
La prima parte della settimana vedrà l’Italia protetta dal caloroso abbraccio del promontorio anticiclonico africano, che manterrà il meteo stabile e soleggiato sulla maggior parte delle Regioni, eccezion fatta per l’estremo Nord Ovest, Piemonte e Liguria, dove potrebbero verificarsi dei piovaschi. Nuvolosità per lo più sterile interesserà anche le rimanenti regioni del Nord e quelle del Centro e le temperature rimarranno sopra media su quasi tutto il territorio nazionale. La risalita d’aria calda farà sentire i suoi effetti specialmente in quota: pensate che lo zero termico si attesterà in questa fase intorno ai 4000 metri.
Lo scenario barico europeo vede infatti una saccatura nord atlantica pescare sin giù verso Penisola Iberica e Marocco, innescando sul Mediterraneo centro occidentale la risalita del promontorio anticiclonico sub tropicale africano. Tale saccatura a metà settimana circa, con la classica evoluzione a pendolo, tenderà a traslare verso est e influenzare più da vicino il meteo sull’Italia. Sarà quindi una nuova fase di maltempo atlantico.
Ta mercoledì 16 e giovedì 17 ottobre, nuove piogge e temporali, anche di forte intensità, interesseranno le regioni settentrionali e le centrali tirreniche. Successivamente il fronte perturbato subirà un taglio fuori (evoluzione a cut off) ad opera di una poderosa espansione dell’alta pressione oceanica sul comparto europeo centrale, evolvendo così in vortice ciclonico autonomo italico.
Tra venerdì 18 e sabato 19 ottobre, vortice depressionario sulla Penisola e fase di maltempo che prosegue. I principali modelli numerico previsionali a tal proposito palesano ancora delle incertezze sul reale posizionamento della goccia fredda e quindi sulla esatta distribuzione delle piogge, ma queste ultime dovrebbe interessare anche (e finalmente) il Sud.
Sempre i principali modelli a nostra disposizione vedrebbero questo quadro sinottico proseguire anche per i primi giorni della prossima settimana. Grazie ad una probabile espansione dell’alta pressione dinamica oceanica sin verso il comparto russo (ponte di Weikoff), la goccia fredda rimarrebbe incastonata tra i mari del centro e del sud Italia (fase che sarebbe da attenzionare), alimentata da un canale di correnti più fresche in quota provenienti dai Balcani.
Ci ritorneremo.
