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2148895307Ogni giorno il nostro pianeta assiste all’ingresso di meteoroidi nell’atmosfera terrestre, un fenomeno che avviene circa ogni due settimane. Questi corpi, di circa un metro di diametro, entrano nell’atmosfera a velocità di 15-20 chilometri al secondo, producendo onde d’urto che comprimono, riscaldano e ionizzano l’aria circostante, portando al fenomeno di ablazione. Il calore estremo vaporizza la superficie del meteoroide, che si frammenta in pezzi che continuano a viaggiare verso il suolo. Quando questi frammenti rallentano a circa 3 chilometri al secondo, entrano nella fase di “volo buio” e cadono infine in aree specifiche al suolo, divenendo le meteoriti che spesso vengono esposte nei musei.

 

Alcuni meteoroidi vengono individuati da telescopi dedicati al monitoraggio degli asteroidi near-Earth (Nea) poche ore prima dell’impatto. Tra questi vi sono 2008 TC3 e 2024 BX1, associati alle meteoriti Almahata Sitta e Ribbeck. Tuttavia, solo una cinquantina delle circa 70.000 meteoriti conosciute ha un’orbita individuata prima della caduta. La teoria prevalente sostiene che i meteoroidi che originano le meteoriti derivino da collisioni tra asteroidi nella Fascia Principale tra Marte e Giove, che creano famiglie di asteroidi. L’effetto Yarkovsky e le risonanze orbitali con Giove spingono questi frammenti su orbite di tipo Nea, portandoli a impattare la Terra.

 

Individuare le famiglie di asteroidi progenitrici delle meteoriti è difficile. Solo per il 6% delle meteoriti si conosce l’origine, basandosi sulla composizione chimica, come nel caso delle acondriti dalla Luna, da Marte o dall’asteroide Vesta. Il 94% restante, principalmente condriti ordinarie, è di origine sconosciuta. Le condriti ordinarie si dividono in categorie H, L e LL secondo il contenuto di ferro, suggerendo tre progenitori distinti. Tuttavia, le condriti L e LL non corrispondono alla loro distribuzione fra i Nea.

 

Studi recenti su Nature, guidati da Miroslav Brož dell’Institute of Astronomy di Praga e Michael Marsset dell’ESO e del MIT, dimostrano che molte di queste meteoriti derivano da collisioni avvenute milioni di anni fa. Questi studi, pubblicati in due articoli collegati, offrono nuove prospettive sull’evoluzione degli asteroidi. Il team di Brož ha analizzato l’età di esposizione ai raggi cosmici (Cre) delle meteoriti, stimando che circa il 40% delle condriti H ha una Cre compresa fra 5 e 8 milioni di anni. Ciò suggerisce frammentazioni recenti, come quella della famiglia di Karin nella famiglia di Koronis, unica con un’età di 5,8 milioni di anni. Altre famiglie all’interno di Koronis potrebbero spiegare le condriti più antiche, con età tra i 7 e 8 milioni di anni.

 

Per approfondire l’evoluzione degli asteroidi, i ricercatori hanno utilizzato un modello collisionale di tipo Monte Carlo, che simula l’evoluzione delle famiglie di asteroidi tenendo conto delle perturbazioni gravitazionali dei pianeti e dell’effetto Yarkovsky. I risultati indicano che le famiglie di Karin e Koronis2 possono produrre un numero di meteoroidi che colpisce la Terra dieci volte maggiore rispetto ad altre famiglie. Solo le famiglie più giovani, con un’età non superiore ai 40 milioni di anni, contribuiscono significativamente alla popolazione di asteroidi metrici e meteoriti, poiché le famiglie più antiche sono impoverite dei frammenti minori e numerosi.

 

Tra le famiglie di asteroidi, le principali fonti di asteroidi di tipo H, L e LL sono le famiglie Phocaea, Juno e Flora. La famiglia Phocaea include l’asteroide (25) Phocaea, con una composizione di condrite LL, caso unico che solleva domande sulla storia evolutiva della famiglia, poiché potrebbe essere un intruso catturato in un gruppo dominato da asteroidi di tipo H. Questo evento raro di intrusione suggerisce che le famiglie di asteroidi non siano omogenee e che catture o collisioni possano modificarne la composizione nel tempo.

 

La famiglia Massalia presenta una diversa struttura compositiva. L’asteroide maggiore, (20) Massalia, ha un diametro di 145 chilometri e rientra nella distribuzione delle condriti di tipo H, ma i membri più piccoli della famiglia hanno una composizione simile alle condriti di tipo L, rendendo Massalia un’importante fonte di queste meteoriti. La vicinanza della famiglia Massalia alla risonanza secolare ν6 e alla risonanza di moto medio 3:1 con Giove favorisce il trasporto di asteroidi verso il Sistema Solare interno.

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