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Mappa infrarossi dettagliata della nostra galassia

Luigi Barbieri di Luigi Barbieri
14 Ott 2024 - 16:45
in Magazine
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La nostra galassia, la Via Lattea, è stata recentemente mappata con una precisione senza precedenti grazie a⁤ un progetto che ​ha richiesto oltre 13⁢ anni di lavoro e ha generato più ⁢di 500 terabyte di dati. Questo straordinario risultato è stato ottenuto grazie agli sforzi ⁢del European Southern⁤ Observatory (ESO) e al telescopio VISTA (Visible and Infrared Survey ⁢Telescope‌ for Astronomy) situato presso l’Osservatorio del Paranal in Cile. La nuova mappa a infrarossi include oltre 1,5 miliardi di oggetti, coprendo⁢ un’area del cielo equivalente a ⁣86.000 lune piene.

 

(TEMPOITALIA.IT) Il progetto VISTA è stato​ il più grande mai condotto dall’ESO, con oltre 200.000 immagini catturate dal telescopio VISTA. Questo strumento è stato fondamentale per superare le difficoltà dell’astronomia a⁤ infrarossi, che richiede telescopi posizionati‌ ad alta quota e in luoghi con bassa umidità per ridurre l’interferenza atmosferica. La mappa precedente, pubblicata nel 2012, conteneva solo un decimo⁣ degli oggetti ‍presenti in ‌questa nuova versione, dimostrando l’enorme progresso compiuto.

 

Utilizzando le lunghezze d’onda dell’infrarosso, il team di ricerca è riuscito a penetrare la polvere che avvolge il piano della Via Lattea, rivelando oggetti freddi come le nane brune e i pianeti vaganti che sono stati espulsi dai loro sistemi stellari. ‌Questo ha permesso di ottenere una​ visione più chiara e dettagliata della⁢ nostra galassia, cambiando per sempre la nostra comprensione⁤ del cosmo.

 

Dante Minniti, astrofisico presso l’Universidad ‍Andrés Bello in Cile⁢ e leader del progetto, ha dichiarato che le⁣ scoperte fatte grazie a questo progetto hanno cambiato per sempre la nostra visione della galassia. Dal ‌2010, oltre 300 ‌articoli scientifici sono stati pubblicati basandosi sulle osservazioni effettuate. I dati provenienti dal VVV (VISTA Variables in ​the Vía Láctea) e dal ‍suo progetto complementare VVVX ⁢(VVV eXtended) sono stati cruciali per queste ricerche.

 

La misurazione delle stelle variabili è stata⁤ fondamentale per creare l’aspetto tridimensionale di questa mappa. Alcune stelle variabili hanno una relazione molto precisa tra il periodo di luminosità e la loro ⁣luminosità intrinseca. Misurando la ‌luminosità apparente di queste stelle dalla Terra, è possibile calcolare la loro distanza. Questo principio, scoperto per la prima volta da ‌Henrietta Swan Leavitt per le variabili Cefeidi, è stato essenziale per determinare le distanze degli oggetti⁢ molto lontani.

 

Roberto Saito, astrofisico presso l’Universidade Federal de Santa Catarina in Brasile e⁢ autore principale dello studio, ha sottolineato che il⁢ progetto è stato ‍un impegno monumentale, reso possibile grazie a un team ‌eccezionale. Le informazioni raccolte continueranno a fornire ​dati preziosi che saranno analizzati per decenni a venire, contribuendo a future ricerche e scoperte.

 

Un’importante​ proposta per⁣ il futuro riguarda la creazione di una nuova iterazione del progetto Gaia, questa volta utilizzando⁤ un osservatorio a infrarossi. Gaia è un altro importante progetto di mappatura galattica, e l’integrazione dei⁤ dati a infrarossi potrebbe⁤ portare a scoperte ancora più significative. La​ nuova mappa a infrarossi della Via Lattea rappresenta un passo avanti fondamentale nella nostra comprensione dell’universo e apre la strada a future esplorazioni e scoperte. (TEMPOITALIA.IT)

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