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La tragica spedizione di Franklin: il mistero di James Fitzjames e il cannibalismo

Gian Filippo Parodi di Gian Filippo Parodi
15 Ott 2024 - 12:23
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(TEMPOITALIA.IT) La tragica spedizione di Franklin: il mistero di James Fitzjames e il cannibalismo

Nel 1845, Sir John Franklin intraprese una delle spedizioni più ambiziose e tragiche del XIX secolo, nel tentativo di trovare il Passaggio a Nord-Ovest, una rotta marittima che collegasse l’Oceano Atlantico con l’Oceano Pacifico attraverso l’Artico canadese. La spedizione, composta da 129 uomini e due navi, la HMS Erebus e la HMS Terror, salpò dall’Inghilterra equipaggiata con le tecnologie più avanzate dell’epoca, tra cui motori a vapore e scorte di cibo sufficienti per tre anni. Tra i membri di spicco dell’equipaggio c’era James Fitzjames, un ufficiale di alto rango.

 

Tuttavia, dopo aver lasciato le coste della Groenlandia, la spedizione scomparve nel nulla, dando vita a uno dei più grandi misteri della storia marittima. Per anni, le ricerche non portarono a risultati concreti, alimentando speculazioni e leggende sul destino dell’equipaggio. Fu solo nel 1859 che una spedizione di soccorso trovò una nota lasciata da alcuni membri dell’equipaggio, rivelando che le navi erano rimaste intrappolate nel ghiaccio e che Franklin era morto l’11 giugno 1847. Tuttavia, la sorte degli altri membri della spedizione rimase avvolta nel mistero.

 

Scoperte moderne: il ritrovamento delle navi e le nuove indagini

Nel 2014, i resti della HMS Erebus furono scoperti nel Golfo di Queen Maud, seguiti due anni dopo dalla scoperta della HMS Terror. Questi ritrovamenti riaccesero l’interesse scientifico per la spedizione di Franklin e permisero agli studiosi di ottenere nuovi indizi. Recentemente, un gruppo di ricercatori delle Università di Waterloo e Lakehead ha fatto un’altra importante scoperta: l’identificazione dei resti scheletrici di James Fitzjames. Utilizzando avanzate tecniche di analisi del DNA e genealogiche, i ricercatori sono riusciti a confermare l’identità dell’ufficiale, fornendo ulteriori dettagli sulle ultime fasi della spedizione.

 

Questa scoperta non solo ha svelato nuovi aspetti sulla sorte di Fitzjames, ma ha anche confermato alcuni dei racconti più inquietanti legati alla spedizione: il cannibalismo tra i membri dell’equipaggio. La condizione estrema a cui furono sottoposti gli uomini, intrappolati nel ghiaccio artico senza possibilità di fuga, portò alcuni di loro a praticare il cannibalismo nel tentativo disperato di sopravvivere.

 

Il cannibalismo: segni e conferme storiche

Le analisi dei resti umani trovati nei campi di accampamento della spedizione di Franklin hanno rivelato segni chiari di tagli e fratture sulle ossa, indicativi di pratiche di macellazione umana. Questi segni hanno confermato le testimonianze storiche di esploratori e soccorritori che, durante le loro ricerche, avevano trovato ossa umane con segni evidenti di essere state tagliate e lavorate per l’alimentazione. Queste scoperte gettano una luce drammatica sulle difficoltà affrontate dagli uomini durante la loro lunga e disperata lotta per la sopravvivenza.

 

La conferma del cannibalismo, già ipotizzata da molti resoconti del tempo, evidenzia quanto fossero estreme le condizioni affrontate dai membri della spedizione. Il freddo, la fame e l’isolamento in un ambiente ostile avevano spinto gli uomini a gesti disperati per cercare di sopravvivere il più a lungo possibile. Questo fenomeno, sebbene sconvolgente, non era del tutto raro nelle spedizioni polari di quel periodo, dove le provviste potevano scarseggiare e le condizioni climatiche potevano rendere impossibili i soccorsi.

 

Conclusione: un mistero parzialmente risolto

La scoperta dei resti di James Fitzjames e la conferma del cannibalismo tra l’equipaggio della spedizione di Franklin rappresentano un importante passo avanti nella comprensione di uno dei più grandi misteri marittimi della storia. Nonostante i molti anni trascorsi, le moderne tecnologie scientifiche continuano a svelare nuovi dettagli su ciò che accadde ai 129 uomini che partirono con la speranza di scoprire il Passaggio a Nord-Ovest. Tuttavia, molte domande restano ancora senza risposta, e la tragica fine della spedizione continua a essere un argomento di grande interesse per storici e scienziati. (TEMPOITALIA.IT)

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