L’evoluzione meteo attesa a partire all’incirca da metà mese è ancora estremamente incerta. I modelli matematici, specialmente per il periodo 11-14 ottobre non riescono a inquadrare con chiarezza la situazione attesa.
Tale difficoltà deriva dagli effetti indiretti che causerà l’ingresso dell’ex uragano Kirk all’interno del flusso atlantico. Il modello matematico americano propende per un’accelerazione della corrente a getto con conseguente distensione dell’alta pressione lungo i paralleli e quindi inizio di una fase stabile accompagnata anche da aria piuttosto calda per la stagione. Questa situazione andrebbe a materializzarsi poiché le perturbazioni atlantiche affonderebbero nel cuore della Penisola Iberica isolandosi come gocce fredde, quindi staccandosi dal principale flusso atlantico. Questi affondi depressionari, di conseguenza, innescano come risposta l’espansione di un campo di alta pressione verso l’Italia con afflusso di aria calda di origine sub-tropicale.
Il modello europeo, invece, propende per la prosecuzione di questa fase autunnale con le depressioni atlantiche che riuscirebbero a muoversi ancora all’interno del Mediterraneo e spostarsi dalla penisola Iberica verso l’Italia. Tale scenario nascerebbe dall’affondo di una profonda ed estesa saccatura atlantica verso la penisola Iberica che a partire dal 12 ottobre si sgancerebbe dal flusso atlantico isolandosi come goccia fredda e nei giorni successivi traslerebbe verso l’Italia.
L’evoluzione successiva quale potrebbe essere?
Ad oggi è complicato dire quale delle due ipotesi potrebbe essere quella corretta. Di conseguenza, l’affermarsi di un’ipotesi o di un’altra per i giorni antecedenti la metà del mese determina evoluzioni differenti nel periodo successivo. Avesse ragione il modello americano sarebbe probabile l’inizio di una fase dominata dall’alta pressione e tempo asciutto con temperature miti per la stagione.
Nel caso in cui avesse ragione il modello europeo, invece, si continuerebbe in questa fase autunnale con tempo piuttosto dinamico dove si alterneranno fasi più stabili a maltempo. Questo perché l’alta pressione non avrebbe la forza di mettere radici sul nostro paese.
Le evoluzioni indicate al momento hanno la stessa possibilità di concretizzarsi, quindi solo col passare dei giorni e la corretta interpretazione da parte dei modelli di quelli che saranno gli effetti dell’ex uragano Kirk si potrà determinare quale sarà l’ipotesi più corretta.