriverà a 25°C nel pomeriggio, si percepirà come caldo, perché la percezione della temperatura conta più del valore reale misurato. Va comunque detto che 25°C in ottobre non sono nella media per molte aree d’Italia, quindi rappresenterebbero un’anomalia.

 

 

Non stiamo parlando di 40°C, anche se non possiamo escludere che accada, visto che ormai tutto sembra possibile. Ad esempio, le nevicate che si sono verificate recentemente a quote molto basse sono state eccezionali e non registrate in precedenza da alcun servizio meteorologico. Quindi, avere picchi di temperatura record in ottobre non è da escludere.

 

Noi continuiamo a seguire le linee di tendenza meteorologiche a lungo termine, osservando i modelli matematici, le variazioni giorno per giorno e usando un po’ di esperienza. Attualmente, l’Europa è la zona del nostro emisfero con le anomalie più marcate verso il freddo, mentre altrove, come in gran parte del mondo, si registrano temperature superiori alla media, e molte regioni vivono ancora un’estate prolungata.

Questo non significa che il Global Warming non esista, come qualcuno potrebbe insinuare. Anche i paesi meno sviluppati comprendono il concetto di riscaldamento globale. Città di dimensioni immense stanno venendo progettate per essere trasferite altrove, poiché l’innalzamento dei mari le sommergerà.

 

Anche i paesi che attualmente producono petrolio si stanno organizzando per affrontare il cambiamento climatico e le temperature più elevate. In alcune città hanno persino attivato climatizzatori all’aperto, permettendo così ai turisti di passeggiare nonostante i 50°C rilevati all’esterno. Sotto il flusso d’aria fredda che esce dai marciapiedi, la temperatura non supera i 30°C, rendendo possibile stare tranquillamente all’aperto.

Il caldo tenderà a prevalere sul nostro pianeta, e se non si interviene per ridurre le emissioni di gas serra, ci troveremo probabilmente senza stagioni invernali in regioni temperate come le nostre. Gli inverni diventeranno autunni, e le estati saranno sempre più roventi, costringendoci a proteggerci da un clima insalubre

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