
(TEMPOITALIA.IT) Andrew Tomkins, Erin Martin e Peter Cawood, ricercatori della Monash University in Australia, hanno condotto uno studio approfondito sulle registrazioni paleogeografiche dei crateri da impatto sulla Terra. Questi crateri sono stati prodotti durante un periodo di intenso bombardamento meteorico noto come evento meteorico dell’Ordoviciano. Analizzando questi dati, i ricercatori hanno formulato l’ipotesi che la Terra potesse aver avuto un sistema di anelli.
Il punto di partenza della ricerca è stato un assunto riguardante la distribuzione dei crateri da impatto su un pianeta. Se i crateri derivano da asteroidi provenienti dalla fascia degli asteroidi, situata tra Marte e Giove, essi dovrebbero essere distribuiti uniformemente sulla superficie del pianeta. Al contrario, se i crateri sono il risultato di un unico corpo che si è frantumato durante un incontro ravvicinato con la Terra, essi saranno concentrati in una specifica area.
I ricercatori hanno esaminato la distribuzione di 21 crateri da impatto noti per essere stati prodotti durante l’evento meteorico dell’Ordoviciano. Le indagini hanno rivelato che tutti e 21 i crateri esaminati erano situati entro 30 gradi dall’equatore, nonostante oltre il 70% della crosta terrestre si trovasse al di fuori di questa regione. Questo risultato ha portato i ricercatori a concludere che i crateri non siano stati prodotti da impatti casuali di corpi provenienti dalla fascia degli asteroidi, ma da un unico grande asteroide. (TEMPOITALIA.IT)






