Fondato nel 1964 da Abdus Salam, fisico pakistano e Premio Nobel per la Fisica nel 1979, in collaborazione con il fisico italiano Paolo Budinich, l’Ictp è nato durante la Guerra Fredda come uno dei rari luoghi dove scienziati di entrambi i lati della cortina di ferro potevano riunirsi. Emblematiche sono le immagini della prima delegazione cinese che visitò l’Ictp nel 1979, segnando la fine di un periodo di isolamento imposto da Mao Tse-tung. Anche decenni dopo, il Centro di Trieste continua a essere un esempio di come le istituzioni di ricerca possano superare le divisioni geopolitiche.
Un esempio significativo del ruolo dell’Ictp è stato il suo contributo alla realizzazione del sincrotrone Sesame in Giordania, inaugurato nel 2017. Questo progetto ha visto la collaborazione di paesi come Israele, Iran, Turchia e Palestina. Inoltre, l’Ictp funge da rifugio sicuro per ricercatori che fuggono da conflitti e persecuzioni, inclusi recentemente quelli ucraini e russi. Ogni anno, il Centro ospita circa 6.000 scienziati da oltre 150 paesi, e tra i suoi ospiti si annoverano 19 vincitori della medaglia Fields e 108 Nobel.
Atish Dabholkar, direttore dell’Ictp, sottolinea l’importanza della scienza per lo sviluppo di politiche informate e per la cooperazione internazionale necessarie a tackling global challenges. “La missione dell’Ictp è oggi tanto rilevante quanto lo era ai tempi di Abdus Salam: promuovere il progresso della conoscenza e contribuire alla costruzione di un mondo più giusto e inclusivo“, afferma Dabholkar.