(TEMPOITALIA.IT) Il Tigre della Tasmania: un progetto di de-estinzione tra innovazione e conservazione
Il Tigre della Tasmania (Thylacinus cynocephalus), un marsupiale ormai estinto, continua a suscitare fascino e interesse tra scienziati e appassionati di storia naturale. Recentemente, un gruppo di ricerca guidato da Colossal Biosciences e dal Thylacine Integrated Genetic Restoration Research (TIGRR) Lab dell’Università di Melbourne ha raggiunto un traguardo significativo: la ricostruzione del genoma più completo mai ottenuto di questo animale. Tale successo è stato possibile grazie all’analisi dell’RNA di un esemplare conservato in alcol da oltre un secolo. Questo risultato segna un’importante tappa nel tentativo di riportare in vita il tigre della Tasmania.
Un’impresa scientifica avanzata
La ricostruzione del genoma ha richiesto anni di lavoro, consentendo agli scienziati di ottenere un’accuratezza del 99,9%. Sebbene restino alcune lacune da colmare, gli studiosi sono fiduciosi che i prossimi sforzi di sequenziamento riusciranno a completare il quadro. Il campione di RNA, raro e di grande qualità, offre nuove possibilità per comprendere l’espressione genica del tigre della Tasmania, gettando luce su aspetti della sua biologia come il gusto, l’olfatto e persino la funzionalità cerebrale. Tuttavia, il progetto non è ancora stato pubblicato in riviste scientifiche sottoposte a revisione paritaria, suscitando un certo grado di cautela nella comunità scientifica.
Conservazione e sfide ambientali
Il sequenziamento del genoma è stato reso possibile grazie a resti ben conservati. Condizioni ambientali fredde e asciutte preservano meglio il DNA, mentre i climi caldi e umidi lo danneggiano. Fortunatamente, alcuni cuccioli di tigre della Tasmania furono conservati in etanolo per studi scientifici, permettendo l’estrazione di un genoma quasi completo. Il progetto di de-estinzione ha l’ambizioso obiettivo di riportare in vita il tigre della Tasmania, un tempo diffuso in tutta l’Australia e nelle isole di Tasmania e Nuova Guinea.
Storia di un’estinzione causata dall’uomo
L’estinzione del tigre della Tasmania è strettamente legata alle attività umane. Scomparso dall’Australia continentale circa 3.000 anni fa, sopravvisse in Tasmania fino all’arrivo dei coloni europei. Gli animali vennero cacciati in massa per proteggere il bestiame, con campagne di sterminio supportate dal governo. L’ultimo tigre della Tasmania noto morì in uno zoo a Hobart nel 1936, ma si ipotizza che una popolazione selvatica possa essere sopravvissuta fino alla seconda metà del XX secolo.
Tecnologie per la conservazione dei marsupiali
Oltre al sequenziamento del genoma, i ricercatori stanno sviluppando tecnologie riproduttive assistite per marsupiali, fondamentali per il progetto di de-estinzione. Queste tecnologie potrebbero un giorno favorire lo sviluppo di embrioni di tigre della Tasmania, e nel breve termine potrebbero supportare la conservazione di altre specie a rischio, come il diavolo della Tasmania.
Il cammino verso la de-estinzione del tigre della Tasmania resta lungo e complesso, ma i progressi attuali offrono speranza per il futuro della biodiversità e della conservazione delle specie. (TEMPOITALIA.IT)










