(TEMPOITALIA.IT) L’epigenetica si occupa delle modifiche chimiche che influenzano l’espressione genica senza alterare la sequenza del DNA. Queste modifiche possono essere indotte da fattori ambientali, stili di vita e processi biologici. Gli studi condotti dai dottori Sturm e Vellai hanno dimostrato che le modifiche epigenetiche giocano un ruolo cruciale nella regolazione della longevità. In particolare, hanno scoperto che alcune modifiche possono rallentare il processo di invecchiamento, mentre altre possono accelerarlo.
Uno degli aspetti più promettenti della ricerca epigenetica è la possibilità di intervenire direttamente sulle modifiche epigenetiche per contrastare l’invecchiamento. Gli scienziati dell’Università Eötvös Loránd stanno esplorando diverse strategie per modulare queste modifiche, con l’obiettivo di prolungare la vita e migliorare la salute durante l’invecchiamento. Tra le tecniche in fase di studio vi sono l’uso di farmaci epigenetici e la manipolazione genetica.
Gli elementi trasponibili, noti anche come “geni saltatori”, sono sequenze di DNA che possono spostarsi da una posizione all’altra all’interno del genoma. Questi elementi sono stati a lungo considerati “DNA spazzatura”, ma recenti ricerche hanno rivelato che essi possono avere un impatto significativo sull’invecchiamento. Gli studi di Sturm e Vellai hanno dimostrato che l’attività degli elementi trasponibili aumenta con l’età, contribuendo alla destabilizzazione del genoma e all’accelerazione del processo di invecchiamento.
Per mitigare gli effetti negativi degli elementi trasponibili sull’invecchiamento, i ricercatori stanno sviluppando strategie per controllare la loro attività. Una delle soluzioni proposte è l’uso di inibitori specifici che possono ridurre la mobilità di questi elementi. Inoltre, la manipolazione genetica potrebbe offrire nuove opportunità per stabilizzare il genoma e rallentare l’invecchiamento. (TEMPOITALIA.IT)







