(TEMPOITALIA.IT) L’Arthropleura, un artropode simile a un millepiedi, visse tra 346 e 290 milioni di anni fa, in un’epoca caratterizzata da insetti di dimensioni straordinarie. Con una lunghezza che poteva raggiungere i 2,6 metri, questo colosso è considerato il più grande artropode mai esistito. La sua imponenza e il suo fascino lo hanno reso protagonista di numerosi programmi televisivi, sebbene la sua rappresentazione fosse spesso basata su congetture, soprattutto per quanto riguarda la testa.
Nonostante la popolarità dell’Arthropleura, la mancanza di fossili completi ha reso difficile per gli scienziati ricostruire accuratamente il suo aspetto. In particolare, la testa è rimasta un enigma, poiché pochi esemplari con la testa intatta erano stati trovati, e nessuno di essi mostrava dettagli sufficienti come le antenne o le parti della bocca.
La svolta è arrivata con la scoperta di fossili di giovani Arthropleura nel sito di Montceau-les-Mines, nell’est della Francia. Questi resti, conservati in modo eccezionale, includevano le teste intatte, permettendo agli scienziati di esaminare finalmente i dettagli tanto attesi. Per analizzare questi fossili senza danneggiarli, i ricercatori hanno utilizzato la tomografia micro-computerizzata a raggi X, una tecnica che consente di creare modelli tridimensionali dettagliati. Questo approccio ha rivelato dettagli senza precedenti delle parti della bocca dell’Arthropleura e ha svelato caratteristiche sorprendenti.
Il modello tridimensionale ha mostrato che, sebbene l’Arthropleura avesse un corpo simile a quello di un millepiedi, la sua testa combinava tratti di millepiedi e centopiedi. Inoltre, possedeva occhi composti su peduncoli, una caratteristica assente in entrambi i gruppi. Queste scoperte potrebbero aiutare a chiarire le relazioni evolutive tra i diversi gruppi di Myriapoda, il grande gruppo tassonomico che include millepiedi e centopiedi. Tuttavia, molte domande rimangono aperte: cosa mangiava questo gigante? Viveva esclusivamente sulla terraferma o i suoi occhi peduncolati indicano un adattamento alla vita acquatica? Qual era il suo tasso di crescita?







