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Il pianeta Wasp-193 b: un enigma galattico

Luca D'Angelo di Luca D'Angelo
20 Ott 2024 - 17:53
in Magazine
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(TEMPOITALIA.IT) Il pianeta Wasp-193 b: un enigma galattico

Scoperta di Wasp-193 b: un pianeta di zucchero filato

La recente scoperta del pianeta Wasp-193 b ha stupito gli astronomi per le sue caratteristiche estreme. Questo pianeta, descritto come un corpo celeste gigantesco ma incredibilmente leggero, presenta una densità straordinariamente bassa. Scoperto grazie al Transiting Exoplanet Survey Satellite (Tess) della NASA, Wasp-193 b è situato a circa 1200 anni luce dalla Terra ed è uno degli esempi più interessanti di pianeta super-puff, una classe di pianeti gassosi con una densità così bassa da essere paragonabili a materiali estremamente leggeri come lo zucchero filato.

 

Wasp-193 b ha un diametro che supera di una volta e mezzo quello di Giove, il più grande pianeta del nostro Sistema Solare, ma ha una massa inferiore a un settimo di quella di Giove. La sua densità è di soli 59 milligrammi per centimetro cubo, un valore che lo rende uno dei pianeti più soffici mai scoperti. Per confronto, la densità di Giove è di 1,3 grammi per centimetro cubo, oltre venti volte maggiore di quella di Wasp-193 b.

 

Metodologie di scoperta e analisi: volume e massa

La determinazione della densità di Wasp-193 b è stata possibile grazie a tecniche consolidate nello studio degli esopianeti. Il volume del pianeta è stato calcolato attraverso il metodo dei transiti, una tecnica che prevede la misurazione della diminuzione della luce della stella ospite quando il pianeta passa davanti ad essa. Questo metodo ha permesso agli astronomi di derivare la circonferenza e il volume del pianeta.

 

Le osservazioni iniziali sono state effettuate dalle fotocamere del telescopio Wasp-South, situato a Sutherland, in Sudafrica. Successivamente, le osservazioni sono state confermate dai telescopi Trappist-South e Speculoos-South, anch’essi situati nell’emisfero australe. Utilizzando gli spettrografi Harps e Coralie, il team ha stimato la massa di Wasp-193 b attraverso il metodo delle velocità radiali, che misura le oscillazioni della stella causate dall’attrazione gravitazionale del pianeta. Combinando questi dati, gli astronomi sono riusciti a determinare la densità di questo gigante soffice.

 

Composizione e atmosfera: una struttura gonfia di gas

Secondo gli autori dello studio, Wasp-193 b è composto principalmente da idrogeno ed elio, proprio come la maggior parte dei giganti gassosi della nostra galassia, inclusi Giove e Saturno. Tuttavia, ciò che lo rende unico è la sua atmosfera incredibilmente gonfia, probabilmente estesa per decine di migliaia di chilometri più di quella di Giove. Nonostante la sua composizione sia simile a quella di altri giganti gassosi, la bassa densità di Wasp-193 b rimane un mistero. Nessuna teoria attuale è in grado di spiegare come un pianeta così possa essersi formato.

 

Un’ipotesi è che vi sia una significativa fonte di energia interna che tiene l’atmosfera così espansa, ma il meccanismo preciso non è ancora chiaro. La sua composizione e struttura pongono nuove domande sulle dinamiche di formazione planetaria, e gli scienziati sperano di ottenere ulteriori dati attraverso osservazioni future.

 

Un enigma per la scienza: le domande irrisolte

Il mistero attorno alla formazione di Wasp-193 b ha suscitato grande interesse tra gli astronomi. Francisco Pozuelos, dell’Instituto de Astrofisica de Andalucia, ha sottolineato che nessuna teoria attuale riesce a spiegare la formazione di un pianeta con tali caratteristiche. “È un outlier per tutte le teorie”, afferma, aggiungendo che l’osservazione più ravvicinata della sua atmosfera potrebbe fornire indizi cruciali sul suo percorso evolutivo.

 

Il team di scienziati guidato da Khalid Barkaoui, dell’Università di Liegi, spera di osservare Wasp-193 b con il James Webb Space Telescope, il telescopio spaziale più avanzato mai costruito, che dovrebbe fornire una visione più dettagliata della sua atmosfera. Grazie alle capacità spettroscopiche del telescopio, sarà possibile raccogliere dati preziosi sulle interazioni atmosferiche e determinare se ci sono elementi o processi che potrebbero spiegare la sua bassa densità.

 

Conclusione: Wasp-193 b, una nuova sfida per l’astronomia

La scoperta di Wasp-193 b rappresenta una sfida per gli attuali modelli di formazione planetaria. Questo pianeta dalle caratteristiche estreme, con una densità incredibilmente bassa e una struttura simile allo zucchero filato, offre agli scienziati una nuova opportunità per esplorare i limiti delle nostre conoscenze sull’evoluzione dei giganti gassosi. L’osservazione più approfondita di Wasp-193 b potrebbe fornire risposte fondamentali su come pianeti così insoliti possano esistere nell’universo e aprire nuove strade per la ricerca scientifica nel campo degli esopianeti. (TEMPOITALIA.IT)

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