(TEMPOITALIA.IT) Ford, General Motors e Stellantis spingono per mantenere gli standard imposti da Biden sui veicoli elettrici, nonostante l’opposizione del presidente eletto Trump.
Le principali case automobilistiche statunitensi si trovano in una posizione delicata. Nonostante l’opposizione dichiarata di Donald J. Trump alle norme ambientali di Joe Biden, Ford, General Motors e Stellantis stanno cercando un dialogo con il presidente eletto per evitare la revoca di regolamenti che le obbligano a produrre e vendere veicoli elettrici (E.V.). L’obiettivo? Proteggere i miliardi di dollari già investiti nella transizione verso una mobilità sostenibile.
Le politiche di Trump: una minaccia per l’industria?
Trump ha criticato aspramente le norme imposte dall’amministrazione Biden, definendole un’imposizione democratica che limiterebbe la scelta degli americani, favorendo l’industria dei veicoli elettrici a scapito dei motori a combustione interna. Tuttavia, le aziende automobilistiche, che hanno investito oltre 146 miliardi di dollari negli ultimi tre anni in infrastrutture per veicoli elettrici e batterie, temono che un cambiamento drastico possa destabilizzare il mercato e avvantaggiare le case automobilistiche che continuano a produrre veicoli a combustibili fossili a basso costo.
Il compromesso cercato dalle case automobilistiche
Molte aziende del settore, pur chiedendo alcune modifiche come maggior tempo per adeguarsi e sanzioni più basse per il mancato rispetto delle norme, vogliono mantenere l’impianto generale delle regole attuali. Il presidente dell’Alliance for Automotive Innovation, John Bozzella, ha scritto a Trump sottolineando l’importanza di stabilità e prevedibilità per l’industria automobilistica, che dà lavoro a 1,1 milioni di persone negli Stati Uniti.
Le attuali normative, introdotte dall’amministrazione Biden e previste per i modelli dal 2027 al 2032, stabiliscono che 56% delle nuove auto vendute entro il 2032 siano elettriche e un altro 16% ibride. Questi obiettivi richiedono investimenti costanti per rispettare le regole, pena sanzioni o l’acquisto di crediti da aziende come Tesla, che ha guadagnato 2,1 miliardi di dollari solo nei primi nove mesi del 2024 vendendo crediti di emissione.
Il ruolo di Elon Musk e Tesla
Elon Musk, CEO di Tesla e consigliere di Trump, potrebbe avere un’influenza significativa sulle decisioni del presidente eletto. Tuttavia, Musk sembra più concentrato sulla rimozione degli ostacoli normativi per i veicoli a guida autonoma, considerati fondamentali per il futuro di Tesla, piuttosto che sulla difesa delle regole per i veicoli elettrici. Inoltre, Musk ha dichiarato di essere favorevole all’eliminazione di tutti i sussidi governativi, inclusi i 7.500 dollari di credito fiscale per l’acquisto di veicoli elettrici, introdotti con l’Inflation Reduction Act del 2022.
Il futuro dell’industria automobilistica statunitense
La posta in gioco è alta. Le case automobilistiche statunitensi rischiano di essere superate dai concorrenti europei e cinesi se non riusciranno a mantenere il passo con la transizione verso i veicoli elettrici. Perdere le regole attuali potrebbe mettere in pericolo gli investimenti in oltre 36 impianti di batterie costruiti negli Stati Uniti negli ultimi anni, compromettendo anche la competitività globale dell’industria.
Le aziende si stanno muovendo con cautela per evitare conflitti con Trump, che in passato ha dimostrato rancore verso alcune di esse. Ad esempio, la decisione del 2019 di Ford, Volkswagen, Honda e BMW di aderire agli standard più rigorosi imposti dalla California ha portato Trump ad avviare un’indagine antitrust contro le case automobilistiche. Tuttavia, aziende come General Motors sembrano pronte a “ricostruire” un rapporto con Trump per salvaguardare il proprio futuro.
Gli interessi economici e politici
Molte delle nuove fabbriche di veicoli elettrici si trovano in Ohio, Tennessee, Georgia e Carolina del Sud, stati in cui Trump ha vinto le elezioni del 2024. Le case automobilistiche sperano di usare questo dettaglio per convincere il presidente eletto a preservare, seppur con modifiche, le norme attuali.
Nonostante la resistenza di Trump, la crescente pressione economica e industriale potrebbe influenzare la sua decisione. Come ha affermato un analista, la strategia più probabile sarà quella di proporre un compromesso: “aggiustare le norme, non eliminarle del tutto”. (TEMPOITALIA.IT)






